La pompa di calore reversibile è ormai in milioni di case italiane, spesso installata come impianto di riscaldamento invernale al posto della vecchia caldaia. Poi arriva l'estate, e molti scoprono che lo stesso apparecchio sa soffiare aria fresca. Da qui la domanda che in tanti si pongono: una pompa di calore reversibile, quando raffresca, è semplicemente un condizionatore? La risposta è sì, ed è una buona notizia per la bolletta.

La stessa macchina, lo stesso ciclo

Un condizionatore e una pompa di calore usano lo stesso principio fisico: un ciclo frigorifero che sposta calore da un ambiente all'altro grazie a un gas refrigerante e a un compressore. D'inverno la pompa di calore preleva calore dall'aria esterna, anche quando fuori fa freddo, e lo porta dentro casa; d'estate inverte il ciclo e fa l'esatto contrario, estraendo calore dagli ambienti e scaricandolo all'esterno. In modalità raffrescamento una pompa di calore reversibile è, a tutti gli effetti, un climatizzatore. La differenza non sta nel raffrescare, ma nel fatto che la stessa unità sa anche riscaldare in modo efficiente nella stagione fredda.

Non è un caso che gli split che troviamo nei negozi siano quasi tutti reversibili: il componente che raffredda e quello che scalda sono lo stesso, e aggiungere la funzione inverno costa pochissimo al produttore. Chi compra oggi un condizionatore, nella pratica, porta a casa una pompa di calore.

Cosa cambia davvero in bolletta

Il vantaggio è avere un solo impianto per due stagioni, senza comprare e installare due macchine separate. Sul consumo estivo valgono le stesse regole di qualsiasi condizionatore: contano la classe energetica, la potenza in BTU rapportata ai metri quadri della stanza e soprattutto la temperatura impostata. Ogni grado in meno sul termostato in raffrescamento fa salire il consumo di circa il 5-7%, quindi impostare 26 °C invece di 22 può quasi dimezzare la spesa. Con l'energia intorno a 0,30 € al kWh, la differenza a fine stagione è concreta. Per dimensionare bene l'apparecchio conviene partire dal calcolo dei BTU e dai costi di un climatizzatore.

Quando si sceglie un nuovo apparecchio, i valori da guardare sono il SEER per il raffrescamento e lo SCOP per il riscaldamento: più sono alti, più energia termica la macchina riesce a spostare per ogni chilowattora consumato. Un modello con SEER elevato può costare qualcosa in più all'acquisto, ma si ripaga nel giro di poche estati. La classe energetica non è solo un'etichetta: è la misura di quanto poco spenderai per stare fresco.

Come sfruttarla al meglio d'estate

Il potenziale vero della pompa di calore reversibile è l'efficienza: sposta più energia termica di quanta ne consumi in elettricità, sia quando scalda sia quando raffresca. Per sfruttarla al meglio in estate bastano gli accorgimenti di sempre: termostato non troppo basso, funzione deumidificazione nelle giornate afose (spesso il fastidio è l'umidità, non i gradi), filtri puliti per non far faticare il motore e stanze schermate dal sole nelle ore centrali. Chi ha già una pompa di calore reversibile possiede di fatto un condizionatore che d'inverno diventa un riscaldamento efficiente: il segreto è impostarla bene, non tenerla al minimo della temperatura. Qualche regola di risparmio energetico aiuta a farla rendere in entrambe le stagioni, trasformando un'unica spesa in un doppio vantaggio.

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