Quanto costa aumentare o diminuire la potenza del contatore luce?

potenza contatore

Guida alla potenza del contatore elettrico: come aumentare o diminuire la potenza massima e quanto costa

Tutto sulla potenza del contatore di energia elettrica: come chiedere l'aumento o la diminuzione al fornitore, quanto costa una modifica e come cambia la spesa nella bolletta della luce.

  • L'essenziale da sapere per cambiare la potenza del contatore:
  • Il cambio di potenza deve essere richiesto al tuo fornitore;
  • Per potenze impegnate fino a 6 kW gli intervalli per la modifica sono di 0,5 kW;
  • Il costo per il cambio è di ca 55 € per ogni kW, solo in caso di aumento, più gli oneri di gestione stabiliti dal fornitore sempre previsti, in genere 23 €;
  • se non sono necessari interventi sul contatore il cambio di potenza avviene entro 7 giorni lavorativi.

Che cos’è la potenza del contatore?

La potenza è una caratteristica di tutti i contatori dell’energia elettrica. I contatori luce più diffusi sono del gruppo Enel (E-distribuzione), tuttavia esistono tanti altri distributori di luce in Italia. La potenza del contatore elettrico corrisponde alla misura massima che il cliente può prelevare dalla rete elettrica in un dato momento. La potenza viene espressa in Watt, oppure in chilowatt, kW che corrisponde a 1.000 Watt.

Con la nuova riforma della tariffa i clienti domestici possono scegliere una potenza che parte da 1,5 kW fino a 6 kW, con scaglioni intermedi di 0,5 kW. La maggior parte delle utenze domestiche ha 3 kW di potenza, tuttavia quando sono presenti tanti elettrodomestici come asciugatrice, uno scaldabagno, una cucina elettrica, o una pompa di calore, può essere necessario aumentarla.

Qual è la differenza tra potenza disponibile e impegnata?

In realtà nella bolletta della luce vengono sempre indicate due potenze diverse, vediamo qual è la differenza:

  • la potenza impegnata: questa è la potenza contrattuale, ad esempio 3 kW per i clienti domestici;
  • la potenza disponibile: questa è la potenza massima che può assorbire il cliente e corrisponde alla potenza impegnata più un 10%, quindi per il contatore da 3 kW la potenza massima disponibile è 3,3 kW.

Come sono legate potenza e consumo elettrico? La potenza è correlata al consumo elettrico, tuttavia sono due cose ben distinte. Una lampadina che ha una potenza di 0,02 kW, ossia 20 Watt, che rimane accesa per due ore, ha consumato 0,04 kWh di energia elettrica. Il consumo corrisponde alla potenza, se questa è costante, per il tempo di accensione.

Quanta potenza scegliere per il contatore?

consumo elettrodomestici

Tutti gli elettrodomestici e le apparecchiature elettriche assorbono una certa potenza, che viene indicata nella scheda tecnica. Anche le lampadine hanno una potenza, ad esempio una classica lampadina a basso consumo può essere da 20 W, che corrisponde a 0,02 kW. Una lavatrice ad esempio può avere una potenza pari a 2000 Watt, ossia 2 kW. E’ bene sapere che per gli elettrodomestici la potenza indicata è quella massima assorbita e quindi non è costante durante il funzionamento. La lavatrice durante il suo ciclo di lavaggio non lavorerà sempre alla massima potenza, bensì questa varierà in base alla fase del programma che sta svolgendo.
Quando utilizziamo più dispositivi elettrici la potenza complessiva assorbita dalla rete è pari alla somma delle singole potenze istantanee prelevate dagli elettrodomestici. Nella bolletta della luce puoi vedere il livello massimo di potenza prelevata ogni mese, nell'ultimo anno.
Per avere un'idea della potenza del contatore Enel da scegliere nella propria abitazione per una nuova utenza abbiamo elencato nella tabella le tipologie per ogni macro scaglione.

