È il dubbio che viene a chiunque abbia dormito in una stanza affittata: quella sveglia puntata sul letto è solo una sveglia? La verifica non richiede né un rilevatore professionale né un'app da scaricare, perché lo strumento è già nella tasca di chi entra in camera. La fotocamera dello smartphone percepisce una parte dello spettro luminoso che l'occhio umano non vede, ed è esattamente la luce che le telecamere nascoste usano per riprendere al buio.
Il controllo completo richiede due passaggi e meno di due minuti: prima il giro con la fotocamera a luci spente, poi il secondo parere della bussola, l'app preinstallata che quasi nessuno apre mai. Nessuno dei due è infallibile, ma insieme coprono i nascondigli più usati.
I LED a infrarossi, il punto debole delle telecamere spia
Una telecamera che deve riprendere una stanza buia ha bisogno di illuminarla, ma senza farsi notare: per questo monta una corona di LED a infrarossi. La luce infrarossa esiste, illumina l'ambiente per il sensore della telecamera, e l'occhio umano semplicemente non la percepisce.
Il sensore che sta dentro ogni fotocamera digitale, invece, la luce infrarossa la registra eccome. Nelle foto di tutti i giorni sarebbe un problema: i colori uscirebbero slavati, con un velo rossastro sopra. Per questo i produttori mettono davanti al sensore un filtro che taglia via l'infrarosso e lascia passare solo la luce che vediamo anche noi.
Quel filtro, però, non sta ovunque. Sulla fotocamera posteriore, quella con cui si scattano le foto, c'è quasi sempre. Sulla frontale, più piccola e pensata per selfie e videochiamate, su molti modelli manca o è meno efficace: la luce infrarossa passa e arriva al sensore. È per questo che, in una stanza buia, la fotocamera dei selfie mostra sullo schermo dei puntini luminosi dove l'occhio non vede assolutamente nulla.
La prova del telecomando
Per sapere in dieci secondi se la fotocamera del proprio telefono vede gli infrarossi, basta inquadrare la punta di un vecchio telecomando della TV e premere un tasto qualsiasi. Se sullo schermo compare un puntino luminoso, il test funziona. Se non si vede nulla, va provata l'altra fotocamera.
Il test in due minuti, stanza per stanza
Il momento giusto per farlo è appena arrivati, prima di disfare i bagagli. Ecco come fare:
-
1
Spegni tutte le luci e oscura la stanzaChiudi tapparelle e tende: le telecamere con visione notturna accendono i LED infrarossi solo quando l'ambiente è buio. Con la luce accesa il test non funziona.
-
2
Apri la fotocamera e passa a quella frontaleSu molti telefoni l'obiettivo frontale non monta il filtro che blocca gli infrarossi, mentre quello posteriore quasi sempre sì. Se con una fotocamera non vedi nulla, ripeti il giro con l'altra.
-
3
Inquadra lentamente i punti sospettiMuovi il telefono con calma verso rilevatori di fumo, sveglie, prese, specchi e bocchette dell'aria, tenendo lo schermo davanti agli occhi.
-
4
Cerca i puntini viola o bianchi sullo schermoI LED infrarossi appaiono come piccole luci violacee o biancastre che a occhio nudo non si vedono. Sono il segnale più affidabile.
-
5
Riaccendi la luce e fai il giro con la torciaL'ultimo passaggio serve per le telecamere senza visione notturna: la torcia dello smartphone fa brillare il vetro dell'obiettivo, che riflette come un piccolo punto luminoso.
Le stanze da controllare per prime sono quelle in cui ci si spoglia: camera da letto e bagno. Un obiettivo puntato sul letto o verso la doccia non è mai una casualità.
La bussola, il secondo controllo che nessuno fa
Dentro ogni smartphone c'è un magnetometro, il sensore che permette alla bussola di trovare il nord. Reagisce ai campi magnetici, quindi anche ai magneti e ai componenti elettronici usati per fissare e alimentare una telecamera.
Si apre l'app Bussola e si avvicina il telefono all'oggetto sospetto, a pochi centimetri: se i gradi iniziano a ballare in modo evidente vicino a un rilevatore di fumo o a una cornice, quel punto merita un'occhiata più attenta. Vale però un avvertimento: il sensore reagisce allo stesso modo a tubature, altoparlanti, cerniere e strutture metalliche. È un indizio da incrociare con il test a infrarossi, non una prova.
Dove si nascondono più spesso le telecamere
I punti da controllare non sono infiniti: una telecamera ha bisogno di corrente, di una visuale libera e di un oggetto che non faccia sospettare nessuno. Nell'ordine, conviene guardare:
Un criterio pratico aiuta a restringere il campo: si parte dagli oggetti rivolti verso il letto o verso il punto in cui ci si cambia, e da quelli collegati a una presa senza un motivo evidente.
Il controllo della rete Wi-Fi ha un limite
Molte telecamere si collegano al Wi-Fi della struttura e compaiono nell'elenco dei dispositivi connessi. È un controllo in più, ma non basta da solo: i modelli che registrano su scheda di memoria, o che usano una SIM dedicata, su quella rete non appaiono mai.
Cosa fare se trovi una telecamera
Se il test dà esito positivo, l'istinto è quello di staccare tutto. È l'errore da non fare:
-
1
Non toccarla e non staccarlaSpostarla o smontarla rovina le prove e può cancellare quello che ha registrato.
-
2
Fotografa tuttoScatta foto del dispositivo, del punto in cui si trova e della stanza intera, con data e ora visibili nei metadati.
-
3
Esci dalla stanza e chiama il 112Riprendere qualcuno nella sua vita privata senza consenso è un reato previsto dall'articolo 615-bis del codice penale: la segnalazione va fatta alle forze dell'ordine.
-
4
Avvisa la struttura e la piattaforma di prenotazioneConserva la prenotazione, i messaggi e la ricevuta: servono per la segnalazione e per il rimborso.
Vale anche il rovescio della medaglia, per chi affitta: installare una telecamera in una stanza destinata agli ospiti, anche nella propria casa, non è una misura di sicurezza. È una violazione della vita privata di chi ci dorme, e come tale viene trattata.
Domande frequenti su come trovare le telecamere nascoste
Per approfondire
Restiamo in contatto!
Seguici sui nostri canali social oppure iscriviti alla newsletter!