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Cos'è e come funziona un modem internet?

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modem internet

Le funzioni principali di un modem internet

Scopri cos'è e come funziona un modem internet leggendo questa semplice guida. Potrai, inoltre, vedere tutte le fasi di evoluzione tecnologica avute da questo apparecchio fino ai modelli di ultima generazione.

Come configurare un modem internet? Affinché il modem possa iniziare a funzionare è necessario configurarlo correttamente. Nella nostra guida ti spieghiamo come configurare il modem internet passo per passo.

Cos’è un modem?

connessione wi-fi

Prima di tutto spieghiamo cos’è un modem in modo da centrare subito il discorso. Il modem è un dispositivo di ricetrasmissione che ha funzionalità logiche di modulazione e demodulazione in trasmissioni analogiche e digitali. Proprio per tali capacità l’apparecchio prende il nome di modem (MOdulazione e DEModulazione dei segnali che contengono le informazioni). Il lavoro che svolge è quello di ricodificare sequenze di bit in segnali elettrici. Cercando di semplificare, diciamo che il modem è un apparecchio di collegamento telefonico di un terminale, che può essere un computer, a una rete di trasmissione dati, che modula i segnali digitali in impulsi analogici e, nella sua seconda mansione, la ricezione, demodula gli impulsi analogici in segnali digitali. 

Oggi esistono diversi tipi di modem, dotati di caratteristiche specifiche e distinte. Sempre più presente nelle case degli italiani è il modem wireless o modem wifi. Questo tipo di apparecchi hanno una componente aggiuntiva che è quella di convertire e riconvertire i dati digitali in segnali radio. Dunque, principalmente, un modem wifi, un modem wireless o un modem fibra permette di collegarsi alla rete telefonica e dunque a internet, permettendo il collegamento a tutti i dispositivi compatibili, quali smartphone, tablet o pc portatili. 

Come configurare il modem

La procedura di configurazione modem è differente a seconda del modello che si possiede. Alcuni passaggi, però, sono uguali per tutti, che tu lo abbia acquistato o che tu lo abbia ricevuto in comodato d'uso dal tuo operatore. In quest'ultimo caso però, la configurazione della Vodafone Station, la configurazione FASTGate di Fastweb o il modem wifi Tim Hub spesso prevedono una procedura automatica che si svolge al momento dell'attivazione della linea. Se così non fosse, è sufficiente seguire queste semplici istruzioni:

  • entra su internet e digita l'indirizzo IP nella barra della url;
  • effettua l'accesso alla pagina che ti compare davanti, cioè il pannello di controllo del modem. Puoi reperire le credenziali sull'etichetta del modem o sulla sua confezione;
  • cambia la password del modem wifi;
  • cambia le impostazioni modem e i parametri della tua connessione.

La procedura di configurazione modem è completa, ora dovresti poter usufruire della tua linea internet.

Come funziona un modem?

Il modem potrebbe essere paragonato a un traduttore simultaneo che traduce quei segnali elettromagnetici che arrivano dalla linea telefonica in dati digitali in modo che essi possano essere capiti dal dispositivo a cui è collegato. L’altra funzione importante è quella di interpretare tali dati in uscita dal dispositivo per trasformarli in un altro tipo di dati in modo che possano viaggiare lungo la linea telefonica. In pratica, c’è uno scambio dati tra i vari dispositivi collegati alla stessa rete informatica.

La trasmissione dati nei primi modem

I primi modem, per potersi scambiare informazioni, utilizzavano un sistema chiamato FSK (frequency-shift keying) e avevano la sola funzione di inviare, lungo la linea telefonica, un impulso sonoro, chiamato tono (o tone in inglese) che aveva una frequenza in base al valore che assumeva ogni singola informazione binaria (bit) che doveva essere trasmessa. 

Come funzionavano? Tale sistema, per poter funzionare, necessitava di due modem che comunicassero tra loro attraverso una chiamata telefonica e dunque c’era bisogno che un modem chiamasse o venisse chiamato da un altro, come una mera e semplice telefonata.

Per la maggiore andavano quei tipi di modem che si collegavano al terminale che chiamava un altro modem connesso con un computer remoto.

Sul piano degli hertz c’è da sapere che il modem che effettuava la chiamata inviava un impulso sonoro a 1070 hertz per indicare uno 0. Invece, per indicare un 1, veniva utilizzato un tono a frequenza 1270 hertz. Dall’altro lato il modem riceveva la chiamata utilizzava la tonalità 2025 hertz per uno 0 e 2225 hertz per indicare un 1. Tale distinzione di toni era necessaria perché poteva far sì che i modem, che si mettevano in contatto, potessero scambiarsi informazioni in un flusso continuo e contemporaneo senza che ci fossero interferenze o che si sovrapponessero, confondendosi, quando comunicavano.

