Mercato libero o maggior tutela? L’intervista a Massimo Bello (AIGET)

mercato libero o maggior tutela

Conviene scegliere il mercato libero o tutelato?

Abbiamo intervistato il presidente AIGET e founder Wekiwi Massimo Bello. Conviene ancora scegliere il mercato tutelato? Scopriamolo insieme.

L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente ha aggiornato le condizioni economiche nel mercato di maggior tutela per l’ultimo trimestre 2018. Nei prossimi mesi i clienti tutelati si troveranno aumenti in bolletta per l’elettricità (+7,6%) e per il gas (+6,1%). A tal riguardo, abbiamo intervistato il presidente AIGET e founder Wekiwi Massimo Bello che ha discusso con noi della situazione attuale nel mercato energetico italiano.

Massimo Bello, l'intervista di Selectra.net

L’Autorità per l’energia (ARERA) per due trimestri consecutivi ha comunicato una crescita del prezzo dell’elettricità e del gas. Si può dire secondo lei che il servizio di maggior tutela rischia di non tutelare più il consumatore?

Spesso confrontiamo il mercato libero con quello tutelato, dimenticandoci di alcuni aspetti positivi del primo. Si tende a vedere il mercato libero sempre come qualcosa di pericoloso per l’utente quando invece può offrire dei vantaggi. Nel mercato libero la maggior parte delle offerte che i clienti sottoscrivono è a prezzo fisso, almeno per 12 mesi, a differenza del prezzo del sistema di maggior tutela che è totalmente variabile in base all’andamento degli indici energetici. In questo caso, gli indici energetici sono aumentati molto e il prezzo di maggior tutela ne ha pienamente risentito. Per questo motivo, i consumatori che hanno sottoscritto un contratto nel mercato libero nei mesi precedenti non sono stati toccati dall’aumento dei prezzi dell’elettricità e del gas nel mercato tutelato.

Ad oggi il mercato libero risulta più conveniente per l’utente?

Possiamo dire che se il consumatore è avverso al rischio e non vuole avere dei prezzi dell’energia oscillanti è preferibile rivolgersi al mercato libero.

Il senatore Gianni Girotto, presidente della X commissione del Senato, al convegno AIGET (il 1° ottobre) ha affermato che non è detto che un mercato tutelato rivisto non possa rimanere. Cosa ne pensa?

Il vero problema non è la presenza di un mercato tutelato ma la presenza di un sistema tutelato con le caratteristiche che ha attualmente. Oggi il mercato tutelato è assegnato, senza nessuna forma di pluralismo, a pochi operatori monopolistici. È questo il principale problema di concorrenzialità che abbiamo in Italia. Se la tutela diventasse contendibile, aperta a un numero maggiore di operatori, consentirebbe a questi “piccoli” operatori di crescere e quindi di competere in maniera efficace con i grandi operatori monopolistici. Inoltre, un’apertura di questo tipo potrebbe apportare anche dei benefici sui prezzi.

Il presidente dell’Autorità per l’Energia Stefano Besseghini ha spiegato che gli oneri di sistema (bloccati per due trimestri) saranno recuperati a partire da gennaio 2019. Quanto peserà questa spesa sulle bollette delle famiglie italiane?

Il problema della spesa per gli oneri di sistema si ripete, sono diventati troppo elevati per le piccole utenze. Questo è un peccato sia perché noi fornitori ci troviamo questo costo in bolletta e siamo obbligati ad agire come riscossori sia perché tutte le nuove tecnologie di cui si parla ultimamente (auto e colonnine elettriche, smart grid e tanto altro) non hanno più spazio in bolletta per poter essere finanziate dato che gli oneri sono arrivati già a un livello insostenibile. Bisogna identificare nuovi modelli per poter incentivare le innovazioni energetiche, non si può continuare con il vecchio sistema che prevede di scaricare sulle bollette delle famiglie italiane dei costi aggiuntivi.

Lei è il founder di Wekiwi (primo fornitore totalmente online). Secondo lei come sarà il fornitore del futuro? 

Io penso che l’operatore del futuro debba creare un valore aggiunto per il cliente, questa è la cosa più importante. Wekiwi lo ha fatto puntando su una strategia specifica: il low cost. Ovviamente, questa strategia non è l’unica in grado di creare valore per l’utente. Oltre a un posizionamento low cost, credo che nei prossimi anni ci saranno tanti fornitori che proporranno al consumatore servizi aggiuntivi alla fornitura. Parlo di prodotti innovativi e sistemi di gestione intelligenti dei consumi domestici. Anche un’offerta e posizionamento di questo tipo potrebbe generare interesse da parte dell’utente.

A differenza del mercato della telefonia, il mercato dell'energia non interessa molto ai consumatori. Secondo lei perché? E cosa si potrebbe fare per incuriosire i consumatori?

In primis, va detto che in Italia c’è un concetto di tutela troppo ampio. Non è sbagliato tutelare chi si trova in una condizione di necessità ma a mio avviso se noi estendiamo la tutela a qualsiasi tipologia di utente – seconde case, condomini, piccole-medie imprese – è ovvio che l’interesse per il mercato è minimo. Se ci fosse stata una tariffa tutelata per la telefonia estesa a tutta la popolazione, anche lì il mercato non si sarebbe sviluppato. In secundis, nel mercato dell’energia si realizzano ancora strategie push. Si ricorre a tecniche di vendita, come porta a porta o il telemarketing, e queste sono modalità che spaventano il consumatore.

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