"Non supero i 16°C a casa": come risparmiare sul riscaldamento senza avere freddo

Creato il
min di lettura

Quali sono le migliori offerte luce e gas di oggi, 06/02/2026?

👇Servizio gratuito attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20.

Quali sono le migliori offerte luce e gas di oggi, 06/02/2026?

👇Il nostro contact center è momentaneamente chiuso. Confronta le offerte luce e gas o scegli quando essere ricontattato.

16-gradi-senza-freddo
Abbassare la temperatura senza rinunciare al comfort: come cambiare approccio per ridurre i consumi

Uno studio francese pubblicato alla fine del 2025 racconta l'esperienza di 14 famiglie che hanno ridotto fino a cinque volte la spesa per il riscaldamento, abbassando la temperatura intorno ai 16 °C senza rinunciare al comfort. Ecco come ci sono riuscite.

Un modo concreto per spendere meno, testato da 14 famiglie

Non si tratta di consigli teorici o di idee valide solo sulla carta. Questo approccio è il frutto di una ricerca condotta da Leroy Merlin Source in collaborazione con la divisione francese di Octopus Energy.

Lo studio, chiamato Confort Sobre, si è sviluppato nel corso di diversi mesi, durante i quali 14 famiglie hanno sperimentato nuovi modi di riscaldare casa. Un percorso fatto di piccoli cambiamenti pratici che ha permesso di abbassare progressivamente la temperatura domestica, arrivando in alcuni casi intorno ai 16 °C.

Il risultato? Un forte calo delle spese per il riscaldamento, ottenuto senza rinunciare al comfort quotidiano. Il primo passo è stato cambiare completamente il modo di percepire il caldo in casa.

Restiamo in contatto!

Seguici sui nostri canali social oppure iscriviti alla newsletter! 

Iscriviti alla Newsletter Raggiungici su Whatsapp Seguici su Telegram

Fase 1: capire da dove viene il freddo (e dimenticare il termostato)

L’errore più comune è legare il proprio benessere al numero indicato sul termostato, confondendo il comfort con la semplice temperatura dell'aria. Per arrivare a quello che gli esperti definiscono comfort sobrio, è invece fondamentale distinguere tra temperatura reale e temperatura percepita.

Nella prima settimana dello studio, ai partecipanti è stato chiesto di osservare con attenzione quando sentivano freddo: appena svegli, durante attività sedentarie davanti al computer o a fine giornata.

L'obiettivo era individuare le principali zone di dispersione del calore corporeo. Spesso il disagio nasce da un punto preciso: piedi freddi su un pavimento in piastrelle, una corrente d'aria sul collo o mani raffreddate dall'uso prolungato della tastiera.

Annotare questi momenti su un quaderno si è rivelato un passaggio chiave. Questa fase di osservazione consente di passare da un riscaldamento passivo a una gestione più attiva e consapevole, intervenendo su problemi localizzati (pochi centimetri di corpo) senza ricorrere a soluzioni inutilmente energivore.

Fase 2: lo "strato zero", come vestirsi per non sentire freddo

I vestiti sono la prima barriera termica che ci protegge dal freddo. Per questo, scegliere materiali adatti è fondamentale. La lana merino, per esempio, ha proprietà termoregolatrici nettamente superiori a quelle dei tessuti sintetici più comuni.

Anche il modo di vestirsi fa la differenza: la classica tecnica "a cipolla", basata sulla sovrapposizione di più strati, resta la soluzione più efficace per trattenere l'aria calda vicino al corpo.

Ecco alcuni elementi chiave per rendere il guardaroba domestico più adatto alle basse temperature:

  • Intimo termico: funziona come una seconda pelle ed elimina l'umidità;
  • Pantofole con suola spessa: interrompono il ponte termico col pavimento, spesso responsabile della sensazione di freddo;
  • Un accessorio per il collo: un dolcevita o una sciarpa leggera bloccano la dispersione di calore dal busto.

