Bollette a rischio per la guerra in Iran: aumenti fino a 585€ e 2 mosse per difendersi
Quali sono le migliori offerte luce e gas di oggi, 03/03/2026?
👇Servizio gratuito attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20.
Quali sono le migliori offerte luce e gas di oggi, 03/03/2026?
👇Il nostro contact center è momentaneamente chiuso. Confronta le offerte luce e gas o scegli quando essere ricontattato.
La guerra in Iran fa salire i prezzi di gas e petrolio e mette a rischio anche le bollette italiane. Secondo le simulazioni di Assium, nello scenario peggiore una famiglia potrebbe arrivare a spendere fino a 585 euro in più all'anno. Ecco cosa sta succedendo e le 2 mosse per difendersi dai rincari.
Perché la guerra in Iran fa aumentare i prezzi dell'energia?
L'attacco all'Iran da parte di Stati Uniti e Israele ha avuto effetti immediati sui mercati energetici internazionali. Nelle ore successive agli attacchi, le quotazioni di petrolio e gas sono tornate su livelli che non si registravano da mesi, alimentando il timore di nuovi rincari sulle bollette.
- La chiusura dello stretto di Hormuz: a questo snodo strategico passa circa il 20% del petrolio mondiale e quasi il 30% del GNL (gas naturale liquefatto). Anche solo il rischio di un blocco o di rallentamenti nel traffico marittimo è sufficiente a far salire i prezzi sui mercati;
- La possibile regionalizzazione del conflitto: come risposta all'attacco, l'Iran avrebbe colpito con droni alcuni impianti energetici in Qatar, uno dei maggiori esportatori mondiali di GNL dopo gli Stati Uniti. Un eventuale coinvolgimento diretto dei Paesi del Golfo renderebbe ancora più instabile il mercato;
A risentire maggiormente di questa tensione sono i Paesi asiatici, in particolare la Cina, tra i principali importatori dell'energia che transita dallo Stretto di Hormuz. Non a caso, una delle prime reazioni ufficiali di Pechino ha riguardato proprio la necessità di garantire la sicurezza della navigazione nell'area.
La situazione, però, preoccupa anche l'Europa. Dopo aver ridotto drasticamente le forniture di gas russo, l'Unione europea ha aumentato in modo significativo l'importazione di GNL. Nelle ore successive all'attacco, il prezzo del gas sulla borsa di Amsterdam (indice TTF) ha registrato un forte rialzo, fino ad arrivare nelle ultime ore a quasi 60 euro, quasi il doppio rispetto a prima della guerra.
L'importanza dello stretto di Hormuz
Come accennato, uno degli scenari che più preoccupa i mercati è l'estensione regionale del conflitto. Tra le leve strategiche a disposizione dell'Iran c’è lo Stretto di Hormuz, passaggio obbligato per una quota rilevante dell'energia mondiale.
Nelle ultime ore si sono registrati rallentamenti e deviazioni nelle rotte commerciali, con diverse navi in attesa di attraversare l'area. Anche senza una chiusura ufficiale, il solo aumento del rischio geopolitico è sufficiente a produrre effetti immediati sui mercati energetici.
Le conseguenze possono essere di due tipi:
- Sospensione o interruzione delle forniture: un rallentamento prolungato o, nello scenario più estremo, un blocco totale del traffico marittimo comprometterebbe una parte significativa del commercio globale di petrolio e GNL, con un inevitabile impatto sui prezzi all'ingrosso;
- Aumento dei costi: secondo Bloomberg, nelle ultime ore i noli delle petroliere avrebbero superato i 200.000 dollari al giorno, circa il doppio rispetto ai livelli precedenti all’escalation. Inoltre, alcune grandi compagnie assicurative starebbero rivedendo o sospendendo le coperture contro i rischi di guerra per le navi che transitano nel Golfo Persico.
Costi più elevati per trasporto e assicurazioni si potrebbero tradurre, a cascata, in un aumento del prezzo finale delle materie prime energetiche.
