Ogni ondata di caldo porta con sé la stessa sequenza: temperature record, consumi elettrici alle stelle e il rischio, sempre più concreto, di blackout di quartiere. In questo scenario un recente studio dell'ENEA riporta l'attenzione su un alleato spesso trascurato, gli alberi: le foreste periurbane vengono descritte come uno "scudo" contro le temperature estreme e l'inquinamento urbano. Ci siamo chiesti quanto questo scudo possa valere, in concreto, sulla rete elettrica e in bolletta. Non esiste una cifra ufficiale, così abbiamo provato a costruire una stima incrociando i dati disponibili.

Lo studio ENEA: gli alberi come scudo contro il caldo

La ricerca, condotta dall'ENEA insieme a Università di Milano-Bicocca, CNR e all'istituto francese ACRI-ST, ha analizzato l'effetto delle foreste periurbane su città del Mediterraneo come Firenze. Il risultato più forte riguarda la salute: a Firenze le aree verdi periurbane sono associate a una riduzione fino a 0,9 decessi ogni 100.000 abitanti, oltre a un miglioramento della qualità dell'aria.

C'è però una precisazione importante, che è il punto di partenza onesto di ogni stima: lo studio rileva che le foreste periurbane hanno un impatto limitato sulle temperature massime diurne, mentre l'effetto è più evidente sulle minime notturne. In altre parole, gli alberi alle porte della città rinfrescano soprattutto le notti, non tanto il picco di calore del primo pomeriggio. Ed è proprio quel picco a far impennare i condizionatori e a mettere in crisi la rete.

Il nodo delle città: l'isola di calore

Per agire anche sulle ore più calde serve il verde dentro la città, non solo intorno. È qui che entra in gioco l'isola di calore urbana: cemento, asfalto e tetti accumulano calore e rendono i centri urbani molto più caldi della campagna circostante, anche di 4-5 °C di giorno e fino a 10-12 °C di notte. A Milano, per esempio, l'intensità dell'isola di calore è stata in media di circa 3,5 °C negli ultimi quindici anni, superando i 4,5 °C nelle estati più torride.

Schema dell'isola di calore urbana: la temperatura è più bassa sulla campagna e sui parchi e raggiunge il picco sul centro città densamente costruito.
L'isola di calore urbana: il centro cementificato resta più caldo della campagna e delle aree verdi che lo circondano.

Alberi stradali, parchi e tetti verdi agiscono proprio su questo divario, grazie all'ombra e all'evapotraspirazione: un viale alberato o un parco possono risultare diversi gradi più freschi della strada cementificata accanto. Una regola pratica molto citata per orientare le città è il principio 3-30-300, proposto dall'esperto Cecil Konijnendijk: almeno 3 alberi in vista da ogni casa, 30% di copertura arborea per quartiere e un parco a non più di 300 metri da ogni abitazione.

Dal termometro al contatore

Il legame tra caldo e rete elettrica è ormai documentato dai numeri di Terna. Nell'estate 2026 la domanda elettrica nazionale ha toccato un picco di 55 GW, il valore più alto dell'anno, e nella settimana più rovente i consumi sono cresciuti del 4,4% trainati quasi solo dai condizionatori. In generale, d'estate il consumo elettrico può salire del 30-35% rispetto alla primavera.

La climatizzazione è quindi il vero motore del picco estivo, ed è molto sensibile alla temperatura: come mostra la letteratura sui consumi, ogni grado in più di calore esterno fa aumentare di qualche punto percentuale l'energia richiesta per raffrescare. Ne abbiamo parlato spiegando perché, durante le ondate di calore, il contatore rischia di saltare e perché cresce il rischio di blackout. Il ragionamento, allora, si ribalta: se più verde abbassa la temperatura, abbassa anche i consumi e il picco.

La nostra stima: quanto si risparmierebbe

Mettiamo insieme i pezzi in uno scenario prudente. Immaginiamo una città media che, combinando foreste periurbane (notti più fresche) e verde diffuso in città (giorno meno rovente), riesca ad abbassare di circa 2 °C il proprio carico termico estivo, recuperando una parte del divario dell'isola di calore. Ecco cosa significherebbe.

