Luce e Gas: la chiusura del Tutelato slitta (di nuovo) al 2022!

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Il mercato tutelato terminerà a gennaio 2022

Il 2019, appena giunto alla conclusione, ha visto al centro del mercato energetico un costante valzer di giravolte e ripensamenti sul definitivo termine del mercato di maggior tutela e quindi sul pieno approdo al mercato libero per gli utenti.


Con il nuovo anno, infatti, è ormai certo che il passaggio obbligatorio al mercato libero slitterà al 2022. 

Fine Tutela: qual è l’attuale scenario?

Gli ultimi giorni del 2019, probabilmente più di qualunque altro periodo, sono stati contrassegnati da un acceso dibattito sulle sorti del mercato energetico in Italia. La fine del tutelato, tanto attesa dagli attori di questo mercato quanto osteggiata da poco meno della metà delle famiglie italiane (il 47% per le utenze luce - dati Arera, "Relazione Annuale 2019") nata per lasciare spazio a un pieno mercato libero ha lasciato gli organi competenti, giorno dopo giorno, sempre più spiazzate: infatti è stato votato lo slittamento al 2022.

Eppure il Mise, Ministero dello Sviluppo Economico, attraverso le parole del sottosegretario, Alessandra Todde, in sede parlamentare, 14/11/2019, aveva confermato la chiusura del mercato tutelato per luglio 2020 e allo stesso tempo smentito qualsiasi scenario con al centro un ulteriore slittamento. Ciò nonostante, pochi giorno dopo il Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli si è dimostrato scettico a riguardo sostenendo, invece, la possibilità di una nuova proroga.

Tanta incertezza ha provocato lo slittamento di due anni.

In attesa che venga approvato il Milleproroghe

Il 31 dicembre all’interno del Decreto Milleproroghe è stato reinserito lo slittamento al 1 gennaio 2022 della fine del mercato tutelato: se il decreto sarà approvato dal Parlamento dunque avremo l’ennesimo rinvio. Insomma il Decreto Milleproroghe costituirà il vero banco di prova del Governo Conte Bis: la maggioranza alla Camera è stabile ma al Senato traballa soprattutto in virtù della norma su Autostrade.

La Commissione Bilancio del Senato, durante l’esame della manovra finanziaria 2020, ha quindi approvato il sub-emendamento presentato dalla senatrice Elisa Pirro (M5S) che prevede di far slittare di quasi due anni, al primo gennaio 2022 (fissato precedentemente a luglio 2020) l’uscita definitiva dalle tariffe tutelate. Al momento sarà il Parlamento, nei prossimi giorni, a decidere l’esito finale.

Le ragioni che hanno spinto per una nuova proroga

In questo frangente la domanda che ha accelerato per un nuovo rinvio e destato maggiore preoccupazione è:

cosa sarebbe accaduto ai clienti in tutela dal 1 luglio 2020?

Le sorti per gli utenti che all’indomani di luglio 2020 non hanno scelto un fornitore del libero mercato è sicuramente la questione più vulnerabile. Nonostante gli utenti sia domestici che commerciali siano sempre di più disponibili ad accettare le condizioni economiche previste all’interno del mercato libero, gli utenti serviti nel regime di maggior tutela rappresentano ancora la fetta più grande.

A fronte di questa domanda l’Arera attraverso la pubblicazione del documento, 397/2019/R/eel, ha avviato un processo introduttivo utile alla predisposizione della regolazione del servizio di salvaguardia per i clienti finali domestici e per le piccole-medie imprese: per tutti quei soggetti privi di un fornitore del libero mercato, all'indomani della cessazione del servizio di maggior tutela. Il documento prevederebbe:

  • una transizione graduale, dal mercato tutelato alla salvaguardia, garantendo la continuità della fornitura;
  • minimizzare le interferenze con il mercato libero evitando prezzi concorrenziali con quelli presentati dal libero mercato e incentivando il cliente all'uscita dalla salvaguardia;
  • l’istituzione di una procedura concorsuale, organizzato dall'Acquirente Unico, per l'esercizio della salvaguardia per i clienti domestici e le piccole-medie imprese che non avranno ancora scelto un fornitore del libero mercato.

Insoddisfazione per i clienti e le aziende del settore

Infine rimane scoperto anche la questione dell’albo dei venditori. Con le prime liberalizzazioni del settore energetico con le cosiddette lenzuolate dell’allora Ministro per lo Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, c’è stata una crescita esponenziale dei fornitori presenti sul mercato raggiungendo ad oggi, circa 400 agenti.

Questa crescita ha spinto alla necessità di formulare da parte del MiSE un albo dei venditori in grado di stabilire i criteri e i requisiti utili per l’ingresso al mercato energetico.

Ulteriore rinvio!In generale un nuovo rinvio significa sminuire la credibilità dell'intero mercato energetico, riducendo la sua credibilità nei confronti del consumatore. Qui il link per l'aggiornamento in tempo reale.

Il nostro pensiero: se questa nuova proroga dovesse confermarsi il mercato energetico subirebbe comunque un duro colpo. I clienti forniti nel servizio di maggior tutela perderebbero qualsiasi interesse o attrattiva per il libero mercato e le aziende del settore si troverebbero per l’ennesima volta in uno scenario di impossibilità a pianificare investimenti.

Aggiornato in data

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