Il bollino rosso interessa gran parte della penisola e a Roma le previsioni parlano di punte tra i 40 e i 43 gradi. In giornate così il primo istinto è accendere il climatizzatore e lasciarlo acceso dal mattino fino a notte fonda. Eppure esiste un metodo che non costa nulla e che tiene le stanze fresche per ore, riducendo il tempo in cui l'apparecchio deve davvero lavorare. La chiave è sfruttare l'inerzia termica dei muri di casa, cioè la loro capacità di immagazzinare il fresco della notte e restituirlo lentamente durante il giorno.
Come i muri accumulano il fresco della notte
Il principio è tanto semplice quanto efficace. Nelle ore in cui l'aria esterna è più fresca, di notte e all'alba, conviene spalancare le finestre e creare una corrente d'aria che attraversi tutta la casa. L'ideale è aprire su lati opposti dell'abitazione, così che il flusso attraversi le stanze e porti via il calore che i muri hanno accumulato il giorno prima. Muri, pavimenti e solai in muratura assorbono quel fresco e lo trattengono come una vera e propria batteria termica.
Poi, prima che la giornata si scaldi, si chiude tutto: finestre, persiane, tapparelle e tende. Il momento in cui si chiude è decisivo, perché farlo troppo tardi significa intrappolare l'aria già calda della tarda mattina invece di quella fresca. A quel punto i muri, ancora freschi, cedono a poco a poco agli ambienti il fresco accumulato e li mantengono vivibili fino a pomeriggio inoltrato. Più la casa è massiccia, in mattoni pieni o in pietra, più a lungo regge; un appartamento con pareti leggere o all'ultimo piano sotto il tetto si scalda più in fretta e avrà bisogno del climatizzatore più presto.
Fermare il sole prima che entri dai vetri
Il secondo pilastro è l'ombreggiatura, e va concentrata sulle finestre esposte a sud e a ovest, quelle che il sole colpisce con più forza nelle ore centrali e nel pomeriggio. Le schermature esterne, come persiane, tapparelle e tende da sole, sono molto più efficaci di quelle interne perché bloccano i raggi prima che colpiscano il vetro. Una tenda interna entra in gioco quando il calore ha già attraversato il vetro ed è in parte entrato in casa: aiuta, ma molto meno.
Conviene inoltre ridurre le fonti di calore interne. Il forno acceso, i tanti apparecchi in standby e le vecchie lampadine a incandescenza scaldano l'ambiente proprio quando si cerca di tenerlo fresco. Cucinare nelle ore serali e spegnere ciò che non serve riduce il calore in casa e il lavoro del climatizzatore.
Perché tutto questo alleggerisce la bolletta
Chiariamolo subito: con 43 gradi questo metodo non sostituisce il climatizzatore. In compenso accorcia di diverse ore il tempo in cui l'apparecchio resta acceso, ed è proprio il tempo di funzionamento a pesare sulla bolletta. Un condizionatore da circa 1 kW, con l'elettricità intorno a 0,30 euro al kWh, imposte comprese, costa all'incirca 0,30 euro all'ora. Tenerlo acceso a lungo significa superare 1 euro al giorno solo per quell'apparecchio, e se resta in funzione quasi senza sosta la cifra a fine mese diventa una voce importante della bolletta estiva. Ogni ora guadagnata grazie ai muri freschi si traduce in soldi risparmiati.
Un'ultima accortezza riguarda le notti afose. Il metodo dà il meglio dove di notte l'aria si rinfresca davvero, come accade in gran parte del Centro-Nord. Quando l'aria notturna resta umida e calda, conviene ventilare meno e puntare soprattutto sulle schermature diurne. Capire come si comporta la propria casa è il primo passo per tenere il fresco più a lungo spendendo meno. Per andare oltre puoi partire dalla nostra guida al risparmio energetico e dall'analisi del costo del condizionatore in bolletta.
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