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Recesso contratti telefonici e internet: costi e normative

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La delibera AGCOM sui costi di recesso dei contratti telefonici e internet

Tutto quello che c'è da sapere sui costi di recesso dei contratti di linea fissa e internet

A partire dal 1 gennaio 2019 sono cambiate le normative relative al recesso anticipato dai contratti telefonici e internet. Scendono i costi ma non tutti gli operatori internet fanno ancora una corretta comunicazione.

  • Cosa cambia in breve
  • Hai scelto un'offerta in promozione? In caso di recesso anticipato non dovrai più restituire gli sconti integralmente;
  • Cerca la sezione "Trasparenza Tariffaria" sui siti web degli operatori: vi troverai tutti i costi più aggiornati;
  • I costi fissi di disattivazione sono vincolati anche al valore del contratto;
  • Hai acquistato a rate prodotti o servizi extra? In caso di recesso anticipato potrai scegliere se pagarli o meno in un'unica soluzione.
  • Vuoi cambiare operatore internet? Verifica la copertura in 5 minuti per scoprire chi ti offre un servizio migliore: chiama lo 06 948 080 95 oppure usa la richiamata gratuita.

La delibera AGCOM sui costi di recesso

Recesso dal contratto internet e telefono

L'entrata in vigore della delibera AGCOM 487/18/CONS denominata "Linee Guida Sulle Modalità di Dismissione e Trasferimento dell'Utenza nei Contratti per Adesione" ha portato con sé una serie di cambiamenti volti a garantire agli utenti la massima trasparenza in fase di sottoscrizione del contratto internet e tutte le possibili garanzie legate alla possibilità di esercitare liberamente il diritto di recesso anticipato.

Questo duplice obiettivo ha permesso all'Autorità di bloccare alcune pratiche poco virtuose messe in atto da molti operatori telefonici. I cambiamenti apportati in questo ambito hanno interessato principalmente 3 aree:

  • la richiesta di restituzione integrale degli sconti applicati al cliente in caso di recesso anticipato dal contratto;
  • la ridefinizione dei costi di disattivazione, legati anche al valore del contratto e non solo alle spese sostenute dagli operatori;
  • la possibilità per gli utenti che chiedono il recesso anticipato, di scegliere se pagare o meno in un'unica soluzione le rate relative a eventuali prodotti o servizi acquistati contestualmente alla sottoscrizione dell'offerta.

In più, dal 1 gennaio 2019 tutti gli operatori devono predisporre un'apposita area sui loro siti web all'interno della quale indicare chiaramente tutti i costi che gli utenti pagheranno in base alla sottoscrizione dei contratti proposti. Si tratta della sezione dedicata alla Trasparenza Tariffaria.

Disdetta contratti telefonici: le modalità di recupero degli sconti applicati

recesso contratto internet: i costi

La restituzione integrale degli sconti applicati al momento della stipula dell'offerta in caso di recesso anticipato dal contratto (prima dei 24 mesi) è sempre stato uno dei punti dolenti delle offerte internet. Prima dell'entrata in vigore della delibera, gli operatori avevano la possibilità di chiedere la restituzione integrale degli sconti applicati ai clienti che desideravano recedere in anticipo dal contratto stipulato. Il pagamento, inoltre, spesso era richiesto in un'unica soluzione.

A partire dal 1 gennaio 2019 questa pratica, considerabile come una sorta di atto vendicativo verso gli utenti che decidevano di cambiare operatore internet, non è più attuabile. L'AGCOM, infatti, l'ha considerata un forte limite all'esercizio del diritto degli utenti di recedere in anticipo dal contratto.

Gli operatori, quindi, potranno continuare a richiedere la restituzione degli sconti applicati ma in misura inferiore rispetto a quella attuale. Il meccanismo attuato in precedenza che prevedeva la loro restituzione integrale, infatti, in caso di recesso anticipato comportava un ricavo superiore per gli operatori rispetto a quello medio che essi si aspettavano. Questo accadeva perché questa modalità non teneva conto delle spese che l'utente aveva già sostenuto prima della richiesta di recesso anticipato e dei ricavi che esse avevano determinato per l'operatore.

A partire dal primo gennaio 2019, invece, l'AGCOM ha stabilito che il valore dello sconto da restituire deve essere adeguato non solo alla durata residua della promozione ma anche al valore del contratto. Per calcolarlo, quindi, va eseguita la differenza tra il ricavo atteso dall'operatore (tenendo conto del prezzo implicito) e il ricavo effettivamente già ottenuto fino al mese in cui l'utente richiede il recesso.

Come calcolare gli sconti da restituire?

Calcolare le promozioni da restituire in caso di disdetta

Non è complesso calcolare il valore dello sconto da restituire.

