Aumento Bollette 2022-23: quali sono le cause?

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Quali sono le Migliori Offerte Luce e Gas di Oggi 16 Giugno 2024?

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Aumento bollette 2022 - 2023: quali sono le cause e quali sono le soluzioni adottate?
Aumento bollette 2022 - 2023: quali sono le cause e quali sono le soluzioni adottate?

La spesa energetica per famiglie e imprese italiane è incrementata vertiginosamente durante il 2022: secondo le recenti stime di ARERA, la famiglia tipo ha visto un incremento, rispetto al 2021, del 109% sulla bolletta elettrica, del 64% su quella del gas.

Verifica l'andamento del prezzo dell'energia elettrica del mercato tutelato dal 2007 ad oggi: basta indicare l'anno e il trimestre di riferimento.

  • 1-2008 (gennaio - marzo 2008)
  • 1-2009 (gennaio - marzo 2009)
  • 1-2010 (gennaio - marzo 2010)
  • 1-2011 (gennaio - marzo 2011)
  • 1-2012 (gennaio - marzo 2012)

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Il progressivo rincaro dei prezzi si protrae dal 2021, ma a gennaio del 2022 si è trasformato in una vera e propria stangata ai danni dei consumatori. Fino alla crisi energetica innescata dall'aggressione russa in Ucraina, che ha ulteriormente aggravato lo scenario: in questo articolo vedremo quali sono state tutte le cause dietro all'aumento degli importi in bolletta e che cosa possono fare i consumatori per contenere le spese e tutelarsi.

Caro energia: prima della guerra

La guerra in Ucraina non è l'unica causa del caro energia, che in realtà è intervenuta ad aggravare un contesto già segnato dalla crescita dei prezzi che si è ripercossa sui consumatori anche nei mesi precedenti. Infatti, già dalla seconda metà del 2021, il costo dell'energia aveva iniziato ad aumentare.

Dalla metà del 2021, la ripresa post-pandemica ha causato un aumento della domanda di energia, il che ha alimentato una notevole tensione nel mercato.

Il caro energia si era reso ancora più severo a inizio del 2022. Per il primo trimestre del 2022, ARERA - Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente – metteva in guardia sui rincari che avrebbero gravato sulle tasche degli italiani in regime di maggior tutela, annunciando pesanti aumenti in bolletta per la famiglia tipo: +55% sulla fattura dell'elettricità, +41,8% su quella del gas.

  • Le ragioni dell'aumento bollette a gennaio 2022
  • Rialzo dei prezzi dei prodotti energetici all'ingrosso
  • Permessi di emissione di CO2

Gli aumenti in bolletta che hanno interessato gli italiani da gennaio 2022 hanno infatti in primo luogo riflettuto la crescita dei prezzi delle materie prime energetiche, seguendo di fatto un trend che ha visto crescere il prezzo spot del gas naturale al TTF - Title Transfer Facility, mercato europeo di riferimento per il gas naturale – di quasi il 500% da gennaio a dicembre 2021.

Cosa sono i permessi di emissione di CO2? I permessi di emissioni di CO2 (in inglese Emission Trading Scheme, ETS) sono degli strumenti adottati dall'Unione Europea per contenere la produzione di emissioni climalteranti: la comunità europea stabilisce un tetto massimo di emissioni. Questo volume viene suddiviso in quote, ognuna delle quali dà diritto a chi la detiene di poter produrre una tonnellata di CO2.

I permessi di emissione sono, in sintesi, dei certificati che permettono a chi li detiene di produrre CO2, ma senza superare la quota indicata dal certificato, noto anche come Carbon Credits. Tuttavia, la società che per incrementare la propria attività economica necessita di produrre più emissioni può farlo, ma solo acquistando nuovi certificati, comprando dunque le quote CO2 inutilizzate da stati e società più virtuose.

La ripresa delle attività economiche che ha caratterizzato il 2021, dopo il lockdown imposto dall'emergenza sanitaria Covid-19, ha portato alla crescita della produzione: ciò ha invogliato alcune imprese ad accaparrarsi più diritti di emissione, che però sono in quantità limitata: si è dunque creato un meccanismo di domanda e offerta che ha causato un'impennata del costo della CO2, che da gennaio a dicembre 2021 è passato da 33 a 79 €/tCO2.

La crescita marcata dei costi del combustibile e della CO2 si è riflessa, quindi, nel prezzo dell'energia elettrica all'ingrosso (PUN) che, nello stesso periodo, è aumentato di quasi il 400% (da 61 a 288 €/MWh nei valori medi mensili).

