L'ondata di calore che ha stretto l'Italia e l'Europa a fine giugno è stata da record: in Italia si sono toccati picchi di 40-41 gradi, con anomalie fino a 10-12 gradi oltre le medie, e fino a 22 città contrassegnate dal bollino rosso del Ministero della Salute. Anche di notte non c'è stata tregua: a Torino la minima si è fermata a 27,2 gradi, la notte più calda dal 1753, mentre a Milano il termometro è rimasto sopra i 26. Ora i temporali dei primi giorni di luglio stanno riportando le temperature verso valori più normali, ma le previsioni concordano su un punto: è una tregua, non la fine dell'estate rovente. Alcuni esperti ipotizzano già una nuova ondata a partire dal 7 luglio, con picchi che sulle zone interne potrebbero riavvicinarsi ai 40 gradi. Attenzione però: è uno scenario possibile, non una certezza, e su date e intensità, come vedremo, è ancora presto per sbilanciarsi. Vediamo cosa dicono davvero i modelli e come arrivare pronti alla prossima fiammata.

La tregua di inizio luglio: temporali e calo termico

Il primo cambiamento è già in atto. Da mercoledì 1 luglio una perturbazione atlantica in discesa da nord-ovest ha iniziato a smantellare l'anticiclone africano che per settimane ha soffocato l'Italia. Il risultato è un calo delle temperature nell'ordine dei 5-7 gradi, che raggiunge prima il Nord e le zone alpine, poi il Centro e infine il Sud e le isole tra il 2 e il 3 luglio.

Il rovescio della medaglia è il modo in cui arriva il fresco: quando l'aria atlantica più fresca incontra il calore e l'umidità accumulati per giorni, l'atmosfera diventa molto instabile. Sono attesi temporali anche violenti, con rischio di grandinate, nubifragi e forti raffiche di vento, soprattutto al Nord. Attenzione quindi a non cantare vittoria troppo presto: come spieghiamo nella nostra guida su quando finisce l'ondata di caldo, il calo è un ridimensionamento, non un ritorno al fresco vero e proprio. Le temperature restano infatti sopra la media del periodo.

Quando torna il caldo: la nuova ondata attesa a luglio

Ed è qui il punto: la parentesi fresca dovrebbe durare poco. I principali centri di previsione concordano su una nuova risalita dell'anticiclone di matrice africana nella prima metà di luglio, favorita anche dai mari molto caldi che alimentano l'accumulo di calore.

Secondo alcuni meteorologi, un primo rialzo delle temperature potrebbe arrivare già nel weekend successivo alla tregua, con un'accentuazione più marcata verso il secondo fine settimana del mese, indicativamente intorno all'11-12 luglio. È in questo quadro che si colloca il 7 luglio ipotizzato da alcuni esperti come possibile inizio della risalita: una data plausibile, ma che va presa per quello che è, cioè una tendenza e non una certezza. Le proiezioni mensili mantengono l'Italia sopra le medie per buona parte del mese, senza però che sia oggi possibile fissare con precisione il giorno in cui il caldo tornerà a farsi sentire davvero.

Sarà più intensa di quella di giugno? Cosa dicono i modelli

Su questo, la prudenza è d'obbligo, anche per smontare qualche allarme di troppo. In questi giorni sono circolate sui social previsioni di una nuova ondata "peggiore della precedente", con picchi addirittura vicini ai 45 gradi. Nessuna fonte meteorologica di riferimento conferma questi valori: i modelli, semmai, indicano temperature sopra la media stagionale, con punte che nelle zone interne potrebbero riavvicinarsi ai 40 gradi, ma con ogni probabilità senza toccare gli eccessi di fine giugno, quando in alcune zone si sono superate le medie di 10-12 gradi e si sono sfiorati i 41. In altre parole, una nuova ondata intensa è possibile, ma i 45 gradi che circolano online al momento non hanno riscontro.

Un elemento, però, invita a non abbassare la guardia. La nuova ondata arriverebbe su terreni già inariditi da settimane di caldo e su mari surriscaldati, condizioni che tendono ad amplificare sia le temperature sia l'afa percepita, soprattutto nelle città più esposte al caldo estremo. Anche un episodio meno estremo, insomma, su un terreno già provato va preso sul serio. Il contesto di fondo, del resto, è chiaro: le previsioni stagionali indicano un'estate 2026 complessivamente più calda della norma, in linea con la tendenza degli ultimi anni.

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Caldo e bolletta: come arrivare pronti alla prossima ondata

Ogni ondata di calore ha un effetto diretto sulla bolletta, perché fa impennare i consumi elettrici legati a condizionatori e ventilatori accesi a lungo. La tregua di questi giorni è il momento giusto per prepararsi, così da affrontare la prossima fiammata senza sorprese. Ecco come:

  • Approfitta del fresco per arieggiare: nei giorni di temperature più basse, spalanca le finestre e fai ricambiare l'aria, così la casa parte da una base più fresca quando il caldo tornerà;
  • Imposta bene il condizionatore: quando servirà, una temperatura tra i 25 e i 27 gradi è sufficiente, senza scendere troppo per non far lievitare i consumi;
  • Usa la deumidificazione: spesso il disagio dipende dall'umidità più che dal caldo, e togliere umidità consuma meno del raffrescamento pieno;
  • Non trascurare tende e tapparelle: schermare le finestre nelle ore di sole è il gesto a costo zero che più di ogni altro tiene fresca la casa;
  • Controlla la tua tariffa luce: a parità di consumi, è il prezzo dell'energia a fare la differenza sulla bolletta di fine mese.

Su quest'ultimo punto, in particolare, si gioca gran parte del risparmio estivo.

Arriva pronto alla prossima ondata di caldo

Prima che il caldo torni a far salire i consumi, vale la pena verificare se la tua offerta luce è ancora conveniente. Con il comparatore luce di Selectra puoi confrontare gratuitamente le offerte dei principali fornitori e capire in pochi minuti se esiste una tariffa più adatta ai tuoi consumi estivi.

La domanda, insomma, non è se il caldo tornerà, ma quando e con quanta forza. Nell'attesa che le previsioni si facciano più precise, la cosa migliore è seguire gli aggiornamenti giorno per giorno e usare questa breve tregua per arrivare pronti, in casa e in bolletta, alla prossima ondata.