In breve:

  • il 5G è ormai una tecnologia matura in Italia: tutti i principali operatori (TIM, Vodafone, WindTre, Fastweb, Iliad) lo offrono nei piani mobile e fisso;
  • gli studi scientifici condotti fino al 2025 non hanno evidenziato correlazioni certe tra le emissioni dei cellulari e danni alla salute degli utilizzatori;
  • OMS, ICNIRP e ISS ribadiscono che, rispettando i limiti di esposizione, non emergono rischi documentati;
  • seguire alcune semplici regole d'uso (auricolare, basso SAR, segnale sufficiente) aiuta a ridurre ulteriormente l'esposizione.

Il 5G è pericoloso per la salute?

La rete 5G in Italia è una realtà consolidata: il lancio commerciale è iniziato nel 2019 e oggi, nel 2026, la copertura raggiunge la grande maggioranza della popolazione, sia in modalità Non-Standalone (sulla rete 4G esistente) sia, sempre più spesso, in modalità Standalone (rete 5G nativa). Insieme alla diffusione della tecnologia, si è ridotto anche il rumore mediatico sui presunti rischi, sostituito da studi e monitoraggi a lungo termine condotti dagli enti sanitari.

Il nodo della discussione, fin dall'inizio, è stato il tipo di frequenze utilizzate dal 5G:

  • 694-790 MHz (banda 700 MHz, copertura geografica ampia);
  • 3,6-3,8 GHz (banda principale per le aree urbane);
  • 26,5-27,5 GHz (onde millimetriche, ancora poco diffuse in Italia).

Si tratta di frequenze in parte diverse da quelle storiche del 2G/3G/4G (comprese tra 800 MHz e 2,6 GHz). La propagazione più ridotta delle onde millimetriche, in particolare, richiede un numero più elevato di antenne (le cosiddette small cell): è proprio questo aspetto ad aver alimentato il timore di un'esposizione complessiva maggiore della popolazione.

La posizione dell'ISS: già nel 2019 l'Istituto Superiore di Sanità, in un documento curato da Alessandro Polichetti, aveva affermato che "i dati disponibili non fanno ipotizzare particolari problemi per la salute della popolazione connessi all'introduzione del 5G". Le revisioni successive del 2021, 2023 e 2024 da parte di ICNIRP e Commissione Europea hanno confermato questa lettura, pur invitando a proseguire il monitoraggio a lungo termine.

I limiti italiani sono tra i più severi al mondo

In Italia il limite di esposizione ai campi elettromagnetici è fissato a 6 V/m sulle frequenze 100 kHz - 300 GHz, contro i 41-61 V/m raccomandati a livello internazionale dall'ICNIRP. È uno dei valori più bassi al mondo.

Effetti a breve e lungo termine delle radiazioni elettromagnetiche

Gli effetti dei campi elettromagnetici sulla salute possono essere distinti in due categorie: effetti a breve termine ed effetti a lungo termine.

Effetti a breve termine

Gli unici effetti a breve termine effettivamente accertati sono legati a un leggero aumento della temperatura corporea, inferiore a 1 °C, dovuto alla parte di energia elettromagnetica assorbita dai tessuti e trasformata in calore. Questa variazione non provoca danni alla salute.

Le frequenze più alte del 5G (26-27 GHz, ancora poco impiegate sul territorio italiano) sono onde millimetriche: vengono riflesse o assorbite superficialmente a livello della pelle, senza penetrare in profondità nel corpo.

Effetti a lungo termine

Gli effetti a lungo termine sono quelli che sollevano i dubbi più frequenti, in particolare per la presunta correlazione tra onde elettromagnetiche e l'insorgenza di alcuni tumori. Alcuni studi hanno suggerito che un uso costante e intensivo dei telefoni cellulari potrebbe aumentare il rischio di glioma (tumore maligno del cervello) e di neurinoma del nervo acustico (tumore benigno).

