Rientro oneri di sistema in bolletta

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Rientro degli Oneri di Sistema in bolletta: quali sono le conseguenze?
Rientro degli Oneri di Sistema in bolletta: quali sono le conseguenze?

L’ultimo Decreto Bollette ha reintrodotto gli oneri di sistema nella bolletta dell’energia elettrica, prorogando invece il taglio degli oneri nella fattura del gas. A che cosa corrisponde questa voce e quanto è destinata a gravare sulle tasche degli italiani questa misura del governo italiano?

Tornano gli oneri di sistema

Lo scorso 31 marzo è entrato in vigore il Decreto Bollette, l’ultimo provvedimento del Governo Meloni contenente le misure in aiuto di famiglie e imprese per sostenere le spese legate all’acquisto di energia elettrica e gas.

Tra le misure definite dall’esecutivo italiano, c’è la riconferma del taglio agli oneri di sistema nelle bollette del gas. Vengono invece reintrodotti in fattura gli oneri di sistema sull’energia elettrica.

Una decisione causata anche dal calo del costo dell’energia elettrica che ha caratterizzato il primo trimestre del 2023, grazie al quale i consumatori hanno potuto tirare un sospiro di sollievo. Un trend che dovrebbe essere confermato anche nel secondo semestre dell’anno.

Nel secondo trimestre 2023 si registrerà una riduzione del costo per l’energia elettrica per la famiglia tipo, con una variazione della spesa complessiva del -55,3% rispetto al trimestre precedente.

Dal primo aprile 2023, l’ammontare della spesa per oneri di sistema è stimata da ARERA - Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente - sui 3,03 centesimi di euro per kilowattora.

Oneri di sistema: cosa sono?

Gli oneri di sistema sono costi fissi che vengono conteggiati all'interno delle bollette per il gas e per l'energia elettrica, con valori diversi. Vengono applicati a tutte le utenze domestiche. Essendo dei costi previsti dalla legge, non dipendono dal fornitore e compaiono in tutte le bollette a prescindere dalla compagnia scelta: il valore viene definito da ARERA e, di norma, viene rivisto ogni trimestre.

  • Gli oneri di sistema sull’energia sono composti da:
  • Quota energia (euro/kWh)
  • Quota potenza (euro/kW/anno), non prevista per le abitazioni
  • Quota fissa (euro/anno), non applicata alle abitazioni di residenza anagrafica

In buona sostanza, si tratta di una componente in bolletta con cui vengono sostenuti diversi costi, dal sostegno alle fonti rinnovabili, alla ricerca tecnologica del settore, passando per la spesa necessaria per garantire energia elettrica ai cittadini in stato di disagio economico.

Per il secondo semestre del 2023, secondo le stime di ARERA, questa voce peserà per il 12,5% nella fattura della famiglia tipo.

La componente tariffaria ASOS a copertura degli oneri generali relativi al sostegno delle energie rinnovabili, pesa per l’84,71% degli oneri generali. La componente ARIM, a copertura dei rimanenti oneri generali, pesa complessivamente per il 15,29% ed è composta da:

  1. 3,24% per la promozione dell’efficienza energetica
  2. 1,46% per il sostegno alla ricerca di sistema
  3. 1,91% per le compensazioni alle imprese elettriche minori
  4. 1,98% per i regimi tariffari speciali per il servizio ferroviario universale e merci
  5. 6,70% per il bonus elettrico

Gli oneri di sistema della bolletta dell’energia elettrica elettrica sono diversi, più numerosi e più onerosi rispetto a quelli della bolletta del gas.

Le bollette aumenteranno?

È la domanda che, a questo punto, si pongono giustamente i consumatori: con la reintroduzione degli oneri di sistema nella bolletta dell’elettricità, c’è da aspettarsi una nuova stangata ai danni delle famiglie, già provate da un anno di continui rincari energetici? In realtà, le associazioni di consumatori non escludono che il ripristino degli oneri di sistema abbia un impatto significativo in fattura.

