Quali sono le città più a rischio con il caldo estremo

L'estate entra nel vivo proprio in queste ore: da venerdì 12 giugno l'alta pressione si è ripresa l'Italia e nel weekend le temperature toccheranno i 35-36 gradi, con possibili punte di 37 lontano dalle coste.

Ma il dato più interessante arriva dal rapporto annuale ISTAT 2026, pubblicato in questi giorni: alcune città italiane sono strutturalmente più esposte di altre al caldo estremo, e non si tratta di località del profondo Sud. Anzi, sono più vulnerabili grandi città come Roma, Bologna, Milano e Firenze.

Il motivo è il cosiddetto effetto "isola di calore": asfalto e cemento immagazzinano calore per tutto il giorno e continuano a cederlo dopo il tramonto, mentre il verde urbano, che potrebbe mitigare le temperature, occupa appena il 3% della superficie dei capoluoghi. Il risultato sono le notti tropicali: il termometro resta sopra i 20 gradi dalla sera al mattino, e nei grandi centri capita sempre più spesso.

Per chi vive in queste città, insomma, il problema non è la singola ondata di caldo africano ma una condizione che potrebbe prolungarsi per tutta l'estate. Vale quindi la pena organizzarsi: ecco come mantenere la casa vivibile durante gli eventi estremi, con o senza condizionatore, senza che la bolletta vada fuori controllo.

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Come proteggere la casa dal caldo (prima di accendere l'aria condizionata)

La difesa più efficace contro il caldo estremo non costa nulla, perché consiste semplicemente nell'impedire al calore di entrare. Vetri e finestre sono il punto chiave, perché l'irraggiamento solare scalda gli ambienti molto più dell'aria.

Il metodo più efficace per risolvere il problema è semplice: tapparelle, persiane e tende abbassate sulle facciate esposte al sole già dalla tarda mattinata, riapertura solo quando l'aria esterna torna più fresca di quella interna, in genere dopo il tramonto.

Le barriere esterne (persiane, tende da sole) lavorano meglio di quelle interne. Inoltre, di notte è utile sfruttare al massimo le correnti d'aria: finestre aperte su lati opposti della casa, o a piani diversi per chi vive su più livelli.

Questa abitudine non riguarda solo chi è senza condizionatore: una casa che si scalda meno di giorno è anche una casa che il climatizzatore raffredda più in fretta e con meno energia. Tutti i dettagli su schermature e ventilazione naturale sono nel nostro approfondimento su come rinfrescare casa senza spendere troppo.

Comfort e risparmio: qual è la temperatura giusta del condizionatore?

Il riflesso istintivo durante un picco di caldo è abbassare il termostato il più possibile. È l'errore che costa di più: scendere a 22 gradi quando ne basterebbero 26 fa salire di molto spese e consumi, a fronte di un comfort solo marginalmente migliore.

La regola suggerita dagli esperti di efficienza energetica è duplice: non scendere sotto i 26 gradi e, soprattutto, mantenere uno scarto contenuto rispetto all'esterno, indicativamente non più di 6-8 gradi.

Di notte, la soluzione più efficiente è la funzione sleep o notturna, che alza gradualmente la temperatura impostata seguendo il fisiologico abbassamento della temperatura corporea durante il sonno: si dorme bene e si consuma meno nelle ore in cui il fresco serve di meno.

Condizionatore: i 4 accorgimenti che tagliano i consumi

Oltre alla temperatura, ci sono quattro mosse a costo zero che fanno la differenza in bolletta. La modalità deumidificazione nelle giornate afose: spesso il disagio dipende dall'umidità più che dal caldo, e deumidificare consuma meno che raffreddare. Le alette orientate verso l'alto: l'aria fredda scende da sola e si distribuisce in tutta la stanza. Porte e finestre chiuse, climatizzando solo gli ambienti che si usano davvero. E i filtri puliti: un filtro intasato fa faticare la macchina, raffredda meno e consuma di più.

Come abbassare il caldo percepito (anche senza condizionatore)

La temperatura che leggiamo sul termometro e quella che sentiamo addosso sono due cose diverse: umidità e aria ferma possono far percepire 30 gradi come se fossero 35. Sul caldo percepito, per fortuna, si può intervenire con una spesa minima.

Il ventilatore resta lo strumento principe: non abbassa la temperatura della stanza, ma il flusso d'aria sulla pelle accelera l'evaporazione del sudore e porta via il calore corporeo. Una bottiglia d'acqua ghiacciata o una ciotola di ghiaccio davanti alle pale creano una zona d'aria più fresca, localizzata ma immediata; un asciugamano umido appeso davanti al flusso sfrutta lo stesso principio.

Attenzione però all'umidità: questi trucchi rendono al meglio con aria secca, mentre in ambienti già umidi aggiungere acqua all'aria può peggiorare l'afa percepita. In quel caso meglio il solo ventilatore o, per chi ha il condizionatore, la modalità deumidificazione.

Altre idee per risparmiare in bolletta durante il caldo estremo

Quando le temperature salgono, i consumi elettrici di casa aumentano anche al di là del condizionatore. Qualche accorgimento per contenerli:

  • Usa gli elettrodomestici nelle ore fresche: forno, lavatrice e lavastoviglie producono calore, farli lavorare la sera o al mattino presto evita di scaldare casa nelle ore peggiori e di sovraccaricare il contatore quando il condizionatore è acceso;
  • Limita il forno: è l'elettrodomestico che scalda di più gli ambienti, d'estate meglio preferire cotture rapide o piatti freddi;
  • Aiuta il frigorifero: con il caldo lavora già più del solito, tenerlo staccato dalla parete e non lasciare lo sportello aperto a lungo ne riduce lo sforzo (e i consumi);
  • Spegni gli stand-by: tv, console e dispositivi in attesa consumano e producono calore 24 ore su 24, una ciabatta con interruttore risolve;
  • Occhio all'illuminazione: le lampadine LED consumano una frazione delle vecchie alogene e, dettaglio non secondario d'estate, scaldano molto meno.

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