Come leggere una bolletta internet in pochi minuti

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bolletta internet e telefono
Come leggere la bolletta internet ADSL e fibra ottica di ogni operatore

Ti è arrivata la bolletta del tuo abbonamento Telecom, Vodafone, Wind e non sai come leggerla? Conoscere tutte le voci della tua fattura è facile, se sai come farlo. In questa pagina trovai una guida utile per leggere la tua bolletta internet in pochi minuti.


  • L'essenziale
  • Non sei soddisfatto del prezzo pagato nella tua bolletta e vuoi cambiare operatore?
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Le voci di cui si compone la bolletta internet

Leggere una bolletta internet non è molto complesso, basta conoscere bene tutte le voci presenti in fattura. Questa guida, breve ma speriamo anche molto utile, nasce proprio per aiutarti ad interpretare tutti i dati e avere maggiore consapevolezza dei costi della tua linea internet in Fibra o Adsl. Leggere una Bolletta Telecom, Vodafone, Wind o Tiscali o di altri operatori sarà più  semplice ed immediato. Buona lettura!

La prima pagina: dati anagrafici dell'intestatario, codice cliente, periodo di fatturazione, scadenza

La prima cosa che vedrai quando aprirai la tua bolletta sarà la parte relativa ai tuoi dati e a quelli dell'abbonamento: dati anagrafici, metodo di pagamento utilizzato, codice cliente, importo, data di scadenza, periodo di fatturazione e stato dei pagamenti. In particolare:

  • I dati anagrafici comprendono nome e cognome dell'intestatario, il suo codice fiscale, l'indirizzo dell'utenza;
  • Il metodo di pagamento può essere scelto dall'intestatario, a seconda dell'operatore, tra il classico bollettino postale e la domiciliazione bancaria, cioè l'addebito diretto sul conto corrente bancario o postale;
  • Il codice cliente è quello che identifica la tua utenza agli occhi dell'operatore: con questo codice, per qualsiasi evenienza, l'operatore saprà in maniera istantanea di quale utenza si tratta e agire di conseguenza;
  • L'importo e la data di scadenza si riferiscono rispettivamente al totale da pagare, tasse incluse, e al limite temporale massimo entro cui deve essere effettuato il pagamento senza incorrere in sanzioni;
  • Il periodo di fatturazione rappresenta l'arco temporale di riferimento della bolletta in questione; la fatturazione di una bolletta internet può essere mensile o bimensile, a seconda dell'offerta che hai sottoscritto;
  • Infine, lo stato dei pagamenti, indica se risultano pagamenti non effettuati relativi a fatturazioni precedenti.

I costi dell'offerta attiva col tuo operatore

All'interno della tua bolletta internet, sia per l'ADSL che per la fibra ottica, sarà presente una parte con un trafiletto o una tabella che riporterà il nome dell'offerta che hai attiva col tuo operatore, talvolta divisa nelle diverse voci spesa che compongono l'importo finale: la connessione internet in senso stretto, i dispositivi compresi all'interno dell'offerta (che possono essere modem saponetta, telefoni, smartphone, tablet, ...), altri addebiti o accrediti come i contributi di attivazione, che spesso vengono dilazionati in un numero di bollette definito al momento della sottoscrizione, e poi le tasse e le imposte, come l'IVA.

Il dettaglio dei costi in bolletta: quota fissa o a consumo, linea fissa, servizi aggiuntivi, imposte

dettaglio costi bolletta

La voce successiva, che si trova generalmente all'interno della seconda pagina della tua bolletta internet, è quella del dettaglio costi. L'operatore qui scende più nel particolare e ti elenca, punto per punto, cosa stai andando a pagare e perché:

  • La quota, a consumo o fissa, dell'offerta che hai attiva. Nel primo caso corrisponde all'importo dell'effettiva connessione internet che hai utilizzato; il secondo caso invece è una formula di offerta sempre più utilizzata: gli operatori infatti propongono una quota fissa da pagare (generalmente ogni mese oppure ogni due mesi) per avere una connessione internet senza limiti; questo tipo di offerte normalmente ha una durata di uno o due anni, al termine dei quali il cliente si troverà a pagare un importo differente. In questi casi è probabile che egli vorrà confrontare le diverse offerte internet presenti sul mercato e cambiare operatore;
  • Eventuali costi di linea fissa, nel caso in cui avessi scelto un'offerta internet+telefono;
  • Eventuali servizi e/o dispositivi aggiuntivi. Alcune offerte, infatti, includono nel pacchetto degli altri dispositivi mobili che possono tornare utili al di fuori delle mura domestiche;
  • Costi una tantum: sono dei costi da sostenere una sola volta, che possono comprendere contributi di attivazione della linea ADSL, fibra ottica oppure telefonica;
  • IVA e imposte.

