Che Cos’è il Diritto di Ripensamento?

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Contratto luce e gas: che cos'è il diritto di ripensamento?
Contratto luce e gas: che cos'è il diritto di ripensamento?

La sottoscrizione di un contratto di fornitura di luce e/o gas non prevede in nessun caso un vincolo contrattuale. All’indomani di una adesione a una nuova offerta commerciale, il cliente ha 14 giorni di tempo, dalla data di stipula, per richiedere l’annullamento.


Tale facoltà viene disciplinata dal diritto di ripensamento che consiste nel tutelare il consumatore a fronte di qualsiasi decisione di ripensamento nei confronti del fornitore. Si tratta quindi di un diritto applicabile senza alcun onere o obbligazione.

Che cos’è il diritto di ripensamento

Il diritto di ripensamento è uno strumento concesso al consumatore che può decidere in forma unilaterale di sciogliere il vincolo contrattuale con la società di vendita, restituendo il bene o il servizio acquistato ed ottenendo di conseguenza la restituzione del prezzo pagato. Tuttavia disciplina soltanto i contratti di compravendita di beni e servizi, conclusi a distanza o fuori dai locali commerciali, tra consumatore e professionista:

  • Conclusi a distanza: via internet, e-commerce, per telefono;
  • Fuori dai locali commerciali: per posta, a domicilio, per strada.

Il consumatore può recedere, senza dare alcuna giustificazione e senza penalità, inviando al venditore una comunicazione entro 14 giorni lavorativi dalla data di conclusione del contratto (per i servizi) o di consegna della merce (per i beni).

Termine di due mesi! Nel caso il consumatore non sia stato informato del diritto di ripensamento, il termine diventa di due mesi.

Il diritto di ripensamento per i contratti di luce e gas

Per i contratti di fornitura di luce e gas, il diritto di ripensamento è esercitabile dal momento in cui cliente riceve la copia del contratto e può essere il giorno stesso se il cliente riceve la documentazione via email oppure se viene stipulato fisicamente con un agente incaricato. Nella maggior parte dei casi, un nuovo contratto di fornitura viene sottoscritto in un contesto disciplinato dal diritto di ripensamento, come ad esempio: in un centro commerciale o con un rivenditore porta a porta (fuori dai locali commerciali); tramite Call Center (concluso a distanza). Con il diritto di ripensamento, il cliente ha 14 giorni per annullare il contratto e può esercitare la sua volontà direttamente al proprio fornitore, tramite fax, raccomandata, posta elettronica.

In particolare con la costituzione del libero mercato dell’energia e della possibilità di scegliere diverse soluzioni tariffarie per le proprie utenze, il diritto di ripensamento viene esercitato dal consumatore per svariati motivi o dubbi che insorgono successivamente:

  • la tariffa sottoscritta non è tra le più vantaggiose del momento;
  • il servizio clienti del fornitore scelto presenta diverse lacune;
  • le opinioni a riguardo non sono tra le più convincenti;
  • il prezzo non è bloccato per un lungo periodo di tempo;
  • la modalità di pagamento delle bollette non è quello preferito.

Questi sono solo alcuni esempi che possono portare il consumatore ad appellarsi al diritto di ripensamento. Il consumatore non è tenuto a dare alcuna spiegazione e può esercitarlo con tutti i fornitori (Enel, Eni Gas e Luce, Acea, ecc).

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Cosa fare dopo i 14 giorni di ripensamento?

Se scadono i 14 giorni previsti dal diritto di ripensamento, ma l’utente è ugualmente intenzionato ad annullare il contratto con il fornitore, può ricorrere a un cambio gestore scegliendo una nuova tariffa. Il cambio gestore avviene in forma automatica e non prevede alcuna comunicazione al vecchio gestore. E’ un’operazione completamente gratuita e avviene in un arco di tempo compreso tra i 30 e i 60 giorni lavorativi. Non prevede alcun costo, nessun intervento tecnico sul contatore e nessuna interruzione dell’erogazione dell’energia elettrica e/o del gas. Quindi dopo il cambio del fornitore, il cliente riceve prima la bolletta di chiusura del vecchio gestore e successivamente la bolletta con il nuovo gestore. Per eseguire un cambio gestore occorre:

Il cambio gestore è un’operazione di tipo commerciale, non è uno strumento giuridico come il diritto di ripensamento, ma ugualmente è in grado di risolvere una scelta sbagliata nei confronti di un gestore o di una determinata offerta commerciale. In basso le migliori offerte di luce e gas disponibili per i clienti domestici.

Offerte Luce: la classifica delle tariffe più convenienti
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*La spesa mensile è stata calcolata su un consumo di 1800 kWh/anno per la luce e 800 Smc/anno per il gas ad uso riscaldamento di una famiglia di 3 persone.

Diritto di ripensamento stabilito dal codice del consumo

Il diritto di ripensamento è previsto dal Codice del Consumo. Il consumatore entro il termine di 14 giorni lavorativi (originariamente 10, poi modificato da direttiva europea) esercita il ripensamento tramite richiesta scritta alla sede legale del professionista, azienda o gestore oppure semplicemente via email. Come stabilito dal Codice del Consumo (art. 52 e segg. Del D.Lsg 206 del 2005) il consumatore, prima della conclusione di qualsiasi contratto a distanza, deve ricevere una serie di informazioni tra cui:

  • identità del professionista;
  • caratteristiche essenziali e prezzo del bene o servizio;
  • durata e validità del prezzo e dell’offerta;
  • esistenza del diritto di ripensamento.

In altre parole il codice del consumo consegna al consumatore la facoltà di esercitare il diritto di ripensamento senza indicare la motivazione del suo cambio idea.

Aggiornato in data