Con il caldo record di questi giorni e il bollino rosso su gran parte del Paese, chi viaggia in treno se n'è accorto: partenze posticipate, tratte percorse a velocità ridotta, ritardi che si accumulano di stazione in stazione. Non è frutto di improvvisazione né un capriccio dei gestori. Quando la colonnina di mercurio sale, i binari possono superare i 50 °C e i treni sono costretti a rallentare per una ragione di sicurezza molto precisa. Dietro quell'annuncio di ritardo c'è una legge della fisica che vale per qualsiasi rete ferroviaria d'Europa.
Perché le rotaie si deformano con il caldo
Le rotaie sono d'acciaio, e l'acciaio si dilata con il calore. Una giornata da 38 °C all'ombra si traduce facilmente in binari a 50-55 °C sotto il sole diretto, perché il metallo scuro assorbe il calore e lo trattiene per ore. Le rotaie moderne sono saldate in lunghi tratti continui, senza i vecchi giunti che un tempo lasciavano spazio alla dilatazione, e in fase di posa vengono messe in tensione rispetto a una temperatura di riferimento. Oltre quella soglia la dilatazione non trova più sfogo e la rotaia rischia di svergolarsi, cioè di deformarsi lateralmente. È il fenomeno che i tecnici chiamano instabilità del binario, e in casi estremi si vede a occhio nudo come un'onda nell'acciaio.
Il problema si avverte di più proprio nei Paesi con estati storicamente miti, dove le linee sono state progettate per un clima più fresco di quello che le ondate di calore portano oggi. Non a caso gli stessi rallentamenti scattano dal Regno Unito alla pianura padana ogni volta che le temperature superano nettamente i valori consueti.
Perché rallentare è una misura di sicurezza
Far viaggiare i treni più piano non serve a raffreddare le rotaie, ma a ridurre le sollecitazioni che il convoglio scarica su un binario già sotto stress. Una velocità più bassa diminuisce la spinta laterale sulle rotaie e dà ai tecnici il margine per intervenire se una tratta mostra i primi segni di deformazione. Nelle ore più calde i gestori della rete aumentano le ispezioni, sorvegliano i punti critici e impongono rallentamenti mirati sui tratti più esposti al sole. È una scelta di prudenza: meglio qualche minuto di ritardo che il rischio di un deragliamento.
Il legame con la rete elettrica
C'è poi un aspetto che riguarda da vicino chi segue i temi dell'energia. La stessa ondata di calore che piega i binari mette sotto pressione anche la rete elettrica. Nelle ore centrali milioni di condizionatori vanno a pieno regime, la domanda raggiunge i suoi picchi e i prezzi all'ingrosso salgono: chi vuole rendersene conto può seguire l'andamento del PUN di oggi. Anche i treni consumano di più, perché la climatizzazione delle carrozze lavora al massimo proprio mentre viaggiano più lenti. Il caldo estremo non rallenta solo i convogli: mette alla prova tutte le infrastrutture che diamo per scontate.
Per il viaggiatore la conseguenza pratica è semplice: nei giorni da bollino rosso conviene mettere in conto qualche ritardo, verificare l'orario aggiornato prima di uscire di casa e portare con sé una bottiglietta d'acqua. E se il condizionatore di casa va a pieno regime per sopravvivere all'afa, vale la pena capire quanto incide sulla bolletta e correre ai ripari con qualche accorgimento di risparmio energetico. La rotaia che si dilata e la bolletta che si gonfia hanno la stessa causa: un caldo che spinge ogni sistema oltre le condizioni per cui era stato progettato.
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