Informazioni e comunicazioni per il cliente dall'operatore

L'ultima parte della tua fattura internet contiene le informazioni per il cliente, le eventuali comunicazioni da parte dell'operatore (come per esempio cambiamenti nei termini contrattuali) e i contatti del Servizio Clienti, utili per qualsiasi evenienza. Questa parte varia in base all'operatore (Vodafone, Tim, Wind-Infostrada, Fastweb, Tiscali, Linkem)

Cos'è il codice di migrazione?

Ecco un esempio di codice migrazione dove in verde troviamo il CS o Codice Segreto, in rosso il COR o Codice Risorsa, in nero il COS o Codice di Servizio ed infine in giallo tra parentesi la lettera di controllo: 

W4W 12345678 002 ( A)

Situato spesso vicino alle comunicazione da parte dell'operatore, il codice di migrazione è una sequenza di caratteri alfanumerici che serve a identificare la tua utenza internet, ADSL o fibra, con o senza linea telefonica. Perché è utile il codice di migrazione? Esso è uno dei dati richiesti per effettuare un cambio operatore tramite portabilità, senza cioè cambiare il numero di telefono, ed evitando perciò il passaggio in più della disdetta e della successiva attivazione di una nuova linea.

Il codice di migrazione (detto anche codice di trasferimento utenza) si compone di quattro componenti:

  • CS - Codice Segreto: è una sequenza di tre caratteri alfanumerici che determinano l'operatore telefonico attivo;
  • COR - Codice risorsa: una seconda sequenza alfanumerica lunga al massimo 12 caratteri, i quali generalmente (ma non sempre) corrispondono al numero di telefono attivo;
  • COS - Codice Servizio: le ultime cifre corrispondono al servizio attivo, che può essere linea telefonica, ADSL, fibra in FTTH, fibra in FTTC, ecc;
  • Codice di Controllo: carattere alfabetico, spesso separato da uno spazio dal resto del codice migrazione, verifica la correttezza del Codice stesso.

Quali sono i metodi di pagamento di una bolletta internet?

bollette da pagare

Hai a disposizione diverse opzioni per il pagamento della tua fattura internet:

  • Bollettino postale: il metodo tradizionale, che prevede generalmente l'arrivo a casa della bolletta cartacea;
  • Pagamento online: sull'area apposita del sito del tuo operatore, inserendo i dati della tua carta di credito e procedendo con il pagamento;
  • Bonifico bancario o postale: reperendo sul sito l'IBAN del tuo gestore;
  • Domiciliazione bancaria: fornendo il proprio IBAN o RID e autorizzando l'operatore a prelevare automaticamente dal tuo conto corrente l'importo della fattura.

A prescindere dal metodo che sceglierai, ricordati di pagare sempre per tempo le tue bollette, o rischierai di incorrere in conseguenze poco convenienti.

28 o 30 giorni: ogni quanto arriva la tua bolletta internet?

agcom

Sebbene possa sembrare normale pensare che la fatturazione internet avvenga ogni mese, in realtà per tutta la durata del 2017 non è stato così. I principali operatori internet e la pay tv satellitare Sky hanno cominciato a emettere fatture ogni 28 giorni, col risultato, per l'utente, di un'effettiva mensilità in bolletta in più alla fine dell'anno, pagando però per delle offerte chiaramente mensili. Per questo motivo l'AgCom (Autorità Garante nelle Comunicazioni) è intervenuta con un monito iniziale, una delibera, a marzo 2017, che richiedeva un ritorno alla fatturazione mensile entro 90 giorni. A tale richiesta, le società di telecomunicazioni hanno risposto con un ricorso al TAR.

Allo scadere dei 90 giorni, dunque, l'AgCom ha annunciato multe da 1,16 milioni di € (a cui aggiungere i rimborsi per gli utenti) per ciascun operatore coinvolto nella vicenda (Tim, Vodafone, Wind-Tre e Fastweb) e l'obbligo di tornare alla fatturazione mensile. Wind, in particolare, lo farà a partire da gennaio 2020.

In tutta risposta, i gestori tlc sono tornati alla fatturazione ogni 30 giorni, ma con un aumento delle proprie tariffe che permettesse loro di ottenere, alla fine dell'anno, lo stesso guadagno che ne sarebbe conseguito dalla fatturazione ogni 4 settimane, cioè un incremento dell'8,6%. Possono farlo? Sì. La delibera dell'AgCom, infatti, prevedeva un ritorno al vecchio metodo di fatturazione, senza precisare alcunché sulle tariffe. Intanto, i rimborsi dovrebbero arrivare entro il 31 dicembre 2018.

Per approfondire:

Aggiornato in data

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