Un dettaglio da non sottovalutare

I sociologi coinvolti nello studio sottolineano l'importanza dello stile. Per rendere questo approccio sostenibile nel tempo, non si tratta di stare in casa "in modalità sopravvivenza". Scegliere capi che uniscano comfort ed estetica aiuta a vivere questa strategia come qualcosa di positivo e gratificante, anziché come una rinuncia.

Fase 3: passare a un riscaldamento "chirurgico"

Il passo successivo è riprendere il controllo dei termosifoni. Il riscaldamento centralizzato che mantiene 19 °C in tutta la casa è l’eredità di un'epoca in cui l'energia costava poco. L’approccio emerso dallo studio, invece, punta su una gestione più mirata, stanza per stanza.

In pratica, significa spegnere i termosifoni nelle camere durante il giorno e riscaldare il soggiorno solo nelle ore di reale utilizzo. Il controllo manuale si è rivelato spesso più efficace delle programmazioni elettroniche, che tendono a scaldare in anticipo. Qui la logica è diversa: riscaldare solo quando serve davvero.

Alcune famiglie coinvolte nello studio hanno persino sperimentato lo spegnimento totale del riscaldamento per più giorni consecutivi. Hanno scoperto che l'inerzia termica dell’abitazione, unita a un abbigliamento adeguato, era sufficiente a garantire un livello di comfort accettabile. Un test utile per capire fin dove può spingersi la propria casa nelle giuste condizioni.

Fase 4: sfruttare il calore localizzato

Per compensare una temperatura in casa di 16 o 17 °C, il segreto è puntare su fonti di calore localizzate. Borse dell'acqua calda, plaid riscaldanti o piccoli tappeti termici per i piedi offrono un calore per conduzione molto più efficace rispetto al semplice riscaldamento dell'aria.

L'investimento in questi accessori è contenuto e si ripaga in poche settimane grazie al risparmio su gas ed elettricità. Consentono di creare vere e proprie micro-bolle di comfort proprio dove serve, senza aumentare la temperatura di tutta la casa. È il principio alla base di questo approccio: fornire calore solo dove è davvero utile.

Il trucco della borsa d'acqua calda

Usala non solo per scaldare il letto, ma anche per tenere caldi i piedi durante le ore di lavoro da seduti. Il calore si diffonde nel corpo attraverso la circolazione sanguigna, garantendo una sensazione di benessere con un consumo energetico minimo, decisamente inferiore rispetto a quello di una stufetta elettrica.

Fase 5: far funzionare il cambiamento in famiglia

La riuscita di questo approccio dipende in gran parte dal coinvolgimento di tutti i membri della famiglia. Anche su questo aspetto lo studio propone alcune soluzioni pratiche, pensate per evitare conflitti e rendere il cambiamento graduale.

La più consigliata è il metodo "per gradi": abbassare la temperatura di un grado ogni dieci giorni, lasciando al corpo il tempo di adattarsi. In questo modo, i 17 °C raggiunti dopo alcune settimane risultano molto più sopportabili rispetto a un abbassamento brusco fin dall'inizio.

Per i più audaci esiste anche la strategia del "sottomarino", che consiste nell'abbassare il termostato senza annunciarlo. Se nessuno se ne accorge o si lamenta, significa che il livello di comfort è rimasto adeguato.

Alla fine, il comfort sobrio cambia il modo di vivere la casa: non più come semplici consumatori di energia, ma come persone più consapevoli e resilienti, capaci di adattarsi al proprio ambiente senza rinunciare al benessere.

Un consiglio bonus: risparmia cambiando tariffa

Ridurre i consumi è fondamentale, ma anche il prezzo dell'energia fa la differenza. Per questo può essere utile confrontare le tariffe disponibili e trovare le offerte più convenienti sul comparatore energia di Selectra, uno strumento gratuito che aiuta a scegliere l'offerta più adatta alle proprie abitudini di consumo.

Le ultime News dal mondo Luce e Gas