Voce Stima
Riduzione della temperatura estiva (scenario verde) circa −2 °C
Minor consumo per climatizzazione circa −8% (tra −6% e −10%)
Risparmio per una famiglia (a stagione) circa 12-20 €
Risparmio per una città di 200.000 famiglie circa 3 milioni € a stagione

Stima Selectra a scopo illustrativo, non una previsione: i valori reali variano molto in base al clima locale, alla diffusione dei condizionatori e al tipo di abitazioni.

Come abbiamo stimato

Siamo partiti da una riduzione di 2 °C del carico termico estivo, plausibile recuperando parte del divario dell'isola di calore (3-5 °C nelle grandi città). Abbiamo applicato una sensibilità prudente della climatizzazione di circa il 4% di consumo in meno per ogni grado evitato, ottenendo un −8% di spesa per il raffrescamento. Su una spesa estiva tipica di circa 200 € di condizionatore a famiglia, sono 12-20 € di risparmio; moltiplicati per una città di 200.000 famiglie, qualche milione di euro a stagione.

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Meno picchi, meno blackout

Il risparmio in bolletta è solo metà della storia. L'altra metà è la tenuta della rete. Poiché il picco estivo è trainato dai condizionatori, tagliare qualche punto percentuale di quel consumo significa alleggerire proprio le ore in cui linee e cabine di quartiere lavorano al limite e rischiano di scattare. Una città più fresca di un paio di gradi non azzera i blackout, ma riduce il margine di sovraccarico che li provoca: meno apparecchi spinti al massimo nello stesso momento, meno stress sui trasformatori, meno probabilità che salti la corrente nell'ora più calda.

È il motivo per cui le grandi infrastrutture verdi non sono solo una questione ambientale o di salute, ma anche di sicurezza energetica delle città. Lo "scudo" descritto dall'ENEA, se esteso e progettato bene anche all'interno dei centri urbani, lavora in silenzio per tutta l'estate, ogni giorno.

Cosa può fare una famiglia adesso

Piantare una foresta periurbana non è alla portata della singola famiglia, ma il principio che ne emerge è utile a tutti: meno calore significa meno energia sprecata per raffrescare. Nell'attesa che le città diventino più verdi, i due interventi che incidono subito sulla bolletta estiva sono usare il condizionatore in modo efficiente ed evitare di pagare l'energia più del necessario.

Se il verde urbano agisce sui consumi, il prezzo a cui paghiamo ogni kWh dipende invece dall'offerta che abbiamo in casa. Confrontare le offerte luce prima dell'estate è il gesto che alleggerisce la bolletta nel modo più immediato, in attesa che gli alberi facciano la loro parte sul resto.

Domande frequenti

Sì, attraverso l'ombra e l'evapotraspirazione: viali alberati e parchi possono risultare diversi gradi più freschi rispetto alle aree cementificate vicine. L'effetto del verde dentro la città è soprattutto diurno e locale, mentre le foreste periurbane, secondo lo studio ENEA, agiscono in particolare sulle temperature minime notturne.

Secondo la nostra stima, una famiglia che riducesse di circa 2 °C il carico termico estivo grazie a un contesto urbano più verde potrebbe risparmiare all'incirca 12-20 € a stagione sulla spesa per climatizzazione. È una stima illustrativa: l'effetto reale dipende dall'uso del condizionatore e dal tipo di abitazione.

Aiutano, ma non bastano da soli. I blackout estivi nascono soprattutto dal picco di consumo dovuto ai condizionatori, che sovraccarica le linee e le cabine di quartiere. Abbassando la temperatura percepita in città, il verde riduce parte di quel picco e quindi lo stress sulla rete locale.

È una regola pratica per il verde urbano proposta dall'esperto Cecil Konijnendijk: ogni abitazione dovrebbe avere in vista almeno 3 alberi, ogni quartiere dovrebbe raggiungere il 30% di copertura arborea, e nessuno dovrebbe vivere a più di 300 metri da un parco o uno spazio verde di qualità.