Per il Codacons, il ritorno degli oneri di sistema avrà infatti un impatto pari a +125 euro a famiglia, portando la bolletta media attuale della luce da 1.434 euro a 1.559 euro annui, con un aumento del +8,7%.

Dello stesso avviso anche Federconsumatori: secondo l'associazione, il ripristino degli oneri di sistema per l’elettricità potrebbe addirittura azzerare i benefici ottenuti finora, grazie alla flessione dei costi energetici e ai sostegni predisposti nei precedenti decreti, rischiando anche di determinare ulteriori aumenti, che secondo Federconsumatori potrebbero attestarsi a oltre 282 euro annui a famiglia in regime di maggior tutela. Tuttavia, nel secondo trimestre del 2023 l’aumento della spesa dovuta al ritorno degli oneri di sistema sarà parzialmente compensato da un calo del valore della voce spesa per la materia prima energia.

Secondo le stime di ARERA, questa flessione è dovuta alla riduzione della componente PE a copertura dei costi di acquisto dell’energia elettrica (-60,9%) e della componente PD a copertura dei prezzi di dispacciamento (-1,2%).

Non è dunque escluso che il ritorno degli oneri di sistema nella bolletta dell’energia elettrica graveranno sulle tasche degli italiani tuttavia, grazie alla flessione del prezzo dell’energia, la fattura non dovrebbe subire i rincari che abbiamo visto nel 2022. Almeno per quanto riguarda il secondo trimestre del 2023: ma dopo?

La previsione di ARERA per i prossimi mesi non è, infatti, tra le più ottimistiche: nella memoria in merito al Decreto Bollette, l’Authority ha sottolineato quanto le quotazioni dei mercati all’ingrosso dell’energia elettrica per i prossimi mesi abbiano di nuovo mostrato volatilità crescente e che, dunque, siano previsti aumenti di circa il 10% nel terzo trimestre e del 25% nel quarto trimestre rispetto alle quotazioni del secondo trimestre.

Eventuali scostamenti al rialzo del PUN 2023 - Prezzo Unico Nazionale - dai valori assunti per la previsione del fabbisogno della componente ASOS a copertura degli oneri generali per il supporto alle fonti rinnovabili potranno comportare una riduzione di tale fabbisogno rispetto a quanto stimato, ma comporterebbero anche un aumento della componente ARIM a copertura degli altri oneri.

Vista la situazione, dunque, potrebbe comunque essere utile dedicare attenzione alle offerte sul mercato libero, così da verificare la possibilità di risparmiare sul costo dell’energia. A maggior ragione vista la prossima chiusura del mercato di maggior tutela, prevista per gennaio 2024.

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La bolletta mensile è calcolata con un consumo di 1800 kWh e 800 Smc e include eventuali sconti previsti dall'offerta, imposte e IVA; per le tariffe indicizzate è usata una stima del prezzo PUN (luce) e del PSV (gas) del prossimo anno pubblicato dall'Autorità.

Decreto bollette

Come abbiamo visto, la reintroduzione degli oneri di sistema è una misura prevista dall’ultimo Decreto Bollette emanato dal Governo Meloni, entrato in vigore il primo aprile.

Decreto Bollette 2023 In Gazzetta Ufficiale n. 76 del 30 marzo 2023 è stato pubblicato il Decreto Bollette (D.L. 30 marzo 2023 n. 34), recante misure urgenti a sostegno delle famiglie e delle imprese per l'acquisto di energia elettrica e gas naturale, nonché in materia di salute e adempimenti fiscali.

Si tratta di un pacchetto di misure per cui sono stati stanziati 4,9 miliardi di euro e che ha parzialmente confermato alcune misure di aiuti previsti dai precedenti decreti.

  • Le misure del Decreto Bollette 2023:
  • Tariffe agevolate per la fornitura di energia elettrica dei clienti domestici economicamente svantaggiati o in gravi condizioni di salute
  • Aliquota del 5% per il gas metano
  • Taglio agli oneri di sistema del gas
  • Crediti d’imposta destinati alle imprese per l’acquisto di energia e gas
  • Introduzione di un bonus riscaldamento applicabile a partire dal primo ottobre

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