Stai accendendo i termosifoni all'ora sbagliata (e paghi di più)
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Con il ritorno del freddo anche a fine inverno, usare bene il riscaldamento diventa essenziale per non far salire la bolletta. E tra gli errori più comuni ce n'è uno che molti fanno ogni mattina: non dipende dai gradi in casa, ma da quando si accendono i termosifoni.
Ondata di freddo e guerra in Iran: perché fare attenzione al riscaldamento
Con il ritorno del freddo previsto per la seconda metà di marzo, molte famiglie in Italia stanno riaccendendo il riscaldamento. In questi giorni, infatti, una nuova irruzione di aria fredda sta riportando temperature più basse e persino il rischio di gelate tardive in alcune zone del Paese.
Allo stesso tempo, il mercato dell'energia è sotto shock: le tensioni internazionali e il conflitto in Iran hanno spinto verso l'alto i prezzi del gas sui mercati europei, con aumenti anche superiori al 50% nelle ultime settimane.
Tradotto: ogni errore nel modo in cui si usa il riscaldamento può pesare sulla bolletta. E uno degli sbagli più comuni riguarda proprio il momento in cui si accendono i termosifoni al mattino. Esiste però un piccolo accorgimento (il "trucco dei 30 minuti") che può aiutare a evitare sprechi e migliorare il comfort in casa.
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Riscaldare una casa fredda costa davvero di più?
L’idea di lasciare il riscaldamento sempre acceso è molto diffusa. Molti pensano infatti che spegnere i termosifoni per diverse ore (soprattutto durante la notte) faccia raffreddare pareti, pavimenti e mobili, costringendo l'impianto a uno sforzo molto maggiore quando viene riacceso.
Per riportare la casa alla temperatura desiderata, la caldaia deve effettivamente lavorare di più per un certo periodo. Da qui nasce la convinzione che questo picco di consumo possa annullare qualsiasi risparmio ottenuto durante le ore in cui il riscaldamento è spento.
In realtà, questo approccio ha dei limiti. Il calore tende sempre a disperdersi verso l’esterno: più grande è la differenza di temperatura tra interno ed esterno, più velocemente si perde energia. Tenere la casa a 20°C per tutta la notte quando fuori fa molto freddo significa quindi compensare continuamente queste dispersioni.
Per questo molti esperti consigliano una soluzione intermedia: abbassare il termostato durante la notte, ad esempio intorno ai 16°C. In questo modo si riducono le perdite di calore nelle ore notturne, ma si evita anche che l'impianto debba lavorare troppo per riportare rapidamente la casa a una temperatura confortevole al mattino.
Quanto si risparmia abbassando il termostato?
Secondo ENEA, l'Agenzia nazionale per l'efficienza energetica, ogni grado in meno sul termostato può ridurre del 5-10% i consumi dell'impianto.
Il trucco dei 30 minuti per combinare comfort e risparmio
Se di notte si abbassa la temperatura, il rischio è aspettare il momento della sveglia per riportarla a un livello confortevole. In molti casi conviene invece programmare la risalita con un po’ di anticipo: è questo il cosiddetto trucco dei 30 minuti, che permette di trovare la casa più calda al mattino senza tenere il riscaldamento alto per tutta la notte.
Ecco come organizzare meglio il comfort in casa:
- Al mattino: imposta il termostato in modo che la temperatura torni a quella standard 30 minuti prima del risveglio. Quando ti alzerai, l'ambiente sarà già più confortevole;
- La sera: programma l'abbassamento della temperatura circa 30 minuti prima di andare a dormire. Il calore accumulato in casa aiuterà a mantenere una sensazione di comfort nelle prime ore della notte;
- Al rientro dal lavoro: la stessa logica può essere applicata anche quando la casa resta vuota per diverse ore. Puoi programmare una temperatura più bassa durante la giornata e farla risalire circa 30 minuti prima del rientro, così da trovare un ambiente accogliente senza consumare inutilmente.
Questo metodo è ovviamente molto più semplice con un termostato programmabile, che resta uno degli investimenti più efficaci per chi vuole un riscaldamento più efficiente. Ricorda che i minuti di anticipo possono variare in base all'isolamento dell’abitazione e al tipo di impianto, ma partire da 30 minuti è spesso un buon compromesso.
Hai una pompa di calore? Meglio evitare forti sbalzi di temperatura
Se in casa hai una pompa di calore, il trucco va usato con più cautela. Questi impianti sono più efficienti quando mantengono una temperatura abbastanza stabile, mentre aumenti troppo rapidi dei gradi possono ridurne il rendimento. In alcuni casi il sistema può anche attivare una resistenza elettrica di supporto, che consuma di più.
La temperatura minima da non superare mai
Quando si lascia la casa vuota per molte ore o per alcuni giorni, la tentazione di spegnere completamente il riscaldamento per risparmiare è forte. In realtà, far scendere troppo la temperatura può creare problemi, soprattutto nelle zone più fredde o in caso di nuovi cali termici.
Il rischio principale è il gelo nelle parti più esposte dell'impianto, con possibili danni alle tubature. A metà marzo questo pericolo è più basso rispetto ai mesi invernali più rigidi, ma non va escluso del tutto.
Se stai per partire per il weekend, meglio non spegnere tutto: imposta almeno la modalità antigelo oppure assicurati che il termostato non scenda sotto i 12°C. È un compromesso utile per proteggere la casa e limitare i consumi durante l'assenza.