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Nuova Multa Antitrust per Vodafone, WindTre, TIM e Fastweb

Aggiornato in data
min di lettura
Vodafone, WindTre, TIM, Fastweb multa Antitrust
I provvedimenti dell'AGCM per la fatturazione post recesso

Vodafone, WindTre, TIM e Fastweb sono state multate dall'Antitrust per aver continuato ad emettere fatture anche dopo la richiesta di recesso dei propri clienti. Le sanzioni del Garante ammontano ad un totale di 1 milione di euro.

Vodafone, WindTre, TIM e Fastweb multate dall'Antitrust

Oggi, 3 Aprile 2023, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha sanzionato gli operatori Vodafone, Wind Tre, TIM e Fastweb per "aver attuato pratiche scorrette nella gestione delle cessazioni delle utente di telefonia fissa e mobile", come riporta il comunicato ufficiale pubblicato dal Garante.

In sostanza, i quattro gestori telefonici avrebbero continuato ad emettere la fattura dei propri servizi di connessione internet anche a distanza di mesi dalla richiesta di recesso inviata dai propri consumatori, che quindi si sono visti addebitare il canone del piano tariffario dopo la disdetta del contratto.

Addirittura ci sono stati dei casi di doppia fatturazione a carico degli utenti che, avendo richiesto la migrazione del numero, si sono trovati a dover pagare i costi sia del nuovo che del precedente operatore, come se la vecchia offerta non fosse mai stata cessata.

recesso offerta telefonica

A Maggio 2022, l'AGCM aveva deciso di avviare dei procedimenti istruttori nei confronti delle suddette società in seguito alle numerose segnalazioni di fatturazione post recesso ricevute, con l'obiettivo di accertare l'eventuale violazione degli articoli 20, 24, 25 e dell'art. 26 del Codice del Consumo relativi alle pratiche commerciali scorrette.

Durante le indagini sono emerse effettivamente delle criticità che, stando a quanto riportato dall'AGCM, sono dovute a problemi di natura tecnica dei gestionali informatici di queste aziende:

Secondo l'Autorità, la illegittima prosecuzione della fatturazione - dopo la richiesta di cessazione del servizio - è riconducibile ad anomalie e a disallineamenti tecnici tra i sistemi di gestione informatici del processo interno di ciascuna società, rispetto ai quali le stesse, anche se in misura diversa, non hanno adottato efficaci meccanismi di controllo e di intervento tempestivo.

Comunicato AGCM del 03/04/2023

Per questo l'Antitrust ha emesso delle sanzioni per un totale di 1 milione di euro nei confronti di Vodafone, WindTre, TIM e Fastweb. Ma vediamo nello specifico a quanto ammonta la multa che ciascun operatore dovrà provvedere a pagare all'Autorità:

Operatore Sanzione AGCM
Vodafone 400mila euro
Wind Tre 300mila euro
TIM 200mila euro
Fastweb 100mila euro

Oltre al pagamento di una multa, gli operatori sanzionati dovranno comunicare al Garante quali iniziative intendono adottare per rimborsare i clienti coinvolti da questi addebiti illegittimi, entro 90 giorni dalla comunicazione ufficiale.

Quali sono le regole per un corretto recesso?

L'AGCOM ha stabilito delle linea guida che ogni provider telefonico deve rispettare per non incorrere in eventuali sanzioni, come quelle appena descritte. Tra queste, una fa riferimento all'obbligo degli operatori di rendere noto, nella trasparenza tariffaria di ciascuna offerta, i costi che il cliente dovrà sostenere in caso di recesso o disdetta del contratto.

AGCOM o AGCM: Qual è la differenza? L'AGCM (detta anche "Antitrust") è un'autorità indipendente trasversale, che si occupa di vigilare il corretto funzionamento del mercato in generale.
Invece, l'AGCOM è un'autorità indipendente di settore, perciò tutela i diritti dei consumatori in ambiti specifici, come quello delle comunicazioni elettroniche, dell'audiovisivo, dell'editoria, delle poste e delle piattaforme online.

Sul sito dell'operatore devono anche essere indicate le condizioni e le scadenze entro cui il cliente può richiedere il recesso e, naturalmente, le tempistiche con cui l'operatore cesserà il servizio offerto. Di solito, le modalità sono le seguenti sia per le offerte mobile, che per le tariffe internet casa:

 se si richiede il recesso entro 14 giorni dalla sottoscrizione del contratto, per legge non è previsto alcun costo di disattivazione a carico dell'utente;

 per disdire la propria offerta bisogna pagare i costi di disattivazione e inviare la domanda con alcuni giorni di anticipo (solitamente 30 giorni) tramite uno dei canali indicati dall'operatore, come posta raccomandata A/R o via email;

 per chiedere il recesso anticipato, dunque senza attendere la scadenza del contratto, la domanda va inoltrata entro i tempi stabiliti dall'operatore e sono previsti dei costi di disattivazione a carico dell'utente;

 per recedere senza penali, invece bisogna dimostrare che il gestore telefonico non rispetti le condizioni o le prestazioni indicate nel contratto, ad esempio quando la velocità di connessione della rete non soddisfa i requisiti di banda minima garantita.

Nel caso descritto sopra, l'AGCM ha ritenuto che la condotta degli operatori fosse irregolare perché, decorsi i 30 giorni di preavviso dall'invio della domanda di recesso, i provider in questione hanno continuato a far pagare il servizio agli ormai ex consumatori, senza dare ulteriori informazioni sullo stato del rapporto contrattuale.

  • I Consigli Selectra per il Recesso:
  • Se hai attivato l'offerta telefonica con addebito automatico su conto corrente (RID), ricordati di contattare la tua banca per verificare che la disdetta sia andata a buon fine e che tu non stia continuando a pagare il canone tariffario.
  • Controlla la scadenza e le condizioni contrattuali così da poter eventualmente cambiare piano telefonico se sono disponibili nuove promozioni più adatte alle tue esigenze attuali.
  • Assicurati di non essere in possesso di prodotti a noleggio del tuo ormai ex operatore, come modem o router. Di solito, i provider mettono questi dispositivi in comodato d'uso gratuito perciò in caso di disdetta dovrai riconsegnarli per non pagare una penale.
  • Se hai acquistato uno smartphone o tablet contestualmente all'attivazione dell'offerta in caso di recesso anticipato potrebbe essere previsto il pagamento di un contributo, da sommare alle eventuali rate mancanti.

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