In breve
- Hai diritto al rimborso Fastweb in caso di fatture errate, doppia fatturazione, addebiti non autorizzati, disservizi prolungati e mancato rispetto della banda minima garantita.
- Puoi richiederlo dall'area clienti MyFastweb, via PEC o con raccomandata A/R al servizio clienti.
- Fastweb ha 45 giorni per rispondere; in caso di silenzio o rifiuto puoi attivare la conciliazione gratuita tramite ConciliaWeb o il CoReCom.
- Per alcuni disservizi è previsto un indennizzo automatico in base alla delibera AGCOM 347/18/CONS.
Quando si ha diritto a un rimborso Fastweb
Il diritto al rimborso non dipende dalla buona volontà dell'operatore: è regolato dal Codice del Consumo, dal contratto di fornitura e dalle delibere AGCOM. Le situazioni più frequenti in cui puoi chiedere indietro il denaro pagato sono:
- Errori di fatturazione: importi diversi da quelli pattuiti nel contratto, conguagli ingiustificati, mancata applicazione di sconti promozionali;
- Doppia fatturazione: addebito due volte dello stesso canone o di un costo una tantum;
- Addebiti non autorizzati: servizi a pagamento mai richiesti, opzioni attivate senza consenso, costi di assistenza non previsti;
- Disservizi e malfunzionamenti imputabili a Fastweb: assenza di linea, lentezza cronica, ripetuti distacchi non risolti entro 72 ore dalla segnalazione;
- Ritardo nell'attivazione oltre i tempi indicati nella proposta di abbonamento;
- Mancato rispetto della banda minima garantita, certificato da una misura ufficiale con strumenti come Misurainternet di AGCOM;
- Recesso anticipato con giusta causa: in caso di modifica unilaterale delle condizioni contrattuali, hai diritto al rimborso degli eventuali costi di disattivazione già pagati.
In tutti questi casi conviene tenere a portata di mano i documenti utili: copia della fattura contestata, screenshot dei messaggi di errore, eventuali ticket aperti con il servizio clienti, copia del contratto e della proposta di abbonamento.
Come richiedere il rimborso passo per passo
Fastweb mette a disposizione più canali per inoltrare la richiesta. Scegli quello più adatto in base all'urgenza e al tipo di contestazione.
1. Area clienti MyFastweb (online)
Il modo più rapido per aprire una pratica è l'area clienti MyFastweb da browser o l'app per smartphone. Una volta effettuato l'accesso:
- vai nella sezione Assistenza e seleziona Le mie richieste;
- apri una nuova richiesta scegliendo la categoria che descrive il problema (fatturazione, disservizio tecnico, servizi non richiesti);
- compila il modulo allegando i documenti utili (fattura, screenshot, contratto);
- conferma l'invio e annota il numero di pratica per i controlli successivi.
Dalla stessa sezione puoi seguire l'avanzamento della pratica e ricevere notifiche sull'esito.
2. PEC (per richieste formali)
Per le contestazioni più importanti (somme elevate, recesso, mancata risposta a un reclamo precedente) è consigliabile inoltrare un reclamo formale tramite posta elettronica certificata. La PEC ha valore legale di raccomandata e dà data certa alla tua richiesta. Nel messaggio includi:
- dati anagrafici e codice cliente Fastweb;
- numero della linea fissa o mobile interessata;
- descrizione dettagliata del fatto contestato e dell'importo richiesto a rimborso;
- copia della fattura e di ogni altro documento a supporto;
- richiesta esplicita di rimborso e modalità di accredito (storno in bolletta o accredito su conto).
3. Raccomandata A/R
Se non hai una casella PEC puoi inviare la stessa richiesta con raccomandata con ricevuta di ritorno all'indirizzo del servizio clienti Fastweb indicato nella tua ultima fattura o nelle condizioni generali di contratto. La ricevuta di ritorno è la prova che l'operatore ha ricevuto il reclamo: da quella data decorrono i 45 giorni di tempo per la risposta.
Tempi di risposta Fastweb
La delibera AGCOM 347/18/CONS, valida per tutti gli operatori italiani, fissa un termine massimo: Fastweb deve fornire risposta motivata entro 45 giorni dalla ricezione del reclamo. Il termine vale sia per i reclami inoltrati online sia per quelli inviati via PEC o raccomandata.
Se la risposta arriva in ritardo, scatta un indennizzo automatico per ogni giorno successivo al 45esimo, fino a un tetto massimo previsto dalla delibera. Anche per questo motivo è importante conservare la prova della data di invio del reclamo: senza data certa è difficile far valere il diritto all'indennizzo da ritardo.
Cosa fare se il rimborso non arriva
Se entro 45 giorni non hai ricevuto risposta, oppure se la risposta è negativa e non la consideri corretta, hai a disposizione una serie di strumenti gratuiti, in ordine di gravità:
- Sollecito formale: invia una nuova PEC o raccomandata richiamando il numero di pratica e la data del primo reclamo;
- Conciliazione paritetica: Fastweb aderisce ai protocolli con le principali associazioni dei consumatori. La procedura è gratuita e si svolge online o in presenza;
- ConciliaWeb (AGCOM/CoReCom): piattaforma ufficiale di conciliazione obbligatoria prima di andare in tribunale. La richiesta va presentata al CoReCom territorialmente competente;
- Ricorso all'Autorità Giudiziaria: solo se la conciliazione non va a buon fine, come ultima risorsa.
In moltissimi casi la conciliazione paritetica o ConciliaWeb si conclude positivamente in poche settimane: il tasso di accordo è elevato e i tempi sono molto più brevi del contenzioso ordinario.
Rimborso per disservizio e indennizzo automatico
Per alcuni disservizi non serve dimostrare nulla: la legge prevede un indennizzo automatico calcolato in giorni di disservizio. La delibera AGCOM 347/18/CONS elenca le casistiche principali, fra cui il ritardo di attivazione, la sospensione senza preavviso, la mancata portabilità del numero e l'attivazione di servizi non richiesti.
Per ottenere l'indennizzo automatico non è necessario quantificare i danni: basta segnalare il disservizio al servizio clienti, indicare la data di inizio e quella di ripristino del servizio e chiedere l'applicazione dell'indennizzo previsto dalla delibera.
Indennizzo automatico, in pratica
Se l'attivazione della linea ritarda di 20 giorni rispetto alla data promessa nella proposta di abbonamento, Fastweb deve riconoscere un indennizzo calcolato moltiplicando l'importo giornaliero previsto dalla delibera per i giorni di ritardo. La somma viene di norma stornata nella prima fattura utile dopo la chiusura della pratica.
Rimborso vs storno in fattura: qual è la differenza?
I due termini vengono spesso usati come sinonimi ma indicano operazioni contabili diverse, con conseguenze pratiche differenti:
| Operazione | Come funziona | Quando si usa |
|---|---|---|
| Storno in fattura | Sottrazione dell'importo dalla bolletta successiva | Cliente attivo, importo contenuto |
| Rimborso (accredito) | Restituzione del denaro su conto corrente o carta di credito | Contratto chiuso, importi rilevanti, su richiesta del cliente |
| Nota di credito | Documento fiscale che annulla in tutto o in parte una fattura precedente | Errori di fatturazione, doppia fatturazione |
Se Fastweb ti propone uno storno e tu hai già pagato la bolletta contestata, hai diritto a chiedere il rimborso vero e proprio sul conto: lo storno conviene solo se hai ancora un rapporto attivo e una bolletta futura su cui scalare l'importo.