Potenza termica: che cos’è?

Avrai sentito parlare di potenza termica e ti starai chiedendo in che modo determina il tipo di contatore da installare. Facciamo chiarezza.

Che cos’è la potenza termica?

La potenza termica è la quantità di calore che viene generata nell'unità di tempo da un apparecchio alla potenza massima. Dunque, la potenza termica di un impianto del gas è pari alla somma dei carichi delle apparecchiature presenti in casa che utilizzano il gas. Si misura in kW oppure in kcal/h.

La potenza termica, o portata termica, non va confusa con la portata volumetrica, che indica invece il volume di gas che scorre nell’unità di tempo e che è, dunque, misurato in metri cubi orari. Chiaramente, questi due dati sono correlati: più la potenza termica è maggiore, più lo sarà anche la portata volumetrica.

Potenza termica del contatore gas

In base alle diverse esigenze di consumo distinguiamo diversi contatori. Ovviamente, infatti, per un'abitazione domestica sarà necessario installare un contatore diverso da quello in grado di soddisfare le esigenze di un grande impianto industriale. La potenza termica e la portata volumetrica, insieme ad altre caratteristiche tecniche, permettono di distinguere diversi contatori, definiti in classi.

Classi del contatore e portata termica
Classe Portata
G1,6 38
G2,5 59
G4 38
G6 58
G10 96
G16 154
G65 624
G100 960
G250 2.400
G1000 9.600
G6500 62.400

Le prime due classi (G1,6 e G2,5) sono quelli destinati alla misurazione del GPL, mentre la classe G4 è quella più diffusa per i contatori a uso domestico. Le classi da G16 e G6500 determinano contatori utilizzati per uso industriale, caratterizzati da consumi molto elevati. Per uso condominiale invece, vengono sempre installati i contatori gas classe G10.

Il contatore in bolletta

A questo punto, ti starai chiedendo se il tuo contatore gas influenza anche le spese in bolletta. La risposta è sì: innanzitutto, devi sapere che i costi legati alla voce Spesa per il trasporto e la gestione del contatore non sono determinati solo dalla caratteristiche tecniche del tuo contatore. Questa voce, infatti, è divisa in due componenti:

  1. Quota fissa (euro/anno): viene suddivisa nelle varie bollette e dipende dalle 6 zone tariffarie in cui è ripartita l'Italia (zona nord occidentale, zona nord orientale, zona centrale, zona centro-sud orientale, zona centro-sud occidentale, zona meridionale). È la parte del prezzo che si paga per avere un punto di consegna attivo, anche in assenza di consumo.
  2. Quota energia (euro/smc): è legata ai consumi e dipende, dunque, dai comportamenti dell’utente.

La Spesa per il trasporto e la gestione del contatore comprende anche le componenti della tariffa di distribuzione e misura e delle componenti tariffarie trasporto (Qt), qualità commerciale (RS), perequazione (UG1) e l'eventuale componente “canoni comunali”, a copertura dei maggiori oneri derivanti dall’incremento dei canoni di concessione di distribuzione.

È bene ricordare che i costi per il trasporto del gas metano vengono stabiliti direttamente dall'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) e quindi non cambiano da fornitore a fornitore. Nella fattura dei clienti del mercato tutelato, questa voce rappresenta il 24,80%, secondo l’ultimo aggiornamento pubblicato dall’Authority a luglio: con un valore di 22,38 centesimi di euro, resta invariato rispetto al valore del mese di maggio 2023.

Costo gestione contatore e zone tariffarie

Abbiamo detto che la Spesa per il trasporto e la gestione del contatore comprende anche la tariffa di distribuzione e misura e proprio qui vedremo in che modo la portata termica del contatore influisce ulteriormente sulla bolletta.

Che cos’è la tariffa di distribuzione?

La tariffa di distribuzione è la componente in bolletta che copre i costi sostenuti per trasportare il gas sulle reti di distribuzione locale, per gestire e leggere i contatori e per gestire i dati delle letture.

La tariffa di distribuzione e misura è composta da una parte fissa e una applicata al gas consumato, entrambe con prezzi differenziati in base a sei diverse aree del territorio nazionale: la parte fissa è ulteriormente differenziata proprio in base alla portata del contatore. In questa tabella, vedremo una comparazione delle quote annuali di distribuzione e misura in base alla zona tariffaria, definiti per il 2023:

Tariffa di distribuzione e misura 2023 (€/anno)
Zona Tariffaria G4-G6 G10-G40 Oltre G40
Zona nord occidentale 68,21 482 1.029,2
Zona nord orientale 57,74 418,02 876,06
Zona centrale 63,51 451,83 961,74
Zona centro-sud orientale 57,89 414,95 884,86
Zona centro-sud occidentale 76,53 537,13 1.138,05
Zona meridionale 86,41 567,43 1.351,06
Sardegna 1.814,42 2.295,44 3.079,07

ARERA deliberazione 736/2022/R/gas

Avrai notato i costi piuttosto elevati per la Sardegna: infatti, se i valori della tariffa di distribuzione e misura per i contatori domestici oscillano da un minimo di 57,74 euro della zona nord orientale a un massimo di 86,41 euro, quello della Sardegna schizza a oltre 1800 euro. Questi costi salatissimi sono però attenuati dalla componente CE, definita proprio per venire incontro alle esigenze dei cittadini sardi. Si tratta infatti di una compensazione dei maggiori costi unitari relativi al servizio di distribuzione delle aree di nuova metanizzazione: per l’anno 2023 è quantificata sui 1.728,01 euro. Sottraendo questa cifra, noteremo che la tariffa prevista per l’ambito Sardegna sia del tutto in linea con quella delle altre zone tariffarie.

Perché le zone tariffarie?

Abbiamo visto che, a differenza dell’elettricità, il prezzo del gas non è univoco: essendo una sostanza gassosa, può avere un diverso volume in base alla temperatura e alla differente pressione a cui è sottoposto. Anche il trasporto del gas è influenzato dalla pressione, verificandosi maggiore difficoltà nelle zona in cui questa è bassa. Tenendo conto, dunque, sia della temperatura che della diversa pressione, il prezzo del gas viene regolato attraverso le zone tariffarie, così che sia equo per tutti i cittadini.

Tariffa gas: come risparmiare?

Se la bolletta è influenzata dai consumi, va da sé che evitare gli sprechi è il primo passo per tenere sotto controllo la propria bolletta del gas. Ma se questo non dovesse bastare? Allora, valutare le diverse offerte gas casa disponibili sul mercato libero può offrire occasioni di risparmio. Abbiamo selezionato le migliori del momento.

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