Guerra in Iran, bollette e benzina alle stelle: gli aumenti arrivano a 29 miliardi
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La crisi in Iran fa salire i prezzi dell'energia: secondo la CGIA, nel 2026 famiglie e imprese italiane potrebbero spendere quasi 29 miliardi di euro in più tra bollette, gasolio, benzina ed elettricità. Ecco cosa sta succedendo e come difendersi dai rincari.
Quanto costa la guerra in Iran agli italiani
Lo shock energetico causato dal conflitto nel Golfo Persico costerà agli italiani quasi 29 miliardi di euro. È questa la stima per il 2026 elaborata dall'Ufficio Studi della CGIA di Mestre, che ha analizzato l'impatto della guerra in Iran su famiglie e imprese.
Rispetto al 2025, l'aumento è di circa il 16%, distribuito così:
- Benzina e diesel: 13,6 miliardi in più (+20,4%);
- Energia elettrica: 10,2 miliardi in più (+12,9%);
- Gas: 5 miliardi in più (+14,6%).
Alla base dei rincari ci sono le tensioni nello stretto di Hormuz, area strategica per il trasporto mondiale di petrolio e gas naturale liquefatto. Le difficoltà e i rallentamenti nel traffico marittimo hanno aumentato l'incertezza sui mercati energetici, facendo salire soprattutto il prezzo dei carburanti.
In Italia, benzina e diesel hanno così raggiunto circa 2 euro al litro. Anche il gas naturale liquefatto (GNL) resta centrale per il sistema energetico italiano: una quota importante delle importazioni arriva dal Qatar, e le tensioni nell'area rischiano di avere effetti diretti sui prezzi.
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Cosa succede alle bollette di luce e gas
Sulla bolletta della luce, gli aumenti previsti per il 2026 sfiorano i 10 miliardi di euro. A pesare è soprattutto la dipendenza dell'Italia dal gas per la produzione di energia elettrica: circa il 40% dell'elettricità nazionale viene infatti generato in centrali termoelettriche alimentate a gas.
Le tensioni nello stretto di Hormuz hanno provocato un aumento del costo delle materie prime energetiche, con effetti a cascata sulle tariffe di luce e gas.
Anche le bollette del gas registrano rincari significativi: secondo la CGIA, l'aumento previsto è di circa 5 miliardi di euro, pari al 14,6% in più rispetto al 2025.
Gli effetti dei rincari si fanno sentire in tutta Italia. Nel secondo trimestre del 2026, ARERA ha comunicato un aumento dell'8,1% per i clienti vulnerabili. Le stime della CGIA indicano che la pressione sui prezzi potrebbe continuare anche nei prossimi mesi, soprattutto per chi ha sottoscritto tariffe indicizzate.
Le misure del Governo per contenere gli aumenti
Il Governo ha approvato il Decreto Bollette, una manovra da circa 5 miliardi di euro che include diverse misure di sostegno. Tra queste, un contributo straordinario di 115€ destinato a circa 2,64 milioni di famiglie già beneficiarie del bonus sociale elettrico, accreditato in automatico in bolletta senza bisogno di presentare domanda. Secondo la CGIA, però, le risorse messe in campo finora "appaiono insufficienti".
Prezzo fisso o indicizzato: quale conviene davvero oggi
Con i prezzi dell'energia in crescita e lo scenario geopolitico ancora instabile, contenere i costi delle bollette nei prossimi mesi diventa sempre più importante. Le strategie principali sono due: ridurre i consumi e scegliere con attenzione la tariffa più adatta.
Nel mercato libero esistono due grandi tipologie di offerte:
- Prezzo fisso: il costo della materia prima resta bloccato per 12 o 24 mesi e non segue le oscillazioni del mercato all'ingrosso. In una fase di forte volatilità, queste offerte possono offrire maggiore stabilità;
- Prezzo indicizzato: il prezzo segue l'andamento del mercato energetico all'ingrosso. Nei periodi di calo può risultare più conveniente, ma espone maggiormente ai rincari improvvisi.
In uno scenario come quello attuale, una tariffa a prezzo bloccato può offrire maggiore stabilità e tenere al riparo il budget familiare almeno per i prossimi 12 mesi. Per orientarsi tra le offerte del mercato libero, è utile usare un comparatore luce e gas e confrontare le tariffe sulla base dei consumi reali della propria famiglia, scegliendo quella più adatta alle proprie abitudini di consumo.
La seconda leva per risparmiare è la riduzione dei consumi, particolarmente importante durante l'estate, quando l'uso dei condizionatori aumenta.
Per limitare gli sprechi è consigliabile effettuare una manutenzione regolare, evitare temperature troppo basse e utilizzare, quando possibile, la modalità deumidificazione.
Anche alcune semplici abitudini quotidiane (come chiudere tapparelle e persiane nelle ore più calde oppure utilizzare i programmi eco degli elettrodomestici) possono contribuire a ridurre le spese mensili.