Come scegliere la potenza del contatore in base all'utenza
Potenza impegnata Tipologia di casa
1,5 kW Box, uffici e piccole abitazioni senza elettrodomestici, ad esempio per uso illuminazione e frigorifero.
3 kW Classica utenza domestica, per una casa con 3-4 persone provvista dei comuni elettrodomestici come frigorifero, lavatrice, lavastoviglie.
4,5 kW Utenza dove sono presenti altre apparecchiature, come congelatore, scaldabagno, più condizionatori.
6 kW Utenza molto "elettrificata", con dispositivi elettrici che assorbono maggiore potenza: cucina ad induzione, pompa di calore, asciugatrice.
oltre 6 kW Utenze non domestiche o casi particolari di grandi abitazioni con apparecchi molto energivori.

Il prezzo luce cambia in base alla potenza del contatore? La risposta è sì. Spieghiamo il perché in questo articolo dedicato a come scegliere la tariffa luce più conveniente.

Perché il contatore della luce scatta spesso?

Quando il contatore della luce salta e si stacca la corrente significa che abbiamo superato la potenza massima, perché ci sono troppi apparecchi e dispositivi che prelevano corrente nello stesso momento. In questo caso per riattivare la luce è sufficiente spegnere un elettrodomestico o staccare uno dei dispositivi elettrici e riarmare il contatore, andando ad alzare l'interruttore. Il contatore della luce non è da confondere con il quadro elettrico generale, dove sono presenti gli interruttori differenziali delle linee della casa. Per evitare che la corrente salti è buona regola non accendere contemporaneamente gli elettrodomestici, come forno, lavatrice o lavastoviglie.
Nel caso in cui il contatore scatti troppo spesso, significa che la potenza impegnata è bassa per il nostro utilizzo ed è necessario aumentarla.

Come cambiare la potenza al contatore della luce?

contatore luce enel

Se l'utenza dell'energia elettrica è attiva la domanda per la modifica della potenza dovrà essere inviata al proprio fornitore della luce.
Una volta inviata la richiesta il cliente può ricevere un preventivo di spesa, con il costo dell'aumento che è a suo carico. In caso di riattivazione di un contatore chiuso, questo viene attivato alla stessa potenza precedente. In caso di subentro è possibile chiedere l'aumento contemporaneamente alla richiesta di riattivazione, tuttavia questa domanda aumenta le tempistiche previste per la riattivazione. Quindi se non è strettamente necessaria la potenza più elevata, consigliamo di attivare alla stessa potenza e richiedere successivamente l'aumento.

Da gennaio 2017 si può chiedere l'aumento o la riduzione della potenza impegnata con i seguenti scaglioni:

  • intervalli di 0,5 kW, per potenze fino a 6 kW;
  • intervalli di 1 kW, per potenze da 6 kW e fino a 10 kW (contatori trifase);
  • intervalli di 5 kW, da 10 kW fino a 30 kW (contatori trifase).

Come aumentare la potenza del contatore e passare da 3 kW a 4 o a 6 kW?

Nel caso in cui il contatore Enel o altro distributore dovesse scattare spesso, per evitare ulteriormente questo problema, sarà necessario chiedere un aumento della potenza contrattuale.
Per potenze relativamente basse, fino a 6 kW, il contatore è di tipo monofase, mentre per potenze superiori il contatore è trifase. Quindi se abbiamo un contatore monofase e chiediamo un aumento di potenza oltre ai 6 kW, sarà necessaria la sostituzione dell'apparecchio. Il cliente finale in ogni caso deve pagare solo il costo dell'aumento, che include l'eventuale sostituzione del contatore.

Quanto costa l'aumento di potenza del contatore per ogni kW?

L'intervento della modifica della potenza viene effettuato dal distributore locale, ossia la società proprietaria della rete elettrica e dei contatori ad essa connessi. E-distribuzione, del gruppo Enel, è la società principale in Italia, tuttavia ne esistono altre come Areti a Roma, Unareti a Milano, Ireti a Torino ecc.
Attualmente è prevista una spesa di quota variabile solamente il caso di aumento dei chilowatt e non in caso di diminuzione.

