Piattaforme Online: AGCOM pubblica il primo report

L'agcom pubblica il primo report che analizza l'andamento delle piattaforme online

L'AGCOM accende un faro sulle piattaforme online, da Netflix a Facebook, da Google ad Amazon. Società che hanno ottenuto 692 miliardi di euro di ricavi, quattro volte superiore alle imprese di telecomunicazione e media tradizionali.


L'AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) ha pubblicato il primo osservatorio sulle piattaforme online, un'analisi che avrà una cadenza annuale, dedicata a quegli operatori globali che operano anche in Italia nel mondo di internet. Nel mirino dell'osservatorio Alphbaet/Google, Amazon, Apple, Facebook, Microsoft e Netflix colossi del sistema mediatico globale.

Un faro sui ricavi delle società

Guardando al 2018, anno oggetto dell'analisi dell'osservatorio AGCOM, Alphbaet/Google, Amazon, Apple, Facebook, Microsoft e Netflix hanno generato 692 miliardi di euro di ricavi nel mondo, un dato in crescita del 35% rispetto all'anno precedente. Il valore dei ricavi di queste società risulta essere quattro volte superiore rispetto a quello delle principali imprese di telecomunicazioni e dei media tradizionali, anche se bisogna evidenziare come le grandi società online siano presenti in tutto il mondo o quasi. 

Oltre la metà del fatturato di Alphbaet/Google, Amazon, Apple, Facebook, Microsoft e Netflix è generato fuori dal loro paese d'origine, al contrario di TLC e Media company che hanno solo una quota del 15% proveniente fuori dai confini domestici. Una differenza agevolata dal fatto che le piattaforme online offrono principalmente servizi immateriali.

Apple nel 2018 è stata la prima piattaforma per ricavi mentre nel Sistema Integrato delle Comunicazioni (SIC) in Italia è Google a generare i ricavi più alti. 

Interessante notare come per le 6 piattaforme online la produttività del lavoro è nettamente più alta rispetto alle altre società. Un loro dipendente produce il 53% di ricavi in più di un dipendente delle imprese di TLC e media (0.7 vs 0.4 milioni di euro per dipendente. 

Leader globali

Queste sei piattaforme oggetto dell'interesse dell'osservatorio AGCOM sono leader mondiali nei diversi settori in cui operano, con quote di mercato mai inferiori al 30%. 

Le piattaforme hanno una profittabilità lorda del 49% e un margine operativo pari al 21% dei ricavi corrispondente a 24 miliardi di euro. Queste società investono molto nell'innovazione con 13 miliardi spesi in media nel 2018, mentre per asset patrimoniali la spesa complessiva in 3 anni è di 195 miliardi. 

La redditività del capitale proprio pari al 32% in media negli ultimi anni e del capitale investito, il 15% di ROI medio negli ultimi 3 anni, sono superiori nettamente rispetto alle principali TLC&Media company e alle oltre 2000 maggiori imprese italiane. 

Il pericolo occupazionale La crescita delle piattaforme online e della loro produttività nasconde un rischio dal punto di vista occupazionale. Se da un lato l'apporto innovativo è considerevole, dall'altro lato soprattutto fuori dal proprio contesto domestico esiste il rischio di un minor ricorso all'impiego di forza lavoro, soprattutto per figure professionali intermedie e più legate a un tipo di lavoro tradizionale.

Il valore dei dati

Il valore annuo dei dati acquisiti dalle piattaforme durante le ricerche online, nei vari siti visitati, nell'uso dei social network oscilla tra i 10 e i 40 euro per utente. Questo vuol dire che nel momento in cui noi usufruiamo di un servizio online gratuito, stiamo contestualmente accettando che le tracce che noi lasciamo possano essere usate come dati da queste società. 

I dati di un utente medio statunitense valgono, considerando solo obiettivi pubblicitari circa 150 euro in un anno nelle ricerche e 90 nei social. Un dato che è tre volte superiore rispetto a quello degli europei e 15-18 volte più alto di quello dei paesi in via di sviluppo. 

Aggiornato in data

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