Apple e Coronavirus: ritardi nella produzione degli iPhone

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Apple annuncia ritardi negli IPhone a causa del Coronavirus

Il 17 febbraio a Cupertino, Apple ha annunciato i nuovi dati economici trimestrali ai propri azionisti. L’epidemia di coronavirus Covid-19 ha colpito duramente la produzione e la distribuzione dei dispositivi Apple impattando con ingenti perdite economiche e ritardi nella catena di vendita. Vediamo come evolve la situazione nel mondo e in Italia.


  • In 3 punti
  • Dati economici negativi per Apple. La trimestrale sarà peggiore del previsto a causa dell'epidemia di Coronavirus in Cina;
  • Nell'area lombarda sono molte le pubbliche amministrazioni e le aziende che fanno lavorare i propri dipendenti da remoto;
  • Dopo Eni ed Enel, anche Vodafone e Fastweb hanno optato per lo smart working nelle zone a rischio.

Apple si arrende al Coronavirus

Il coronavirus, ormai epidemia la cui paura di contagio sta attanagliando il mondo in moltissimi Paesi, sembra preoccupare anche Apple e i propri investitori. A tal proposito pare che l'azienda di Cupertino non raggiungerà gli obiettivi economici di Marzo, le cui linee guida sono state comunicate il 28 gennaio 2020. I fattori principali di questo sicuro insuccesso risiedono nel fatto che la fornitura di iPhone è limitata.

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Ciò perché, nonostante i siti di produzione dei partner Apple si trovino fuori la provincia di Hubei e nonostante i siti siano stati riaperti, le attività di produzione hanno ripreso ad un ritmo meno sostenuto del previsto. Tali carenze di produzione dei dispositivi influenzeranno le entrate in tutti i continenti. Il secondo motivo che vede Apple vittima di pesanti perdite economiche, risiede nel fatto di una netta diminuzione della domanda in Cina.

C'è da dire che tutti i negozi Apple in Cina e molti dei negozi partner sono stati chiusi e, oltretutto, i negozi di terze parti che sono rimasti aperti hanno operato a scartamento ridotto e con volumi in termini di clientela veramente molto bassi.

Per Apple le attività in Cina tornano lentamente alla normalità

Rallentamenti nella catena di approvvigionamento dei prodotti elettronici sono dovuti soprattutto alle chiusure delle fabbriche della Foxconn, enormi "cittadelle" dove lavorano migliaia di lavoratori e dove il rischio contagio è più che mai probabile. Apple fa però sapere che i negozi stanno gradualmente riaprendo le saracinesche e che ciò sta avvenendo nel modo più sicuro possibile per la pubblica incolumità.

Ovviamente, uffici e i centri di assistenza in Cina sono aperti ovunque. Tralasciando la situazione cinese, la domanda per i prodotti Apple resta forte e stabile in quasi tutti i Paesi e, anche se la situazione è ancora in evoluzione, ad Aprile saranno diffusi nuovi dati in merito alla situazione economica a chiusura della prima trimestrale dell’anno.

A parte la situazione economica Apple, si prevedono ritardi anche nello sviluppo globale delle reti 5G, soprattutto a causa dei rinvii dei tavoli di sviluppo del 3GPP, ente responsabile per la definizione dei nuovi standard di telecomunicazione mondiale.

Coronavirus e Telco: in Italia smart working per Vodafone e Fastweb

Se Oltreoceano il coronavirus sembra destare preoccupazioni in ambito telco soprattutto dal punto di vista economico, visti i recenti sviluppi, in Italia la situazione è molto diversa.  Sono molte, infatti, le aziende che pensano allo smart working. Nell'ambito delle telecomunicazioni, tra le aziende italiane che in via precauzionale hanno chiesto ai propri dipendenti di lavorare da remoto c'è Vodafone che ha deciso di chiudere il Vodafone Building di Via Bisceglie a Milano. Secondo Il Giorno, ha preferito far lavorare i propri impiegati in remoto fino a mercoledì 26 febbraio.

Anche Fastweb sembra aver preferito la via dello smart working per i dipendenti delle zone a maggior rischio di contagio. Secondo alcune indiscrezioni, infatti, i dipendenti avrebbero ricevuto tale comunicazione:

I dipendenti delle sedi sotto riportate lavoreranno da remoto per i giorni 24 e 25/02: NEXXT, CARACCIOLO, BERNINA, TORINO, BOLOGNA E PADOVA.

Intanto la situazione si aggrava: ad oggi sono 7 i morti in Italia a causa del coronavirus. La John Hopkins University di Baltimora (Stati Uniti), ha rilasciato una mappa epidemica interattiva che permette di monitorare la situazione dei contagiati e delle vittime in Italia e nel Mondo.

Aggiornato in data

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