Osservatorio AGCOM: linea Adsl in rame scende sotto il 50%

Trend collegamenti a internet

A metà Gennaio, Agcom ha rilasciato un comunicato stampa con alcuni interessanti aggiornamenti sulle reti, fisse e mobili. I dati più rilevanti riguardano la diminuzione delle linee in rame e lo sviluppo dell’infrastruttura in fibra ottica. Esaminiamo le migliori performance rilevate dall’Osservatorio Agcom.


  • In 3 minuti
  • I collegamenti in rame decrescono. Attualmente sono meno del 50% degli accessi;
  • Cresce molto bene la fibra FTTC, FTTH e la fibra mista radio FWA.

Meno rame, più fibra

Parlando di vecchie linee in rame, è interessante evidenziare che a fine settembre 2019 gli accessi si siano ridotti di 190.000 unità rispetto ai precedenti tre mesi. Rispetto all'anno precedente, la contrazione è di quasi 800.000 unità.
Sono proprio questi i dati dell'Osservatorio sulle Comunicazioni e diffusi dall'Agcom a creare un’aura positiva nel mercato TLC italiano.
Ma ciò non spiega al meglio la situazione transitoria odierna. Sì, perché le tecnologie utilizzate per i servizi di collegamento a internet sono in profonda mutazione. 
Se 5 anni fa più di 9 collegamenti su 10 erano su infrastruttura fissa in rame (ADSL), 1 anno fa tali accessi sono scesi sotto a 4 su 10. Al contempo, negli analoghi 5 anni, sono aumentati gli accessi a internet attraverso tecnologie quali la fibra ottica FTTC, FTTH e FWA.
Per i meno esperti, tali modalità di collegamento prevedono collegamenti in fibra ottica fino alla cabina (FTTC), fibra fino a casa (FTTH) e intermodalità Fibra-mista-radio (FWA) con aumenti rispettivi di 6,62 milioni, 790.000 e 610.000 unità.

In sintesi: al settembre 2019, i collegamenti XDSL che comprendono tutte le famiglie di ADSL HDSL, SDSL e VDSL sono il 43% sul totale. I numeri poco sopra riportati prevedono quindi una transizione verso l'FTTH. A prescindere dai trend, le linee con velocità intorno ai 10 Mbit al secondo sono scese dal 69 al 21% sul totale delle linee a banda ultralarga, mentre le connessioni con velocità intorno ai 30 Mbit al secondo sono passate da un 7 al 53%.

Il mercato mobile: a che punto siamo

Come di solito, l'autorità Garante per le telecomunicazioni ha scattato anche una fotostatica del mercato mobile italiano. Per quanto concerne le reti mobili, aumentano le SIM con più di 500.000 unità, fenomeno dovuto all'avvento delle SIM M2M (machine to machine, quelle usate per la l'IoT, per esempio) e alla riduzione di SIM "solo voce" e voce-dati.

Ma quali sono i player che si contendono il market? I gestori con le quote di mercato più corpose restano TIM con il 30%, Vodafone con il 29% e Wind Tre al 28% delle SIM.

Iliad rimane, per adesso, al 4,4% anche se ha definitivamente scalzato Poste Mobile dal primato degli operatori virtuali MVNO. La vera notizia è costituita dal fatto che, circa il 70% delle SIM, ha consumato traffico dati per una media di 6,3 gigabyte al mese, in aumento del 60% rispetto al settembre 2018. Ciò può essere dovuto ai contenuti audiovisivi sempre di maggior qualità, ormai disponibili su quasi tutte le piattaforme mobile.

Schede SIM
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