Sul contratto c'è scritto 1 Gbit/s, cioè 1.000 Mbit/s. Sullo speed test ne compaiono 300, a volte 400, e alle nove di sera anche meno: un terzo scarso di quello che ti è stato venduto, con la stessa fibra e lo stesso router.
Non è necessariamente un imbroglio, ed è quasi sempre spiegabile. Ma finché misuri in Wi-Fi con lo smartphone, all'operatore non stai dimostrando nulla: per trasformare una lamentela in una contestazione che pesa esiste un solo strumento, e in Italia si chiama Ne.Me.Sys.
Da dove nasce il divario tra la promessa e la misura
La velocità dichiarata è un massimo teorico, e lungo il percorso si sommano quattro strozzature, sempre le stesse.
- La capacità condivisa: un ramo di rete residenziale serve decine di abitazioni. Alle sette del mattino il massimo è raggiungibile, alle ventuno la stessa linea schiaccia tutti verso il basso.
- Il Wi-Fi, che è di gran lunga la perdita più grossa: bastano pochi metri, un muro portante o una banda affollata dai vicini per dimezzare quello che il router riesce a consegnare.
- I tuoi apparecchi: una scheda di rete a 100 Mbit/s, un cavo Ethernet vecchio o uno smartphone di fascia bassa mettono un tetto alla misura, qualunque sia la linea.
- Il server dall'altra parte: il test o il servizio che stai usando impone il proprio limite. Una piattaforma di streaming congestionata non restituirà mai la velocità della tua fibra.
Esiste poi una causa meno frequente e più concreta: un difetto al punto di terminazione ottica. Connettore sporco o attestato male, fibra schiacciata nella canalina, borchia ottica difettosa. Si ripara senza costi per il cliente, ed è una delle cause più comuni di uno scarto reale e permanente.
Misurare bene, per contestare giusto
Una misura fatta male non serve a niente, e il servizio clienti lo sa meglio di te. Il protocollo minimo vale anche prima di aprire una pratica formale.
- Collegati via cavo, computer attaccato direttamente al router con un cavo Ethernet di categoria 5e o superiore. Qualsiasi test in Wi-Fi misura la tua casa, non la tua linea.
- Spegni tutto il resto: streaming, backup sul cloud, aggiornamenti delle console. Il test deve essere solo sulla linea.
- Ripeti a orari diversi, alle dieci del mattino e alle nove di sera, e tieni l'intervallo di valori, non il numero migliore.
- Confronta con il contratto, cioè con la banda minima garantita, non con lo slogan della pubblicità.
È quest'ultima distinzione a decidere se hai un diritto o soltanto una delusione: una velocità inferiore al massimo teorico non apre nessun rimedio, una velocità stabilmente sotto il minimo garantito sì.
Ne.Me.Sys, la misura che vale come prova
Ne.Me.Sys è il software gratuito del progetto MisuraInternet di AGCOM. Non è uno speed test: si installa sul computer, che resta acceso e collegato al router via cavo, e la misura vale solo dopo ventiquattro ore complessive di rilevazione, senza altro traffico sulla linea. Alla fine produce un rapporto firmato digitalmente.
Quel rapporto ha valore probatorio, ed è la differenza con lo screenshot di uno speed test. Si invia all'operatore, che ha trenta giorni per riportare la linea dentro i valori contrattuali. Se allo scadere del termine la banda minima garantita resta disattesa, puoi recedere dal contratto senza penali né costi di disattivazione.
Se l'operatore non risponde o contesta, il passaggio successivo è ConciliaWeb, la piattaforma di conciliazione di AGCOM: gratuita, online, e chiude la maggior parte delle controversie senza un giudice. Conserva i numeri delle segnalazioni aperte in precedenza, perché dimostrano da quanto tempo il problema esiste.
Recuperare banda senza cambiare offerta
Prima di prendersela con l'operatore conviene recuperare quello che si recupera gratis, e sta quasi tutto tra il router e i dispositivi.
- Collega via cavo i dispositivi più esigenti, televisore, console e postazione di lavoro: liberano il wireless per tutti gli altri.
- Sposta gli apparecchi esigenti sui 5 GHz, perché sui 2,4 GHz ripiegano da soli appena il segnale cala, e lì il traffico del condominio è più fitto.
- Tira fuori il router dal mobile chiuso: in alto, libero, al centro della casa. Non dietro il televisore e non in fondo al corridoio.
- Sostituisci il vecchio ripetitore con un sistema mesh o con i ripetitori pensati per il tuo router: un ripetitore economico piazzato male dimezza la banda invece di estenderla.
Guarda anche l'età del router: senza Wi-Fi 6 e senza porte multigigabit mette un tetto alla linea, qualunque sia l'offerta. È uno dei criteri che distinguono davvero le offerte in fibra ottica, insieme alla velocità in upload, diventata decisiva per videochiamate e cloud.
Di quanta banda hai davvero bisogno
Il rovescio della medaglia è che moltissimi contratti sono sovradimensionati: i consumi reali sono molto più bassi di quanto suggerisca il marketing dei gigabit.
Se il totale che ti esce sta comodamente sotto i 300 Mbit/s, pagare per un'offerta multigigabit ha senso soltanto per il router incluso o per l'upload. Prima di rinnovare, vale la pena rileggere che cosa distingue davvero le tecnologie di accesso: la sigla scritta in offerta pesa più della cifra in gigabit.