In questi giorni, con l'ondata di caldo da record che sta investendo l'Europa, anche le cosiddette notti tropicali (quelle con la minima sopra i 20 °C) sarebbero un sollievo: in molte città la temperatura non scende più nemmeno sotto i 25 °C, ed è quello che i meteorologi hanno iniziato a chiamare notti “super tropicali”. A Torino è stata da poco registrata la notte più calda dal 1753, a Milano le minime sono rimaste sopra i 26 gradi. Il risultato lo conosce chiunque viva in città o in pianura: camera surriscaldata, lenzuola appiccicose, sonno spezzato e stanchezza che si accumula. La buona notizia è che per dormire al fresco non serve per forza tenere il condizionatore acceso fino al mattino, con la bolletta che ne consegue.
Perché con l'afa non si dorme
Il problema, più che il caldo in sé, è l'umidità. Per addormentarsi il corpo deve abbassare di poco la propria temperatura, e lo fa soprattutto facendo evaporare il sudore. Quando l'aria è già satura di umidità, il sudore evapora male: ci si sente accaldati anche con temperature non altissime, e il sonno resta leggero. È lo stesso motivo per cui una notte a 28 °C secchi è più sopportabile di una a 25 °C molto umidi.
Il modo più economico: il ventilatore
Prima ancora di accendere il condizionatore, c'è il ventilatore: resta l'alleato più economico contro le notti afose, consuma pochi centesimi a notte, una frazione di quanto consuma un climatizzatore. Non abbassa la temperatura della stanza, ma il flusso d'aria sulla pelle accelera l'evaporazione del sudore e regala una sensazione immediata di fresco.
Per usarlo bene di notte conviene impostarlo con timer o modalità notturna, orientandolo in modo che l'aria circoli nella stanza senza colpire il corpo direttamente per ore. C'è poi un dibattito molto in voga online sulla posizione migliore: ne abbiamo parlato a proposito del trucco del ventilatore verso la finestra, utile la sera quando fuori finalmente fa più fresco che dentro.
Quando serve il condizionatore (e come usarlo bene)
Ci sono notti, però, in cui il ventilatore non basta: quando la minima resta altissima e l'afa è opprimente, il condizionatore è la soluzione più efficace per riposare davvero. Non è solo una questione di comfort: quando la minima resta sopra i 25 °C l'organismo fatica a recuperare, e per anziani, bambini e persone fragili le notti più calde sono un rischio concreto per la salute, come ricordano in questi giorni le autorità sanitarie. Il segreto è usarlo in modo intelligente:
- Modalità notturna o sleep: alza gradualmente la temperatura seguendo il calo naturale di quella corporea, così si dorme bene nelle prime ore e si consuma meno nel resto della notte;
- Deumidificazione: spesso il disagio dipende dall'umidità più che dal caldo, e togliere umidità consuma meno del raffrescamento pieno;
- Temperatura non troppo bassa: 26 °C sono in genere sufficienti per dormire, e ogni grado in meno fa salire i consumi.
Resta comunque la voce di spesa più pesante dell'estate: meglio sapere quanto costa tenere il condizionatore acceso giorno e notte prima di lasciarlo andare fino al mattino.
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I trucchi a costo zero per una camera più fresca
Buona parte del lavoro si fa prima di andare a letto, e senza spendere nulla. Tenere tapparelle e tende abbassate durante il giorno evita che la camera accumuli calore; arieggiare solo quando l'aria esterna è davvero più fresca; preferire lenzuola leggere di cotone o lino alle fibre sintetiche; fare una doccia tiepida prima di coricarsi, perché quella gelata dà sollievo immediato ma poi stimola il corpo a produrre calore. Tutti gli accorgimenti, spiegati nel dettaglio, sono nella nostra guida su come dormire al fresco durante le notti tropicali.
Le trapunte e le lenzuola “rinfrescanti” funzionano davvero?
Tra i prodotti più pubblicizzati d'estate ci sono coperte, trapunte e lenzuola “rinfrescanti”, presentate a volte come un'alternativa al condizionatore. Sono una bufala? No, ma vanno capite per quello che sono: un aiuto reale, entro certi limiti.
Si basano su tre meccanismi concreti. Il primo è la conducibilità del tessuto, misurata dal valore Q-Max: più è alto, più la stoffa risulta “fresca al tatto”, perché sottrae rapidamente calore alla pelle. Il secondo è la capacità di assorbire e far evaporare il sudore, tipica di fibre come bambù, Tencel o lyocell: e proprio l'umidità, lo abbiamo visto, è il vero nemico delle notti afose. Il terzo, nei modelli più avanzati, sono i materiali a cambiamento di fase (PCM), una tecnologia nata per le tute degli astronauti, che assorbono il calore in eccesso per un certo tempo.
Verità o bufala?
Vero a metà. Questi tessuti danno davvero una sensazione di fresco e gestiscono bene il sudore, ma non abbassano la temperatura della stanza: l'effetto “freddo” al tatto si attenua man mano che il tessuto si scalda con il corpo, e le prove scientifiche sono ancora poche. Sono un valido aiuto nelle notti umide o moderatamente calde, non un sostituto del condizionatore in piena ondata di caldo. Diffida di chi li vende come “aria condizionata in una coperta”.
C'è però un dettaglio che, da specialisti dell'energia, ci interessa più di ogni altro. Uno studio del 2021 ha osservato che, con lenzuola rinfrescanti, le persone dormivano bene anche tenendo la camera più calda. Tradotto in bolletta: una buona trapunta rinfrescante permette di alzare di un paio di gradi il condizionatore, o di rinunciarvi del tutto nelle notti meno torride. E ogni grado in più sul termostato taglia i consumi in modo sensibile.
Il confronto economico è netto: una trapunta o un set di lenzuola rinfrescanti è una spesa una tantum (indicativamente tra 30 e 80 euro) a consumo zero, mentre tenere il condizionatore acceso di notte pesa ogni notte, fino a qualche decina di euro al mese per un solo split. Nelle notti in cui è sufficiente, dormire freschi senza accendere il climatizzatore è il modo più semplice per non far lievitare la bolletta.
Dove si risparmia davvero: la tariffa
Qualunque sia la tua strategia anti-afa, d'estate i consumi elettrici salgono comunque. E il modo più concreto per contenerli non è rinunciare al fresco, ma assicurarsi di pagare l'energia al prezzo giusto. Sul mercato libero le offerte variano in modo sensibile: di seguito tre tra le più convenienti del momento, una selezionata da Selectra e due tra le più economiche disponibili.
Perché la consigliamo
Per gli esperti di Selectra questa è la migliore offerta al momento. Nella valutazione abbiamo analizzato prezzo della materia prima e della quota fissa, affidabilità del fornitore e del suo servizio clienti.
La bolletta mensile è calcolata con un consumo di 1.200 kWh.
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La bolletta mensile è calcolata con una stima del prezzo medio del PUN Index GME (luce) del prossimo anno pubblicato dall'Autorità e con un consumo di 1.200 kWh.
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Contro le notti insonni d'estate, il ventilatore e qualche accorgimento a costo zero risolvono buona parte del problema; quando serve il condizionatore, usarlo bene fa la differenza sul comfort. Ma sulla bolletta, a fine mese, pesa più di tutto la tariffa con cui paghi l'energia.