In breve:
- il 5G in Italia copre nel 2026 oltre il 95% della popolazione con almeno una rete attiva (TIM, Vodafone, WindTre, Iliad);
- la modalità 5G Standalone arriva al 70% della popolazione: latenze più basse e prestazioni di picco;
- il mercato del 5G vale oltre 1,5 miliardi di euro all'anno nel 2025 in Italia (era 200 milioni nel 2022);
- le frequenze 700 MHz liberate dal digitale terrestre hanno spinto la copertura indoor e nelle aree rurali.
Dalla partenza lenta alla diffusione di massa
Il 5G in Italia è partito in modo cauto. I primi servizi commerciali, lanciati da TIM e Vodafone nel giugno 2019, raggiungevano solo cinque città (Milano, Roma, Torino, Bologna, Napoli) e il numero di utenti restò sotto le 100.000 unità per tutto il 2019. Tre i motivi della partenza lenta:
- il costo elevato delle frequenze nell'asta del 2018 (oltre 6,5 miliardi di euro per i quattro operatori), che ha frenato gli investimenti subito dopo;
- la mancanza di smartphone 5G economici (solo fascia premium nel 2019);
- le frequenze 700 MHz per il 5G erano ancora occupate dal digitale terrestre, in attesa del refarming completato solo nel 2022;
- i limiti italiani all'esposizione elettromagnetica (6 V/m) richiedevano più antenne per garantire la stessa copertura, rallentando il deployment.
A distanza di anni, lo scenario è completamente diverso. Il completamento del refarming 700 MHz, l'ingresso di Iliad nel 5G commerciale (2021) e la generalizzazione degli smartphone 5G hanno fatto crescere rapidamente il mercato.
La copertura 5G nel 2026
Secondo l'Osservatorio 5G di AGCOM e i report di NPerf/Opensignal, la copertura italiana nel 2026 raggiunge:
| Operatore | Copertura 5G popolazione | Modalità Standalone | Frequenze attive |
|---|---|---|---|
| TIM | ~97% | ~78% | 700 MHz, 3,6 GHz, 26 GHz (mmWave) |
| Vodafone | ~95% | ~80% | 700 MHz, 3,6 GHz, 26 GHz |
| WindTre | ~94% | ~65% | 700 MHz, 3,7 GHz |
| Iliad | ~85% | ~50% | 700 MHz, 3,7 GHz |
5G Standalone vs Non-Standalone
Il 5G Standalone (SA) usa una core network 5G nativa e garantisce latenze sotto i 10 ms, network slicing e tutte le potenzialità del 5G. Il 5G Non-Standalone (NSA) si appoggia ancora sulla rete 4G LTE per il piano di controllo: dà velocità più alte ma non i benefici di latenza. Nel 2026 quasi tutti gli operatori hanno completato la transizione al SA nelle aree urbane.
Quanto vale il mercato 5G italiano
L'evoluzione del valore del mercato 5G in Italia, secondo le stime dell'Osservatorio 5G del Politecnico di Milano:
- 2022: circa 200 milioni di euro (ricavi diretti dai servizi 5G);
- 2023: 450 milioni di euro;
- 2024: 850 milioni di euro;
- 2025: oltre 1,5 miliardi di euro;
- 2026 (stima): 2 miliardi di euro.
Le previsioni indicano che entro il 2030 il mercato 5G italiano supererà i 5 miliardi di euro annui, includendo non solo le tariffe consumer ma anche i ricavi dai servizi B2B (Industria 4.0, smart city, telemedicina, FWA enterprise).
Il prossimo passo: 5G Advanced, 6G e 7G
5G Advanced (5.5G): l'evoluzione già in roll-out
Dal 2024 gli operatori italiani hanno iniziato a sperimentare il 5G Advanced (anche detto "5.5G"), basato sulle release 18 e 19 di 3GPP. Le novità principali:
- Latenze sotto i 5 ms per applicazioni industriali e medicali;
- velocità di picco fino a 20 Gbps in download e 5 Gbps in upload;
- integrazione nativa di AI / Machine Learning per ottimizzare l'instradamento del traffico;
- supporto a RedCap per dispositivi IoT a basso costo (sostituirà gradualmente il 2G ancora attivo).
6G: l'orizzonte 2030
Più in là, il 6G è già in fase di standardizzazione presso 3GPP e ITU. Le prime specifiche tecniche (Release 21 di 3GPP) sono attese per il 2028, con i primi servizi commerciali tra il 2030 e il 2032. Le promesse:
- velocità di picco fino a 1 Tbps (1.000 Gbps, ×50 rispetto al 5G);
- latenze sotto il millisecondo, abilitando "internet aptico" e robotica remota in tempo reale;
- uso delle frequenze sub-terahertz (100-300 GHz) per scenari indoor ad altissima capacità;
- integrazione satellite + terrestre nativa.
In Italia il progetto 6G-RESTART dell'INRiM e CNIT ha già avviato sperimentazioni a Torino, Milano e Pisa su frequenze 100-200 GHz.
7G: ricerca accademica per il 2040
Il 7G è invece ancora puramente teorico: nessun ente standardizzatore ha avviato la roadmap. Gli scenari ipotizzati dalla ricerca includono l'uso di frequenze terahertz e luce visibile (LiFi), l'integrazione totale con i satelliti LEO di nuova generazione e la computazione quantistica distribuita nella rete. Le proiezioni più ottimistiche pongono il 7G commerciale intorno al 2040-2045, in linea col ciclo storico delle generazioni mobile (~10 anni l'una).

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5G in Italia: domande frequenti
Quanto vale il mercato 5G in Italia?
Secondo l'Osservatorio 5G del Politecnico di Milano, il valore del mercato 5G italiano è cresciuto da circa 200 milioni di euro nel 2022 a oltre 1,5 miliardi nel 2025. Le previsioni indicano 2 miliardi per il 2026 e oltre 5 miliardi entro il 2030.
Qual è il migliore operatore 5G in Italia?
Nel 2026 TIM e Vodafone hanno la copertura 5G più ampia (rispettivamente 97% e 95% della popolazione), seguite da WindTre (94%) e Iliad (85%). Le differenze nelle velocità reali sono minime nelle aree urbane. Per scegliere, conviene verificare la copertura 5G del proprio indirizzo specifico sul sito di ciascun operatore.
Perché il 5G in Italia è partito così lentamente?
Tre motivi: il costo altissimo delle frequenze nell'asta 2018 (oltre 6,5 miliardi di euro complessivi), i limiti italiani di esposizione elettromagnetica tra i più severi al mondo (6 V/m, che richiedono più antenne), e l'occupazione delle frequenze 700 MHz da parte del digitale terrestre fino al refarming completato a fine 2022.