Facciamo un esempio pratico con un contratto internet da 24 mesi che prevede un canone in promozione di 20€ al mese per i primi 12 mesi e un canone a prezzo fisso da 30 € al mese per i successivi 12 mesi. Il ricavo che l'operatore si aspetta di ottenere consiste nella somma tra i due importi: 600€ (12 mesi x 20€ + 12 mesi x 30€).

Il primo passo sta nel calcolare il prezzo implicito dell'offerta che è pari a 25€ al mese (600€ / 24 mesi).

Se l'utente decide di recedere dopo un anno dal contratto, quindi, dal punto di vista della restituzione degli sconti applicati dovrà pagare al massimo 60€. Tale somma si ottiene dalla differenza tra il ricavo restante atteso dall'operatore (25€ x 12 mesi = 300€) e il ricavo che l'operatore ha effettivamente ottenuto fino a quel momento, ovvero la somma pagata dall'utente fino alla data del recesso (20€ x 12 = 240€).

A questi costi, poi, vanno sommati quelli relativi alla disdetta, non dovuti in caso di modifiche unilaterali del contratto.

Cos'è il prezzo implicito? Per prezzo implicito s'intende il ricavo atteso dall'operatore internet risultante dalla media mensile dei canoni che prevede di riscuotere da un utente che non effettua il recesso, calcolato fino alla scadenza del primo impegno contrattuale (24 mesi).

Fissato il tetto massimo per i costi di disdetta

Il calcolo dei costi di disdetta dal contratto internet

Cambia la normativa anche in merito ai costi di disdetta per i contratti internet da rete fissa, quelli che, per quanto stabilito dalla Legge 40/2007, gli operatori possono richiedere a seguito di adeguate motivazioni e giustificazioni.

I costi che l'operatore può richiedere in questa fase, in particolare, sono soltanto quelli legati alle spese sostenute per consentire il recesso e/o il trasferimento dell'utente a un altro operatore. Stando alla nuova normativa questi costi devono essere commisurati al valore del contratto oltre che alle spese sostenute dall'azienda.

In questo caso, quindi, l'Autorità ha tutelato il diritto degli utenti a recedere dal contratto internet al minor costo possibile. Se i costi di disdetta, infatti, fossero in relazione soltanto a quelli sostenuti dall'operatore per effettuare il trasferimento o il recesso dell'utente non si riuscirebbe ad assicurare il servizio al minor costo possibile. L'operatore stesso non avrebbe motivo per tentare di ridurre i costi. Il rischio, anche in questo caso, sarebbe quello di avere delle tariffe per il recesso troppo proibitive per l'utente che potrebbero farlo desistere.

Dal 1 gennaio 2019, quindi, i costi di disdetta sono vincolati anche al valore del contratto. Non possono essere superiori, in particolare, al costo del canone mensile medio pagato dall'utente.

Scopri i costi di disdetta e recesso anticipato applicati dai principali operatori: leggi il nostro approfondimento sulle tariffe della disdetta dei contratti internet casa!

Niente più obbligo ai pagamenti in un'unica soluzione

connessione wi-fi

La delibera AGCOM è intervenuta anche su un altro punto cruciale: quello della maxi rata finale nel caso di acquisto di servizi o prodotti extra al momento della stipula del contratto.

Se in fase di sottoscrizione del contratto, per esempio, hai scelto di acquistare a rate un prodotto o servizio extra (un modem, per esempio, uno smartphone, i costi di attivazione, l'assistenza tecnica, ecc), se decidi di recedere in anticipo gli operatori devono offrirti la possibilità di scegliere se pagare le rate restanti in un'unica soluzione o se continuare la rateizzazione.

L'intervento ha anch'esso l'obiettivo di evitare la prospettiva per l'utente di dover sostenere, in caso di recesso anticipato, dei costi troppo proibitivi, eventualità questa che potrebbe limitare la sua facoltà di recedere dal contratto quando più ne ha voglia.

L'importanza della Trasparenza Tariffaria

Oltre a garantire all'utente la massima libertà di recedere dal contratto sottoscritto senza il rischio di incorrere in costi proibitivi, la delibera dell'Autorità ha anche un altro punto di forza: garantire la massima trasparenza dal punto di vista delle spese che dovrà sostenere mensilmente e in caso di recesso anticipato. A tale scopo, gli operatori internet ora hanno l'obbligo di comunicare adeguatamente tutti i costi relativi alle offerte proposte e di avere una sezione del sito web dedicata alla trasparenza tariffaria.

Questa sezione può essere considerata una vera e propria mappa sulle tariffe previste dai singoli contratti anche in caso di recesso anticipato. In questo modo l'utente non rischia brutte sorprese perché ha la possibilità di scoprire sin da subito tutti i costi che dovrà sostenere se decide di attivare le diverse offerte proposte.

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