In sintesi
- Una bolletta internet contiene sempre quattro blocchi: dati anagrafici, nome e costi dell'offerta, dettaglio delle voci (quota fissa, linea, servizi, imposte) e comunicazioni dell'operatore.
- Il codice di migrazione è il dato chiave per cambiare gestore senza disdire la linea: comparirà sempre nella tua bolletta.
- Dal 2018 la fatturazione torna a essere mensile per legge (delibera AGCOM); gli operatori hanno però aumentato le tariffe dell'8,6% per compensare.
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Le voci di cui si compone la bolletta internet
Leggere una bolletta internet non è complesso: basta conoscere bene tutte le voci presenti in fattura. Questa guida nasce proprio per aiutarti a interpretare ogni dato e avere maggiore consapevolezza dei costi della tua linea internet in fibra o ADSL. Leggere una bolletta TIM, Vodafone, WindTre, Tiscali o di altri operatori sarà più semplice e immediato.
La prima pagina: dati anagrafici dell'intestatario, codice cliente, periodo di fatturazione, scadenza
La prima cosa che vedi quando apri la tua bolletta sono i tuoi dati e quelli dell'abbonamento: dati anagrafici, metodo di pagamento, codice cliente, importo, data di scadenza, periodo di fatturazione e stato dei pagamenti. In particolare:
- i dati anagrafici comprendono nome e cognome dell'intestatario, il codice fiscale e l'indirizzo dell'utenza;
- il metodo di pagamento può essere scelto dall'intestatario, a seconda dell'operatore, tra il classico bollettino postale e la domiciliazione bancaria (addebito diretto su conto corrente bancario o postale);
- il codice cliente identifica la tua utenza agli occhi dell'operatore: con questo codice, per qualsiasi evenienza, l'operatore sa istantaneamente di quale utenza si tratta;
- l'importo e la data di scadenza si riferiscono rispettivamente al totale da pagare (tasse incluse) e al limite temporale massimo entro cui effettuare il pagamento senza sanzioni;
- il periodo di fatturazione è l'arco temporale di riferimento della bolletta: la fatturazione può essere mensile o bimensile, a seconda dell'offerta sottoscritta;
- lo stato dei pagamenti indica se risultano pagamenti non effettuati relativi a fatturazioni precedenti.
I costi dell'offerta attiva con il tuo operatore
All'interno della tua bolletta internet, sia per l'ADSL che per la fibra ottica, è sempre presente un trafiletto o una tabella che riporta il nome dell'offerta attiva con il tuo operatore. Spesso è suddiviso nelle diverse voci di spesa che compongono l'importo finale: la connessione internet in senso stretto, i dispositivi compresi (modem, saponetta wifi come il Cube di WindTre, telefoni, smartphone, tablet), altri addebiti o accrediti come i contributi di attivazione (spesso dilazionati su un numero di bollette definito al momento della sottoscrizione) e infine tasse e imposte, come l'IVA.
Il dettaglio dei costi in bolletta: quota fissa o a consumo, linea fissa, servizi aggiuntivi, imposte
La voce successiva, che si trova generalmente nella seconda pagina della tua bolletta internet, è il dettaglio costi. L'operatore qui scende nel particolare ed elenca, punto per punto, cosa stai pagando e perché:
- la quota, a consumo o fissa, dell'offerta attiva: nel primo caso corrisponde all'importo dell'effettiva connessione internet utilizzata; il secondo caso è una formula sempre più diffusa, con una quota fissa da pagare (di norma ogni mese, talvolta ogni due mesi) per avere connessione senza limiti. Queste offerte hanno solitamente una durata di uno o due anni, al termine dei quali il cliente potrebbe trovarsi a pagare un importo differente e voler confrontare le diverse offerte internet sul mercato per cambiare operatore;
- eventuali costi di linea fissa, nel caso in cui tu abbia scelto un'offerta internet + telefono;
- eventuali servizi o dispositivi aggiuntivi: alcune offerte includono nel pacchetto dispositivi mobili che possono tornare utili al di fuori delle mura domestiche;
- costi una tantum: spese da sostenere una sola volta, che possono comprendere contributi di attivazione della linea ADSL, fibra ottica o telefonica;
- IVA e imposte.
Informazioni e comunicazioni per il cliente dall'operatore
L'ultima parte della tua fattura internet contiene le informazioni per il cliente, eventuali comunicazioni dell'operatore (per esempio cambiamenti nei termini contrattuali) e i contatti del Servizio Clienti. Questa parte varia in base all'operatore: Vodafone, TIM, WindTre, Fastweb, Tiscali, Linkem e altri.
Cos'è il codice di migrazione
Ecco un esempio di codice di migrazione: in verde il CS (codice segreto), in rosso il COR (codice risorsa), in nero il COS (codice di servizio) e tra parentesi gialle la lettera di controllo:
W4W 12345678 002 (A)
Situato spesso vicino alle comunicazioni dell'operatore, il codice di migrazione è una sequenza di caratteri alfanumerici che identifica la tua utenza internet (ADSL o fibra, con o senza linea telefonica). Perché è importante? Perché è uno dei dati richiesti per effettuare un cambio operatore tramite portabilità, senza cioè cambiare il numero di telefono, evitando il passaggio in più della disdetta e della successiva attivazione di una nuova linea.
Il codice di migrazione (detto anche codice di trasferimento utenza) si compone di quattro elementi:
- CS - Codice Segreto: sequenza di tre caratteri alfanumerici che identificano l'operatore telefonico attivo;
- COR - Codice Risorsa: seconda sequenza alfanumerica lunga fino a 12 caratteri, che generalmente (ma non sempre) corrisponde al numero di telefono attivo;
- COS - Codice Servizio: le ultime cifre indicano il servizio attivo, che può essere linea telefonica, ADSL, fibra in FTTH, fibra in FTTC e così via;
- Codice di Controllo: carattere alfabetico, spesso separato da uno spazio dal resto del codice, che ne verifica la correttezza.
Quali sono i metodi di pagamento di una bolletta internet?
Hai a disposizione diverse opzioni per il pagamento della tua fattura internet:
- bollettino postale: il metodo tradizionale, che prevede generalmente l'arrivo a casa della bolletta cartacea;
- pagamento online: nell'area cliente del sito del tuo operatore, inserendo i dati della carta di credito;
- bonifico bancario o postale: reperendo sul sito l'IBAN del tuo gestore;
- domiciliazione bancaria: fornendo il proprio IBAN o RID e autorizzando l'operatore a prelevare automaticamente dal conto corrente l'importo della fattura.
A prescindere dal metodo scelto, ricordati di pagare sempre per tempo le bollette: rischi di incorrere in conseguenze poco convenienti.
28 o 30 giorni: ogni quanto arriva la tua bolletta internet?
Sebbene possa sembrare normale pensare che la fatturazione internet avvenga ogni mese, per tutto il 2017 non è stato così. I principali operatori internet e la pay tv satellitare Sky avevano cominciato a emettere fatture ogni 28 giorni, col risultato di un'effettiva mensilità in bolletta in più alla fine dell'anno, pur trattandosi di offerte chiaramente mensili. Per questo motivo l'AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) è intervenuta con una delibera del marzo 2017, che richiedeva un ritorno alla fatturazione mensile entro 90 giorni. A tale richiesta le società di telecomunicazioni hanno risposto con un ricorso al TAR.
Allo scadere dei 90 giorni l'AGCOM ha annunciato multe da 1,16 milioni di euro per ciascun operatore coinvolto (TIM, Vodafone, WindTre e Fastweb) — più i rimborsi agli utenti — e l'obbligo di tornare alla fatturazione mensile. WindTre, in particolare, lo ha fatto a partire da gennaio 2020.
In risposta, i gestori telco sono tornati alla fatturazione ogni 30 giorni, ma con un aumento delle proprie tariffe che permettesse loro di ottenere, alla fine dell'anno, lo stesso guadagno della fatturazione ogni 4 settimane: un incremento dell'8,6%. Possono farlo? Sì. La delibera AGCOM prevedeva un ritorno al vecchio metodo di fatturazione, senza precisare nulla sulle tariffe.
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