Restiamo in contatto!
Seguici sui nostri canali social oppure iscriviti alla newsletter!
Iscriviti alla Newsletter Raggiungici su Whatsapp Seguici su Telegram
Le bollette in Italia aumenteranno? Le prime stime
La risposta breve è sì. Ma l'entità degli aumenti dipenderà soprattutto dalla durata e dall'intensità del conflitto, oltre che dalla stabilità delle rotte energetiche nel Golfo.
In Italia gli effetti si potrebbero sentire sia sulla bolletta del gas sia su quella della luce:
- Gas: l'impatto riguarda in particolare il GNL che arriva via nave e viene rigassificato nei terminali italiani. L'Italia, inoltre, importa il 45% di gas naturale liquefatto dal Qatar. Se il prezzo del GNL sui mercati internazionali aumenta a causa delle tensioni nello Stretto di Hormuz, il rincaro si riflette sul prezzo all'ingrosso del gas;
- Luce: il sistema elettrico italiano è fortemente legato al gas. Circa il 40% dell'elettricità nazionale è prodotta in centrali termoelettriche alimentate proprio a gas. Questo significa che, quando aumenta il prezzo della materia prima, tende a salire anche quello dell'energia elettrica sul mercato.
Chi rischia di più?
I più esposti sono i clienti con una tariffa a prezzo indicizzato, cioè legata all'andamento della materia prima: per la luce il riferimento è il PUN (Prezzo Unico Nazionale), per il gas è il PSV (Punto di Scambio Virtuale). Se questi indici salgono, la bolletta aumenta nei mesi successivi.
Secondo alcune proiezioni elaborate da Assium (Associazione Italiana Utility Manager), l'impatto su una famiglia tipo di quattro persone potrebbe essere il seguente:
- +10% su luce e gas: circa 207 euro in più all'anno;
- +20% gas e +15% luce: fino a 378€ in più;
- +30% gas e +25% luce: fino a 585€ l'anno.
Si tratta di simulazioni basate su diversi scenari, molto dipenderà dall'evoluzione del conflitto e dalla rapidità con cui i mercati torneranno a stabilizzarsi.
Come difendersi dagli aumenti?
Se i prezzi all'ingrosso di gas e luce dovessero restare elevati per settimane o mesi, l'impatto sulle bollette sarebbe difficile da evitare. Tuttavia, esistono alcune strategie per contenere la spesa energetica e ridurre il rischio di rincari improvvisi.
La prima opzione è scegliere una tariffa a prezzo fisso, che blocca il costo della materia prima per 12 o 24 mesi. Anche le offerte a prezzo fisso potrebbero incorporare aumenti se sottoscritte in una fase di mercato difficile. Tuttavia, rispetto alle tariffe indicizzate (che seguono in modo diretto l'andamento di PUN e PSV) rappresentano una soluzione più stabile e prevedibile.
Per confrontare le proposte disponibili è possibile utilizzare il comparatore energia di Selectra, così da verificare le condizioni aggiornate e l'eventuale convenienza del cambio fornitore.
La seconda leva è il controllo dei consumi domestici. Nel caso del gas, abbassare anche solo di un grado il termostato permette di ridurli fino al 10%. Si possono anche diminuire le ore di accensione, o concentrare il riscaldamento solo nelle stanze in cui è davvero necessario.
Per la luce, è il momento di passare a elettrodomestici di classe energetica più alta, sistemi di illuminazione più efficienti (come le lampadine a LED) ed evitare di consumare energia inutilmente con i dispositivi in stand-by.
Sono accorgimenti semplici, ma in uno scenario di tensione energetica prolungata possono fare la differenza sul totale annuo della bolletta.
Hai bisogno di aiuto?
Se hai bisogno di cambiare tariffa o capire se quella che hai adesso è davvero conveniente, contatta gli esperti energia di Selectra, ti assisteranno gratuitamente: chiama il numero 02 9475 5339!chiama il numero 02 9475 5339!prendi un appuntamento! prendi un appuntamento!