La modulazione è proprio questo processo di trasformazione di un valore binario in un impulso tonale. In questo modo inviando in rapida successione 8 toni, poteva essere trasmessa tutta la codifica binaria ASCII (American Standard Code for Information Interchange) di qualunque carattere alfanumerico. Il compito, poi, dell’altro modem è quello di riconoscere, una volta recepiti, la frequenza degli impulsi tonali in modo da poterli trasformare nuovamente in dati digitali. Così facendo passava, ancora una volta, dal tono al valore binario al quale era associato attraverso il citato processo di demodulazione. Nel corso degli anni, tale tecnologia si è evoluta prima nel sistema PSK (phase-shift keying) per la modulazione numerica di fase, e in seguito nel QAM (quadrature amplitude modulation) per la modulazione numerica di ampiezza in quadratura. Quest’ultima tecnologia ha permesso di raggiungere il massimo della quantità per l’epoca di informazioni trasmissibili semplicemente attraverso un cavo telefonico.

Come funzionano i modem ADSL?

La rivoluzione dei modem avviene intorno agli anni 2000 quando fu inventata una nuova tecnologia, decisamente innovativa e, se vogliamo, rivoluzionaria per il mercato ma non solo. Stiamo parlando dell’ADSL (letteralmente, Asimmetrical Digital Subscriber Line). La particolarità della nuova tecnologia è il poter offrire velocità diverse in entrambe le direzioni in cui i dati possono transitare lungo la linea telefonica. Tali direzioni sono quelle relative alla fase di download e di upload. La prima è quella di scaricamento dalla rete al modem, la seconda, invece, è quella di caricamento dal modem alla rete

Solitamente la fase di scaricamento, dunque di download, è più veloce rispetto a quella di caricamento, cosa perfetta per un’utenza domestica che, tra le principali esigenze, ha quella di ottenere, più che inviare, dati alla rete.

cavo connessione internet

La tecnologia ADSL è molto semplice e funziona in questo modo: una linea telefonica costituita da un filo di rame è progettata per trasportare la voce umana da un capo all’altro attraverso la copertura di un intervallo di suoni, frequenze sonore, che vanno, di solito, dai 300 ai 4000 hertz. Il filo di rame è anche detto doppino telefonico e proprio esso è in grado di trasportare tante altre frequenze sonore, suoni, che non vengono uditi dagli essere umani ma che vengono rilevati solo da apparecchi tecnologici specifici. Così nasce la tecnologia ADSL, impiegare, cioè, tali frequenze non utilizzate del filo di rame per far passare le informazioni digitali ma, allo stesso tempo, lasciando libere le frequenze che sono invece coperte dalla voce umana per la semplice comunicazione.

Per questo motivo una linea ADSL permette, contemporaneamente, di effettuare una telefonata e una connessione perché, appunto, le due cose avvengono in diverse e separate sequenze o finestre di frequenza sonora. Essendo più specifici e precisi, una connessione dati ADSL occupa una finestra di frequenze, chiamata anche banda o banda passante, che può andare da 25.800 a 1.100.000 hertz. L’ADSL, pur potendo sfruttare grandi ampiezze di banda passante (conosciuta anche con il nome di broadband, ovvero banda larga) sul doppino telefonico, ha comunque un lato negativo: la degradazione del segnale ADSL. Tale problema è dovuto alla lunghezza del percorso dei dati attraverso il cavo del telefono. Più lungo sarà il percorso e più possibilità ci sono che il segnale sarà meno forte, dunque più debole, e che quindi sia libero da interferenze. La velocità può dunque essere limitata infatti, ad esempio, già a più di 5 km di distanza dalla centrale telefonica, essa in download non supera i 640 Kbps. Per tali ragioni molti fornitori di connettività internet non assicurano una velocità di banda ottimale oltre la soglia minima appena descritta.

Differenze tra modem e router

La differenza tra modem e router è abbastanza semplice e comprensibile. Dobbiamo subito fare una distinzione fondamentale: se hai bisogno della connessione a internet sei obbligato a comprare, o quantomeno, ad avere un modem. Senza il modem la parte relativa ai dati che sono in uscita dal dispositivo (un computer ad esempio) non può essere convertita nel segnale elettromagnetico che viaggerà attraverso le linee di telecomunicazione e nemmeno il segnale che contiene le informazioni può, al contrario, essere convertito in dati che possano essere comprensibili al dispositivo ricevente.

RICORDA! Il router non è necessario per la navigazione in internet. Il suo scopo è quello di creare delle sottoreti per consentire l'accesso ad internet a più dispositivi.

Il router è utile sia a creare che gestire delle sottoreti che permettano di semplificare la condivisione dei vari dati dei network locali. Inoltre è utilissimo per un uso della stessa connessione in rete, nello stesso momento, da parte di più device che sono collegati, per l’appunto, alla stessa LAN (Local Area Network). Dunque, in conclusione, possiamo affermare che il modem e il router, oggi, non sono entrambi fondamentali, ma dipende dall'uso che si fa di essi, se lo si utilizza in un’abitazione domestica o in un ufficio. 

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