Bollette, +7 miliardi per la guerra in Iran: chi rischia e come proteggersi
Quali sono le migliori offerte luce e gas di oggi, 12/03/2026?
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Secondo un'analisi di Confesercenti, un conflitto prolungato potrebbe far aumentare di 7,1 miliardi l'anno la spesa delle famiglie italiane per luce e gas. Le offerte indicizzate sono le più esposte: ecco cosa controllare per limitare i rincari anche nelle prossime bollette, non solo in inverno.
7 miliardi di aumenti in bolletta: i rischi per le famiglie
L'11 marzo Confesercenti ha pubblicato un'analisi sui possibili effetti della guerra in Iran sui prezzi di energia e carburanti. In caso di conflitto prolungato, lo scenario ipotizzato è quello di un nuovo aumento delle spese obbligate per famiglie e imprese, con ricadute anche su inflazione, consumi e crescita. Ecco i dati principali dello studio.
- Bollette di luce e gas: se il conflitto dovesse prolungarsi (Confesercenti parla di dati "a quadro invariato e in assenza di interventi correttivi"), le bollette potrebbero aumentare di 7,1 miliardi all'anno;
- Carburanti: l'aumento stimato è di 6,9 miliardi, che colpirebbe direttamente chi si sposta frequentemente in auto, ma anche i costi di trasporto delle merci. Complessivamente, secondo Confesercenti, l'impatto sul bilancio familiare passerebbe dal 7,4% del 2025 all'8,4% del 2026;
- Imprese: lo studio ipotizza anche l'impatto sulle attività economiche. Un ristorante potrebbe spendere fino a 1282€ in più di bollette, un supermercato anche più di 3000€.
Complessivamente, se i prezzi di gas e petrolio restassero su questi livelli, l'inflazione potrebbe salire dall'1,8% del 2025 fino al 2,5%, con conseguenze sui consumi reali (Confesercenti stima un calo di circa 3,9 miliardi) e sul PIL, che passerebbe dal +0,7% al +0,4%.
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Guerra in Iran e Stretto di Hormuz: perché il rischio arriva fino alle bollette
Il conflitto in Iran dura da quasi due settimane e sembra spostarsi sempre di più sul mare. La zona più importante per gli effetti sul mercato dell'energia è lo stretto di Hormuz, un passaggio strategico da cui transita circa il 20% del petrolio mondiale e una quota rilevante di gas naturale liquefatto (GNL).
Nelle ultime ore il traffico nello Stretto di Hormuz si è ridotto drasticamente: secondo dati riportati da Bloomberg e ripresi da Sky TG24, gli attraversamenti giornalieri sono scesi da 104 il 27 febbraio a 2 il 10 marzo.
Un calo delle forniture di GNL è particolarmente problematico per l'Italia, perché una quota rilevante del GNL importato arriva dal Qatar. In questo scenario, il prezzo del gas all'ingrosso può salire, e il riferimento da osservare è il PSV: se aumenta, possono aumentare anche le bollette del gas. Nel grafico di seguito puoi vedere come sono cambiati i prezzi negli ultimi 30 giorni.
PSV giornaliero negli ultimi 30 giorni
Fonte: Elaborazione dati eex.com
PSV in €/Smc
Nel nostro Paese un aumento del gas ha effetti anche sulle bollette della luce: in Italia, infatti, una quota rilevante di energia elettrica viene prodotta proprio utilizzando il gas.
Gli aumenti possono continuare anche dopo l'inverno?
Un eventuale shock energetico non si esaurirà con l'arrivo della bella stagione: anche se le temperature salgono, i riscaldamenti si spengono e il consumo di gas cala, gli effetti in bolletta potrebbero durare più a lungo.
I motivi sono due: da un lato, l'aumento del prezzo del gas all'ingrosso si riflette in bolletta con uno sfasamento di alcune settimane. Questo significa che chi ha scelto un’offerta a prezzo indicizzato, collegata al PSV, potrebbe vedere gli effetti dei rialzi nelle prossime bollette, anche con qualche settimana di ritardo rispetto ai movimenti del mercato.
Dall'altro, l'arrivo del caldo porta con sé una nuova voce di spesa: i condizionatori. Se i prezzi dell'energia elettrica dovessero aumentare, i mesi estivi potrebbero essere molto più cari del previsto. Come abbiamo detto, questo rischio è più alto per l'Italia, dove la produzione dell'elettricità è collegata al gas.
Il fattore chiave: la durata del conflitto
La situazione in Iran è in rapida evoluzione: la durata della guerra resta il fattore decisivo per capire se i rialzi energetici saranno temporanei o meno. Lo scenario più pericoloso resta l'estensione del conflitto ad altri Paesi del Golfo, soprattutto se dovessero moltiplicarsi gli attacchi nella regione.
Cosa fare per evitare bollette troppo alte
Se hai una tariffa a prezzo indicizzato, il modo più semplice per mettere al sicuro le bollette è passare al prezzo fisso. Le tariffe di questo tipo non sono legate all'andamento mensile di PUN e PSV, ma hanno un costo della materia prima bloccato per 12 o 24 mesi.
Anche qui, però, bisogna fare una precisazione: tutte le offerte, comprese quelle a prezzo fisso, possono risentire della crisi in Iran. In una fase di mercato così complessa, alcuni fornitori potrebbero proporre tariffe a condizioni meno vantaggiose, o a prezzi comunque più alti rispetto a prima dell'inizio della guerra.
Se vuoi confrontare le offerte disponibili oggi, puoi farlo consultando il comparatore luce e gas di Selectra. Ricorda che il mercato è in evoluzione costante, e le tariffe possono cambiare anche nel giro di pochi giorni.
Oltre al cambio di offerta, puoi tenere sotto controllo i costi in bolletta con qualche accorgimento pratico. L'obiettivo, in questo caso, è ridurre i consumi. Ecco come fare:
- Abbassa il termostato: un grado in meno di riscaldamento può ridurre i consumi di gas fino al 10%. Con le temperature miti di inizio marzo, puoi anche valutare di ridurre le ore di accensione dell'impianto;
- Controlla la classe energetica del condizionatore: la differenza di consumi con gli apparecchi più vecchi è notevole. Se temi i rincari estivi, agire ora potrebbe essere conveniente;
- Ottimizza l'uso degli elettrodomestici: usa lavatrice e lavastoviglie a pieno carico, scegli i programmi Eco e valuta di passare a dispositivi a classe energetica superiore. Avere elettrodomestici più efficienti è fondamentale per contenere le bollette, a prescindere dalle condizioni del mercato.