Tali studi, però, presentano limiti metodologici: le interviste si basano sui ricordi dei partecipanti relativi a comportamenti anche molto distanti nel tempo, esponendo i dati a bias di memoria. Per questo motivo l'IARC (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell'OMS) ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza come "possibilmente cancerogeni per gli esseri umani" (gruppo 2B), e non come "probabilmente cancerogeni" (2A) o "cancerogeni" (gruppo 1, in cui rientrano per esempio la radiazione solare UV e il radon).

Attenzione: la classificazione 2B significa che esiste un sospetto, ma non una prova. Nello stesso gruppo rientrano, ad esempio, il sottaceto e l'aloe vera. È una categorizzazione cautelativa, non una conferma di pericolosità.

Come utilizzare il cellulare in sicurezza

Un uso corretto e responsabile del telefono cellulare aiuta a ridurre ulteriormente l'esposizione. Il Ministero della Salute fornisce alcune indicazioni semplici e ancora valide nel 2026:

  • limita le chiamate in condizioni di segnale di rete scarso o mentre sei in viaggio: in queste situazioni il cellulare aumenta la potenza di trasmissione per restare agganciato alla cella;
  • usa l'auricolare (cablato o Bluetooth) per allontanare il dispositivo dalla testa: tenere il cellulare a 1-2 cm di distanza dal padiglione auricolare riduce sensibilmente l'energia assorbita;
  • acquista smartphone con un basso valore SAR (Specific Absorption Rate): in Europa il limite è 2 W/kg, ma molti modelli si attestano ben al di sotto e dichiarano il valore nella scheda tecnica;
  • prediligi messaggi di testo, messaggistica istantanea o vocali alle telefonate quando possibile;
  • tieni il cellulare lontano dal corpo durante il sonno: meglio appoggiarlo su un comodino piuttosto che sotto al cuscino.

Bambini e adolescenti: serve maggiore prudenza

Il Ministero della Salute raccomanda di limitare l'esposizione dei più giovani, il cui sistema nervoso è ancora in formazione. La buona pratica, in questa fascia d'età, è privilegiare auricolari e messaggi di testo e ridurre la durata delle chiamate dirette.

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Cellulare e salute: domande frequenti

Il 5G fa male alla salute?

Sulla base degli studi disponibili nel 2026, gli enti sanitari internazionali (OMS, ICNIRP) e nazionali (ISS, Ministero della Salute) non evidenziano rischi documentati per la popolazione, a condizione che siano rispettati i limiti di esposizione. In Italia tali limiti sono tra i più rigidi al mondo (6 V/m).

Cosa significa SAR e qual è il valore consigliato?

Il SAR (Specific Absorption Rate) misura l'energia elettromagnetica assorbita dal corpo per unità di massa. In Europa il limite è di 2 W/kg per testa e tronco. Più il SAR dichiarato dallo smartphone è basso, minore è l'esposizione: il valore è indicato nelle specifiche tecniche o nelle impostazioni del telefono.

Tenere il cellulare sotto al cuscino di notte è pericoloso?

Non esistono evidenze scientifiche di un danno diretto, ma per principio precauzionale è consigliabile tenere il telefono lontano dal corpo durante il sonno. In più, ridurre l'uso serale dello smartphone aiuta a migliorare la qualità del riposo.

È meglio usare auricolari cablati o Bluetooth?

Entrambe le soluzioni allontanano il telefono dalla testa, riducendo l'energia assorbita. Gli auricolari Bluetooth emettono onde elettromagnetiche di potenza molto inferiore rispetto al cellulare; se vuoi ridurre al minimo l'esposizione complessiva, la scelta più conservativa restano gli auricolari cablati.

L'esposizione al 5G è maggiore rispetto al 4G?

Non necessariamente. Le antenne 5G utilizzano tecnologie (beamforming, MIMO massivo) che concentrano il segnale verso il dispositivo, riducendo l'energia dispersa nell'ambiente. In Italia, inoltre, operatori e Comuni sono tenuti a rispettare i limiti previsti dalla normativa nazionale, che restano invariati indipendentemente dalla tecnologia adottata.