Ora legale 2026: quanto si risparmia davvero sulla bolletta della luce
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Con il ritorno dell’ora legale 2026 si torna a parlare di risparmio energetico. Ma quanto si risparmia davvero oggi sulla bolletta della luce? Analizziamo i dati ufficiali sul consumo di elettricità in Italia e vediamo quanto incide realmente il cambio dell'ora sulle famiglie.
Ora legale 2026: quando si sposta l'orologio
Manca pochissimo all'arrivo dell'ora legale. Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026, più precisamente alle 2 del mattino, dovremo spostare in avanti di un'ora le lancette dei nostri orologi. Il nuovo orario resterà in vigore fino al 25 ottobre 2026, data in cui tornerà l'ora solare.
Il passaggio comporta un'ora di sonno in meno, ma giornate più lunghe e più luce naturale nelle ore serali. L'idea dell'ora legale non è recente: fu proposta già nel 1784 da Benjamin Franklin, con l'obiettivo di ridurre il consumo di candele sfruttando meglio la luce del sole.
Oggi il dibattito si concentra su due aspetti principali: da un lato gli effetti del cambio d'orario sulla salute, dall'altro il reale risparmio energetico ottenibile in un contesto in cui i consumi elettrici sono molto diversi rispetto al passato.
Perché gli europei sono contrari al cambio dell'ora?
Nel 2018 la Commissione Europea ha lanciato una consultazione pubblica sull'abolizione del cambio dell'ora. Alla consultazione parteciparono 4,6 milioni di cittadini europei e l'84% si dichiarò favorevole a mantenere lo stesso orario per tutto l'anno, eliminando il doppio passaggio tra ora solare e ora legale.
Nonostante il risultato netto, la proposta non è mai diventata definitiva. Il Parlamento europeo aveva votato a favore dell’abolizione nel 2019, ma l'iter si è poi bloccato in sede di Consiglio UE. Oggi, di fatto, il sistema del cambio d'ora resta in vigore in tutti i Paesi membri.
Il tema è tornato ciclicamente nel dibattito politico. Di recente il premier spagnolo Pedro Sánchez ha riaperto la discussione sull'opportunità di superare il doppio orario, ma al momento non ci sono decisioni ufficiali a livello europeo.
Uno degli argomenti più citati riguarda gli effetti sulla salute. Il cambio dell'ora viene spesso paragonato a un "mini jet-lag": lo spostamento improvviso può alterare il ritmo circadiano, con possibili conseguenze su qualità del sonno, concentrazione e livelli di stanchezza.
In quali Paesi c'è l'orario unico?
In Europa alcuni Paesi hanno già scelto l'orario unico tutto l'anno: la Turchia mantiene l'ora legale permanente dal 2016, mentre l'Islanda non applica alcun cambio stagionale. Anche fuori dall'Europa molti Stati non seguono il doppio orario, tra cui Cina, India e Giappone. Negli Stati Uniti il doppio orario è adottato quasi ovunque, ma fanno eccezione Arizona e Hawaii.
L'ora legale fa davvero risparmiare?
A livello nazionale, la risposta è sì, e non solo dal punto di vista energetico. Secondo gli ultimi dati diffusi da Terna a ottobre 2025, nei sette mesi di ora legale l'Italia consuma meno energia elettrica e riduce anche le emissioni. In particolare:
- -310 milioni di kWh di consumi elettrici (pari al fabbisogno annuo di circa 120 mila famiglie);
- Oltre 90 milioni di euro di risparmio economico;
- -145 mila tonnellate di CO₂ immesse in atmosfera.
Considerando il periodo dal 2004 al 2025, Terna calcola che il minor consumo complessivo abbia superato i 12 miliardi di kWh, con un risparmio economico di oltre 2 miliardi di euro per il sistema elettrico nazionale.
In altre parole, su scala Paese l'ora legale continua a produrre un effetto concreto, soprattutto grazie alla riduzione dell'illuminazione artificiale nelle ore serali primaverili ed estive.
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Che effetto ha il cambio dell'ora sulle bollette della luce
Se a livello nazionale i numeri sono impressionanti, per una singola famiglia l'impatto è molto più contenuto. Il motivo è semplice: oggi l'illuminazione pesa meno sui consumi domestici rispetto al passato.
Il passaggio dalle vecchie lampadine a incandescenza ai LED ha ridotto drasticamente il costo della luce artificiale. Spegnerla un'ora prima incide, ma in misura limitata. Inoltre, la quota maggiore dei consumi elettrici domestici dipende da elettrodomestici come frigorifero, lavatrice, lavastoviglie e condizionatore, che funzionano indipendentemente dalla quantità di luce naturale disponibile.
Per una famiglia tipo con un consumo medio annuo di circa 2.700 kWh, il risparmio legato all'ora legale si traduce generalmente in pochi euro all'anno, una cifra difficilmente percepibile in bolletta. Il beneficio può essere leggermente più evidente per chi concentra le proprie attività nelle ore serali, sfruttando maggiormente la luce naturale.
Si spende di più di riscaldamento?
Con l’ora legale le giornate iniziano quando le temperature sono ancora basse, spesso poco prima del picco di freddo che precede l'alba. In teoria questo potrebbe comportare un lieve aumento dei consumi di riscaldamento nelle prime settimane. Tuttavia, il cambio avviene a fine marzo, quando le temperature sono già in aumento: nella pratica l'impatto sui costi è generalmente trascurabile.
In conclusione, il passaggio all'ora legale continua a garantire un risparmio energetico significativo su scala nazionale e contribuisce a ridurre le emissioni. Per le singole famiglie, però, il vantaggio economico diretto resta limitato.
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