Bollette a 28 Giorni: il Rimborso Diventa Automatico

Fatturazione 28 giorni

Torniamo ad occuparci delle bollette telefoniche con fatturazione di 28 giorni. Sì, perché nonostante Agcom e Consiglio di Stato si siano espressi in merito all'illegittimità del diverso periodo di fatturazione, in alcuni casi (come per gli ex clienti) il rimborso è ancora problematico. 

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Fatturazione a 28 giorni: i rimborsi devono essere automatici

Dopo uno scontro a suon di carte, sentenze e avvocati, le società del ramo telco quali Tim, Fastweb, Vodafone e Wind devono ufficialmente provvedere al rimborso del denaro ottenuto dai clienti in nome della tariffe con fatturazione a 28 giorni, invece che mensile. 

Ricordiamo che già l'Agcom, ovvero il Garante per le Comunicazioni, aveva stabilito che il rimborso dovesse essere completo e completamente automatico da parte degli operatori. Ciò vuol dire che i gestori, in teoria, avrebbero dovuto provvedere a rimborsare persone fisiche, aziende e piccoli professionisti anche se costoro avessero dimenticato di fare richiesta di rimborso.

Se per gli utenti che ancora non hanno cambiato operatore internet ottenere il rimborso è abbastanza semplice, per chi ha deciso nel frattempo di passare a un nuovo operatore la situazione è complicata. Le procedure per ottenere il rimborso, infatti, prevedono in molti casi l'accesso all'area clienti degli operatori: chi non è più cliente non ha di fatto la possibilità di accedere a questa sezione del sito.

Leggi anche: Come ottenere il rimborso con TIM, Vodafone, Wind e Fastweb

Il Consiglio di Stato conferma...

Qualche settimana fa, a rafforzare l’esito già noto che dava ragione all'Autorità sulla questione dei rimborsi, sono state rese note le motivazioni della sentenza che il Consiglio di Stato espresse già nel luglio 2019. Le parole utilizzate sono molto dirette e non si utilizzano mezzi termini per qualificare la situazione: il metodo utilizzato dai gestori di telefonia sarebbe stato “sleale” e “eversivo”, si legge tra le righe delle motivazioni del Consiglio di Stato. Ora, gli addetti ai lavori dell'autorità hanno passato in rassegna le modalità che gli operatori hanno cercato di proporre in maniera autonoma per rimborsare solo una piccola parte dei propri clienti che ne avesse fatto richiesta. Il risultato ha però evidenziato forti scostamenti rispetto a ciò che è stato stabilito con la sentenza.

Altre sanzioni in arrivo per gli operatori

Proprio il 13 febbraio 2020, i commissari hanno valutato la possibilità di applicare nuove sanzioni per un totale fino a 5 milioni di euro da comminare ai gestori che non hanno ancora provveduto ad ottemperare alle modalità di rimborso completo ed automatico per i clienti, vittime di un esborso di denaro superiore al dovuto. Alcuni operatori, quindi, rischiano l’ennesima ammenda per il mancato rispetto delle regole in materia di trasparenza.

Con le motivazioni rese note martedì 4 febbraio 2020, è facile comprendere che i titolari del rimborso sono quegli utenti che tra giugno 2017 e l'aprile del 2018 hanno visto modificare la fatturazione del proprio contratto, da mese solare a 28 giorni. Per far valere i tuoi diritti, puoi rivolgerti al Codacons, associazione da sempre vicina ai consumatori. L'associazione denuncia che non vi è ancora alcuna novità in merito ai rimborsi. Anzi, gli operatori sembrano fare "orecchie da mercante" perché si aspettano che sia il cliente a doversi muovere in prima persona per l'ottenimento di quanto spettante a titolo di indennizzo. Ciò attraverso la compilazione di modulistica predisposta direttamente online. Ricordiamo che Agcom aveva già stabilito la restituzione delle somme indebitamente incamerate entro il 31/12/2018.

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