È arrivato il momento di innovare le case degli europei con la Domotica!
Oggi è finalmente possibile educare tutti i consumatori europei alla percezione della tecnologia come elemento semplificante e quale opportunità di migliorare la vita nello svolgimento di noiose e ripetitive attività quotidiane. La Smart Home League ‒ costituita da tado°, Philips Hue, Google, Amazon, Ring, Yale e Ecovacs ‒ nasce proprio dal progetto di rendere accessibili le soluzioni intelligenti per la casa, realizzabile solamente attraverso l'intuitività nell'utilizzo dei dispositivi e la loro convenienza dal punto di vista dei costi contenuti.
Sono i compiti più semplici ma anche davvero monotoni, come la regolazione del termostato, lo spegnimento delle luci o la chiusura della porta di casa ad essere ritenuti seccanti. Tra le attività ritenute noiose sono compresi anche il pulire casa con l'aspirapolvere e il ritirare pacchi all'ufficio postale, compiti indesiderati per ben il 78% degli intervistati nella fascia d'età tra i 20 e i 40 anni.
La domanda europea di domotica è incoraggiante
Lo studio evidenzia che gli europei riconoscono il valore benefico dei dispositivi smart e sono inclini a rivoluzionare la propria abitazione con l'adozione di apparecchi che la trasformino in una casa intelligente ma, attualmente, solo l'11% ne ha già acquistati e il 71% non ha nemmeno un dispositivo smart.
Probabilmente, pur riconoscendone il valore considerevole, molti degli intervistati sono frenati dai costi o dalla poca dimestichezza della vasta gamma di prodotti domotici che, tra l'altro, aumenta di giorno in giorno con l'avanzare delle tecnologie e delle integrazioni.
L'approccio degli europei con la Smart Home
Secondo l'indagine di Smart Home League, il 40% circa del campione preferisce interagire con i prodotti connessi attraverso le App, mentre il 32% utilizza assieme App e smart speaker. Come infatti sostiene Ulrich Grote, Presidente della ULE Alliance
L'uso di comandi vocali è il futuro. In fin dei conti la priorità di molti fruitori della domotica è assicurarsi la massima comodità attraverso un uso intuitivo delle soluzioni.
Anche Dave Ward, Direttore della Produzione Europea di Ring, sostiene che:
Le persone vogliono una smart home che provveda a loro vivendo un'esperienza positiva, con prodotti e servizi che le aiutino nella vita di tutti i giorni e che siano più convenienti, più efficienti e più sicuri. La gente vuole vedere un beneficio reale, qualcosa che risolva un problema, piuttosto che aggiungere semplicemente tecnologia alla sua casa.
Le previsioni del mercato della Domotica
Per questo motivo, con il tempo, i produttori si sono orientati sempre più nella direzione di creare compatibilità tra gli standard; se si vogliono ampliare le vendite, occorre cercare soluzioni user friendly, facili da usare ed economiche. Anche perché il mercato della Smart Home in Europa continua a crescere: nel periodo da luglio a settembre del 2019, infatti, ha raggiunto il numero di 23,8 milioni di prodotti smart consegnati, con una crescita del 18,1% rispetto al terzo trimestre dell'anno precedente (Fonte: IDC - International Data Corporation).
Una produzione customer-oriented consentirebbe di raggiungere un numero molto più vasto di potenziali acquirenti, convincendo anche i più ritrosi; cioè coloro che conservano una certa diffidenza proprio nell'idea di abitare in una casa smart, trovandola distante dalle proprie abitudini, oltre che una possibilità esclusiva per persone facoltose. Molte aziende ormai hanno nettamente cambiato il concept dei loro prodotti: ne è un esempio Google Nest, il cui principio di base è passato dalla smart home alla "casa che si prende cura dei suoi abitanti". Molto probabilmente si passerebbe a una situazione in cui due terzi degli europei non solo desidererebbero soluzioni domotiche per la propria abitazione, ma ne farebbero davvero uso comune.
Nella tabella che segue è evidente come sia cresciuto l'interesse nel tempo (ultimi 5 anni) per l'argomento "Casa Intelligente" in Italia: