Lavori da casa? Inquini molto meno, ma il condizionatore rischia di alzare la bolletta
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Lo smart working può ridurre le emissioni fino al 75%, secondo uno studio ENEA-Banca d'Italia. Ma con l'estate alle porte c'è un effetto collaterale da non sottovalutare: il condizionatore acceso tutto il giorno può far salire i consumi domestici. Ecco gli errori da evitare per non far esplodere la bolletta.
Perché lo smart working fa bene all'ambiente
Lo smart working può ridurre le emissioni di CO2 fino al 75%. È il risultato di un'indagine realizzata da ENEA in collaborazione con Banca d'Italia, con l'obiettivo di analizzare come cambiano emissioni e consumi domestici tra chi va ogni giorno in ufficio e chi lavora da remoto.
Lo studio si basa su 4.255 risposte a un questionario somministrato al personale della Banca d'Italia. Ecco i risultati:
- 1,1 kg di CO2 equivalente per una giornata di lavoro da remoto;
- 4,1 kg di CO2 equivalente per una giornata da pendolare casa-lavoro;
- 22,2 km è la distanza media percorsa dai dipendenti, in circa 42 minuti;
- il 39% di questi spostamenti viene fatto con il treno, il 38% con un'auto privata (il 70% a gasolio o benzina).
Restare in smart working, quindi, taglia le emissioni quotidiane di circa il 75%. I risultati confermano quanto sostiene l'IEA (International Energy Agency), che inserisce il lavoro da remoto tra i consigli per contenere i consumi e gli aumenti dovuti alla crisi energetica.
Perché lo smart working può aumentare i consumi domestici
Oltre a misurare la riduzione delle emissioni, lo studio ENEA-Banca d'Italia analizza anche gli effetti sui consumi di casa. Lo smart working, infatti, non li azzera, ma li sposta. Lavorando in remoto si tengono le luci accese, si usa il computer per ore e si accendono riscaldamento o climatizzatore per regolare la temperatura.
Il risultato è un aumento complessivo dei consumi domestici, che secondo l'indagine è suddiviso così: il 63% deriva dal riscaldamento, il 29% dall'aria condizionata, l'8% dall'uso di computer e illuminazione.
Mentre ci avviciniamo all'estate, è fondamentale utilizzare il condizionatore in maniera efficiente. E qui scatta il paradosso: chi va in ufficio accende lo split solo due o tre ore la sera, al rientro; chi è in smart working potenzialmente lo tiene acceso anche per molte ore consecutive. Senza qualche accorgimento, il guadagno ambientale rischia di trasformarsi in un costo extra sulla bolletta della luce.
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Smart working e climatizzatore: gli errori più costosi in bolletta
Se hai in programma di lavorare da remoto nel periodo estivo, evitare gli errori più comuni con il condizionatore può fare la differenza sulla bolletta di casa. Ecco i più comuni:
- Temperatura troppo bassa: ENEA consiglia di impostarla 2 o 3 gradi sotto la temperatura esterna, senza mai scendere sotto i 24-26°C;
- Filtri non puliti: i filtri del condizionatore sporchi possono ridurre l'efficienza fino al 30%, facendo consumare di più a parità di raffrescamento;
- Rinfrescare più stanze contemporaneamente: se lavori nello studio, non ha senso tenere lo split acceso in salotto e in camera da letto;
- Tenere la finestra aperta: chiudere persiane e vetri aiuta a mantenere il fresco e protegge dal calore del sole;
- Orientare male le alette: evita di puntarle addosso alla scrivania. L'impostazione migliore per le alette del condizionatore è orizzontale o verso l'alto (l'aria fredda scende da sola).
Come risparmiare senza rinunciare al fresco?
La prima leva per evitare bollette troppo alte è sfruttare al massimo la modalità deumidificazione. L'umidità è fondamentale per la nostra percezione del calore, ridurla rende il caldo meno soffocante. Un'altra soluzione è sfruttare un ventilatore, che può aiutare ad aumentare la temperatura del condizionatore senza perdere comfort.
Un altro tema da non sottovalutare è quello dell'isolamento termico. Abbassare le tapparelle o chiudere le tende, soprattutto nelle ore più calde del giorno, evita che la casa si trasformi in una serra. Conviene aprire le finestre la mattina presto o dopo il tramonto, quando l'aria esterna è più fresca.
Infine, non bisogna ignorare il consumo in stand-by dei dispositivi. Quando non li utilizzi, spegni PC, monitor e periferiche usando una ciabatta con interruttore. Eviterai consumi invisibili, che in una stanza dedicata allo smart working possono incidere più di quanto pensi.
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