Perché è importante la Messa a Terra?

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Voltura, Subentro o Allaccio?

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Definizione

La cosiddetta messa a terra è quell'insieme di accorgimenti tecnici che permette di far avere alle masse elettriche lo stesso potenziale della terra, con la finalità di farle disperdere nel terreno senza colpire l'uomo.

Al contrario di quanto comunemente si creda, essa non riguarda solamente l'apparato elettrico, ma anche l'idraulico, il termico e le altri parti della casa. Solitamente gli impianti sono progettati a regola d'arte, quindi protetti e isolati, per cui il pericolo di una scarica elettrica è praticamente inesistente; ma, se un elettrodomestico va in corto circuito o si guasta improvvisamente, il rischio di folgorazione è alto. Pertanto è indispensabile verificare se il proprio impianto sia a norma di legge e se l'edificio presenti in ogni parte il collegamento a un impianto di messa a terra.


lo storico Salvavita di BTicino
lo storico Salvavita di BTicino

Spesso la messa a terra è accompagnata dall'interruttore differenziale o salvavita, che serve a garantire la massima sicurezza di un impianto elettrico. Inoltre, la messa a terra protegge da un pericolo di scossa elettrica anche durante l'esecuzione di lavori di manutenzione sul dispositivo stesso.


simbolo della Messa a Terra Interruttore Differenziale

In elettrotecnica, è un dispositivo di sicurezza in grado di interrompere il flusso elettrico nel circuito di un impianto. In Italia è conosciuto con l'appellativo di Salvavita, perché la BTicino Spa ne brevettò una prima versione nel 1965: era un interruttore magnetotermico differenziale ad alto potere di interruzione della scarica elettrica, con l'aggiunta di un trasformatore differenziale. Allora l'azienda varesina si chiamava ancora Bassani Spa ed aveva una visione imprenditoriale che guardava al futuro, mescolando sapientemente la ricerca e l'innovazione, all'insegna del motto: «Se c'è qualcosa di nuovo da studiare e realizzare, dobbiamo farlo noi della Ticino, e per primi».

Caratteristiche della messa a terra

La normativa (D.Lgs. n. 81/2008, Decreto Interministeriale n. 37 del 22 gennaio 2008, norma CEI 64-8/4) prevede l'obbligo di collegamento della messa a terra di un edificio. L'attenzione alla sicurezza è infatti il principio alla base del concetto di messa a terra. Il guasto fortuito di un apparecchio collegato alla corrente potrebbe creare una connessione tra la linea elettrica e l'involucro metallico (in termini tecnici, la "massa") che, se toccato, potrebbe essere motivo di folgorazione. Potrebbe perfino svilupparsi un incendio!

La necessità di collegare elettrodomestici e, più in generale, apparecchi elettrici ad un impianto di messa terra nasce dal fatto che, nelle centrali di distribuzione e nelle cabine di trasformazione mt/bt (media tensione/bassa tensione), il punto neutro è collegato a terra. Perciò la corrente si disperde e non ritorna attraverso l'interruttore differenziale in capo all'impianto. Quando l'impianto della messa a terra evita che un corpo umano faccia da ponte fase-terra e favorisce la funzione dell'interruttore differenziale, si parla di protezione contro i contatti indiretti. Mentre, nel caso in cui una persona tocchi una parte in tensione si tratta di contatto diretto.

Attenzione! La presenza di un salvavita-interruttore differenziale in un impianto non è sufficiente quale misura cautelare. Ѐ sempre obbligatorio installare un regolare impianto di messa a terra, realizzato da professionisti, che certifichino il proprio lavoro.

 

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Impianto di messa a terra: com'è fatto

Una volta portati tutti i punti di una struttura metallica allo stesso potenziale elettrico del suolo (0 volt), l'edificio è realmente posto in sicurezza. Ciò si ottiene attraverso la connessione di diversi elementi, collegati tra loro a disperdere.

  • Dispersori: fondamentali nell'impianto di messa a terra, devono essere progettati in base all'entità delle correnti che sono chiamati a disperdere nel terreno. Il tipo più semplice di dispersore è formato da picchetti, in rame o acciaio zincato, interrati fino a profondità di alcuni metri e costituiti il più delle volte da tondini o tubi d'acciaio, solitamente interconnessi alle estremità superiori.
  • Conduttori: collegano una parte dell'impianto che deve essere messo a terra a un dispersore, oppure più dispersori tra loro. Ne esistono sia interrati che non, di protezione ed equipotenziali.
  • Collettori: veri e propri nodi di riferimento per ogni impianto di terra, ad essi confluiscono i conduttori di protezione e i conduttori equipotenziali, nonché il dispersore.
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