Ogni estate, quando un'ondata di caldo investe l'Italia, si ripete lo stesso fenomeno: nel tardo pomeriggio, mentre le temperature toccano il massimo, milioni di condizionatori entrano in funzione quasi contemporaneamente. È il momento in cui la richiesta di energia elettrica del Paese raggiunge i suoi picchi più alti dell'anno, avvicinandosi ai record storici. E proprio in quelle ore la rete elettrica lavora al limite. Capire questo meccanismo aiuta a vedere il legame, spesso invisibile, tra il caldo, i consumi di casa e la bolletta.
Il picco di domanda elettrica d'estate
La quantità di elettricità che l'Italia consuma non è costante: varia di ora in ora e di stagione in stagione. Un tempo il picco annuale arrivava d'inverno, con il buio e il riscaldamento; oggi, complice la diffusione capillare dei climatizzatori, i valori più alti si registrano sempre più spesso d'estate, nei pomeriggi delle ondate di caldo. In quelle ore la domanda nazionale gestita da Terna, la società che governa la rete di trasmissione, si avvicina ai massimi mai raggiunti.
Il motivo è semplice: il condizionatore è un apparecchio energivoro e, a differenza di tanti altri consumi, si concentra tutto nelle stesse fasce orarie e negli stessi giorni. Quando fa molto caldo, si accende ovunque e nello stesso momento.
Perché la rete va in difficoltà
Contrariamente a quanto si pensa, i blackout estivi quasi mai dipendono da una mancanza di energia: la produzione nazionale, in genere, è sufficiente a coprire anche i picchi. Il punto debole è la distribuzione locale, cioè la rete di cabine e cavi che porta la corrente fino alle case.
Questi componenti, sollecitati da consumi altissimi, si scaldano. E il caldo esterno peggiora le cose, perché riduce la loro capacità di smaltire calore: una cabina di trasformazione che lavora a pieno carico sotto i 38 °C è molto più esposta a un guasto. È così che, nelle zone più sollecitate, si verificano i tipici blackout locali delle giornate roventi, spesso nel tardo pomeriggio o nelle prime ore della sera.
Che non sia un rischio teorico lo raccontano, in tempo reale, le segnalazioni di interruzione di corrente raccolte da Selectra in tutta Italia:
Il caso Torino: +30% di consumi e blackout in serie
Un esempio concreto è arrivato a giugno 2026, quando Torino è stata colpita da diversi blackout durante l'ondata di caldo. Il gestore della rete locale, Iren, ha spiegato che le eccezionali ondate di calore hanno causato "un significativo incremento dei consumi elettrici (circa +30%) e un forte stress sulle infrastrutture di distribuzione". Per rafforzare la rete contro gli eventi climatici estremi, il gruppo ha annunciato un'accelerazione del piano di investimenti sulla rete torinese, fino a 515 milioni di euro entro il 2030.
Dal picco nazionale al tuo contatore
Quello che accade sulla rete nazionale ha un equivalente in piccolo dentro ogni casa. Anche il tuo impianto ha un limite di potenza, e quando accendi il condizionatore insieme a forno o piano a induzione può far scattare il contatore. È lo stesso principio del picco nazionale, su scala domestica: troppa potenza richiesta tutta insieme.
Ed è anche il motivo per cui i gesti individuali, sommati, contano. Evitare di concentrare i consumi pesanti nelle ore di punta non solo riduce il rischio che salti il tuo contatore, ma alleggerisce la pressione complessiva sulla rete. Se vuoi sapere come comportarti quando la corrente va via, è utile la guida su cosa fare nei primi minuti di un blackout.
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Cosa c'entra la bolletta
Il picco di domanda non resta confinato alla rete: si riflette anche sul prezzo dell'energia. Nelle ore in cui i consumi sono massimi, il prezzo all'ingrosso dell'elettricità tende a salire, perché per coprire la domanda entrano in gioco anche le centrali più costose. Chi ha una tariffa indicizzata o bioraria può quindi vedere riflesso in bolletta, almeno in parte, proprio l'effetto di quei picchi estivi.
Lo si vede bene nel PUN Selectra, il prezzo medio dell'energia che elaboriamo ogni giorno a partire dai dati di mercato: nelle giornate di caldo intenso tende a spingersi verso i massimi del periodo, come mostra l'andamento degli ultimi 30 giorni.
Ecco perché, con l'aumento dei consumi della stagione calda, conviene assicurarsi di avere una tariffa adatta ai propri orari di consumo. Sul mercato libero le offerte variano in modo sensibile: di seguito tre tra le più convenienti del momento, una selezionata da Selectra e due tra le più economiche disponibili.
Perché la consigliamo
Per gli esperti di Selectra questa è la migliore offerta al momento. Nella valutazione abbiamo analizzato prezzo della materia prima e della quota fissa, affidabilità del fornitore e del suo servizio clienti.
La bolletta mensile è calcolata con un consumo di 1.200 kWh.
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I blackout estivi non sono un caso, ma il sintomo di una rete che, nelle giornate più calde, lavora al limite. È un fenomeno che parte dai tanti condizionatori accesi insieme e arriva fino al tuo contatore e alla tua bolletta, dove però una tariffa adeguata può fare la differenza.