  • Il costo per un aumento della potenza è pari a:
  • un contributo fisso pari a ca 26 € destinato al distributore locale;
  • un contributo variabile in base alla potenza pari a ca 69 € per ogni chilowatt;
  • un contributo per gli oneri di gestione destinato al fornitore: per i clienti del mercato tutelato questo contributo è pari a 23 €, nel mercato libero dipende dal gestore.

Da aprile 2017 il costo dell'aumento della potenza è cambiato Con la riforma della tariffa, da aprile 2017 è prevista una riduzione dei costi, che sarà valida per due anni. La diminuzione consiste nell'abolizione del contributo fisso pari a 26 € per il distributore e uno sconto del 20% del contributo variabile, che arriva quindi a ca 55€.

Come cambiano i costi fissi nella bolletta luce con potenza 3 kW, 4,5 o 6 kW?

All'interno della bolletta della luce sono presenti diverse voci di spesa. Alcune di queste, espresse in euro a chilowattora (€/kWh) sono variabili e dipendono dal consumo effettuato, mentre altre sono fisse. Quest'ultime quote sono sempre addebitate in bolletta, anche se non c'è consumo di energia.
Tra queste spese, rientra la quota potenza, inclusa all'interno della spesa per il trasporto e gestione del contatore. Grazie alla riforma della tariffa, è stata abolita la differenza tra tariffa D2 e D3 non residente, che addebitava importi diversi in base alla potenze.
Attualmente esiste un'unica tariffa TD per il clienti domestici e la quota potenza è pari a circa 21 € a kW per tutti gli utenti. Nella tabella puoi notare come cambia la spesa nella bolletta della luce in funzione della potenza. La spesa è stata calcolata con la tariffa del servizio di maggior tutela del IV trimestre del 2018.

Come cambia la bolletta luce passando la potenza del contatore da 3 kW, 4,5 o 6 kW
Potenza impegnata Bolletta annua con consumo 2700 kWh Bolletta annua con consumo 3500 kWh
3 kW 568 € 753 €
4,5 kW 646 € 812 €
6 kW 681 € 847 €

Elaborazione su dati Autorità - tariffa del mercato tutelato IV trimestre 2018.

Come diminuire la potenza del contatore?

Se la potenza del contatore Enel è troppo elevata per il tuo utilizzo, è possibile ridurla, in modo tale da abbassare le spese fisse in bolletta.
La richiesta per la diminuzione della potenza è analoga a quella dell'aumento, quindi deve essere inviata al proprio fornitore. La differenza è che in caso di diminuzione non si deve pagare la quota variabile.

  • Il costo per ridurre la potenza è pari a:
  • un contributo fisso pari a ca 26 € destinato al distributore locale (eliminato fino a marzo 2019 con la riforma);
  • un contributo per gli oneri di gestione destinato al fornitore: per i clienti del mercato tutelato questo contributo è pari a 23 €, nel mercato libero dipende dal gestore.

Se entro i due anni successivi alla diminuzione, dovessi richiedere un aumento di potenza, non si dovrà pagare il contributo in € a kW previsto per l'aumento.

Le tempistiche per l'aumento o riduzione della potenza elettrica

Il cliente finale deve inviare la domanda al proprio fornitore con cui ha attivo il contratto. Il fornitore trasmette, entro 2 giorni lavorativi, la domanda al distributore locale competente in quella zona, che avrà il compito tecnico di effettuare la modifica della potenza.
Il distributore locale deve aumentare la potenza entro 5 giorni lavorativi dalla data di ricevimento della richiesta, se non sono necessari interventi sul contatore. In caso contrario, se servono dei lavori, questi devono essere realizzati entro 20 giorni.

  • Da quando il cliente invia la richiesta per l'aumento, questo avviene:
  • entro 7 giorni lavorativi, se non sono necessari interventi sul contatore;
  • entro 22 giorni lavorativi, se servono dei lavori sul contatore.
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