Guerra dell'energia

In un contesto, dunque, già complicato, l'invasione russa in Ucraina ha determinato un ulteriore scossone al mercato dell'energia, ripercuotendosi sulle tasche dei consumatori. L'aggressione voluta da Mosca ha provocato un'innalzamento dei prezzi dei combustibili fossili, ciò dovuto soprattutto alla forte dipendenza dal gas russo per l'approvvigionamento energetico di alcuni paesi europei, tra cui l'Italia, e al timore che un'interruzione della fornitura fosse usata come rappresaglia per le sanzioni volute dall'UE.

Proprio in primavera, dunque, e durante l'estate, i Paesi europei si sono attrezzati per riempire con urgenza gli stoccaggi di gas in vista dei mesi più freddi: l'alta domanda di metano non poteva che contribuire all'innalzamento dei prezzi, che infatti ha toccato il picco, oltre i 342 euro al megawattora, lo scorso agosto.

Sicurezza dell'approvvigionamento contro il caro-bollette Per svincolarsi dalla dipendenza del gas russo, il nostro Paese ha attuato una strategia di diversificazione dei propri fornitori di metano, che gli ha permesso di ridurre la quota di gas proveniente da Mosca del 61%: dai 29,1 miliardi di metri cubi del 2021 agli 11,2 miliardi del 2022.

L'Unione Europea ha inoltre deciso di munirsi di uno strumento di correzione del mercato per salvaguardare imprese e famiglie da eventuali scossoni del prezzo del gas, introducendo il price cap, il tetto al prezzo del gas fissato a 180 euro al megawattora.

Tuttavia, più che l'introduzione di questo strumento, sono state altre condizioni a determinare un rallentamento della crescita dei prezzi negli ultimi mesi del 2022, a partire dagli stoccaggi pieni. Inoltre, le temperature insolitamente miti di questo inverno hanno contribuito al contenimento dei costi dei combustibili fossili, che di conseguenza ha causato anche un risparmio sulla bolletta dell'energia.

Il calo dei prezzi

Per il mese di gennaio 2023, ARERA aveva rassicurato le famiglie in regime di maggior tutela: in base all'andamento medio del mercato all'ingrosso italiano, le bollette del gas avrebbero subito una diminuzione del 34,2% rispetto a quella del mese precedente. Un trend confermato anche a febbraio, con i prezzi del gas al TTF ancora in calo, intorno ai 50 euro al megawattora. Con le attuali quotazioni si attendono dunque cali anche per la luce. Una situazione che fa ben sperare e che è stata determinata da:

  • Riduzione della domanda
  • Abbondanti scorte di gas
  • Temperature miti

Come risparmiare

E' possibile valutare se le offerte di luce e gas sul mercato libero possono offrire ulteriori occasioni di risparmio. Inoltre, con il servizio di maggior tutela che si avvia a chiusura a gennaio 2024, può essere questo il momento giusto per decidere se anticipare il passaggio al mercato libero scegliendo fin da subito una tariffa più vantaggiosa.

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La bolletta mensile è calcolata con un consumo di 1800 kWh e 800 Smc e include eventuali sconti previsti dall'offerta; per le tariffe indicizzate è usata una stima del prezzo PUN (luce) e del PSV (gas) del prossimo anno pubblicato dall'Autorità.

Nonostante il calo del prezzo del gas, la complicata situazione geopolitica continua a rappresentare un fattore di rischio: proprio a fronte di questo, sarà importante valutare la capacità del price cap di intervenire a tutela dei cittadini e delle imprese comunitarie.

Il meccanismo del price cap è diventato effettivo il 15 febbraio: si attiverà nel caso in cui il costo del gas al TTF superi 180 euro per megawattora e qualora sia maggiore di 35 euro rispetto al prezzo di riferimento globale del gas naturale liquefatto per tre giorni consecutivi.

Nel frattempo, è possibile mettere anche in pratica delle contromisure per evitare, quanto possibile, brutte sorprese in fattura. A partire dall'efficientamento energetico del proprio appartamento.

  • Utilizzare elettrodomestici a basso consumo
  • Usare lampadine a led
  • Ridurre i consumi in stand-by
  • In caso di tariffa bioraria, utilizzare gli elettrodomestici nelle fasce orarie più convenienti
  • Utilizzare lavatrice e lavastoviglie a carico pieno e a bassa temperatura
  • Tenere sotto controllo i consumi

Le news aggiornate del mercato energia: